Mormorii e polemiche: tregua, c’è la Juventus… 

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In casa viola, da un po’ di tempo a questa parte, non c’è un attimo di pace. Non c’è tregua. Le polemiche si susseguono una dietro l’altra, così come le brutte figure rimediate in casa e in trasferta negli ultimi due mesi. Infatti, nelle ultime otto partite, la Fiorentina ha ottenuto una sola vittoria (in casa contro il Sassuolo), 4 pareggi (quello illusorio col Napoli, e poi con Verona, Frosinone e Sampdoria) e 3 sconfitte (contro Roma, Empoli e Udinese). In sintesi, la Viola è riuscita a conquistare solamente 7 punti su 24 disponibili. Una media assolutamente lontana da quella del girone d’andata quando, nelle stesse otto partite, aveva ottenuto 14 punti (in virtù di 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte).

Ebbene, adesso però non è ancora il tempo di puntare il dito su Tizio o su Caio. O almeno, se qualcuno sta già facendo processi, che smetta. Faccia una pausa. Perché domenica arriva la Juventus e l’ambiente, almeno per questa grande sfida, deve provare a ricompattarsi. A remare unito dalla stessa parte. Anche perché per provare a battere Lei servirà la partita perfetta in campo, in panchina, sugli spalti e in edicola… Ogni componente dovrà cercare di dare il massimo, di dare il suo contributo affinché domenica le polemiche vadano in standby. Lo stadio, dalle curve alla Maratona fino alla Tribuna, dovrà essere un tutt’uno, non ci dovranno essere mormorii né fischi, se non quelli sonori all’indirizzo dei bianconeri

Battere la Juve, facendole rimandare lo scudetto di una settimana, sarebbe un lampo di luce in un girone di ritorno al buio. Sarebbe un attimo di gioia. Un momento da ricordare e da tramandare ai posteri, anche perché non è che la Fiorentina abbia uno score così tanto brillante contro di Lei: in casa, in 77 incontri, ha vinto 22 volte, pareggiato 30 e perso 25. La parola d’ordine, dunque, è: provarci! E se poi non dovesse andare bene, se poi dovesse arrivare una sconfitta, beh, dipende sempre da come arriva.

Se dovesse arrivare una sconfitta pesante o disonorevole (vi ricordate lo 0-5 subito dalla Fiorentina di Delio Rossi il 17 marzo del 2012? Ecco… sarebbe da evitare), allora a fine gara potrebbe succedere qualunque cosa, sempre nel rispetto delle regole e della civiltà. Dietro a quel “di tutto” ci sono contestazioni, fischi, rotture, frazioni. La partita con la Juve, insomma, sarà un’ultima prova di appello: se la Fiorentina riuscirà a passarla, allora recupererà credibilità e stima nei confronti dei suoi tifosi. E di tutto l’ambiente. Altrimenti, se dovesse perderla malamente, potrebbe essere bocciata e si potrebbe girare il “the end”. Ma non prima. No, prima no se puede.
Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it