MOU-ntella il parafulmini: ‘Rifatevela con me’. Ma i problemi ci sono

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Nel finale della scorsa stagione era partito il treno Montella del “Dobbiamo crescere, non possiamo farlo attraverso le cessioni”, e lì fu ripreso dalla società. In questo inizio di stagione, invece, quello del “qualcuno si è montato la testa”, con la società che parla di obiettivo 3° posto mentre Montella cala subito il tiro. Basso profilo Vs alto profilo? Ovvero, Montella pensa davvero che questa squadra debba stare con i piedi per terra perché ha qualcosa meno delle altre oppure lo dice solo per tenere i piedi per terra? Ovvero, la società viola pensa davvero di avere una squadra da terzo posto oppure è solo una speranza?

Montella ed il “dobbiamo capire cosa vogliamo fare” è un vecchio discorso, ormai, ripetuto più e più volte. Quando si parlava di bel gioco al quale cercare di abbinare i risultati, quando poi si è cercato di parlare solo di risultati. L’asticella da alzare era forse proprio questa, ed al momento, di fronte ad ottime prove contro Sassuolo e Genoa non sono però arrivati i 6 punti che dovevano arrivare.  Contraddizioni in salsa viola, insomma, di fronte alle quali però Montella, da adesso, ha iniziato a mantenere un profilo del tutto diverso rispetto a quello che ha sempre avuto nei suoi precedenti due anni da tecnico gigliato: “L’importante è che lasciate stare la squadra, rifatevela con me. La squadra merita più rispetto, per quanto hanno fatto, anche adesso. Finché le critiche toccano me, va bene, io sono impermeabile. Mi da fastidio il fatto che alcuni giocatori vengano criticati. Mi conforta che saranno gli stessi a salire poi sul carro”.   

Chiamatelo pure Vincenzo MOU-ntella, con elmetto e scudo in stile Mourinho per accentrare su di se ogni tipo di critica diretta alla sua squadra.  La situazione, di fronte all’emergenza che sta colpendo la squadra viola, potrebbe anche peggiorare. Che inizino a circolare anche i primi malumori all’interno dello stesso spogliatoio gigliato? Le critiche si sa, non fanno mai piacere a nessuno. C’è tanta pressione su alcuni elementi, per i quali i margini di errore sono molto ridotti rispetto a tanti altri giocatori e tante altre piazze. Da qui anche la frase “a Firenze è più famosa la lotta tra guelfi e ghibellini che la bellezza del Ponte Vecchio”, come a dire che in questa città si riesce a far polemica e a dividersi su tutto. 

E di argomenti sui quali contendere ce ne sarebbero e come. Ultimo su tutti il ripetersi di infortuni muscolari, con le tournee in SudAmerica e Spagna sotto accusa, la preparazione, lo staff medico, e da qui anche un mercato che ha portato lo stesso Montella a ritrovarsi quattro-cinque nuovi acquisti a campionato già iniziato, e da qui il discorso “purtroppo il mercato è troppo a lungo, e questo non aiuta”. Per altro, situazione che si è ripetuta praticamente sempre. La squadra al completo, nei ritiri che ha fatto in Montagna, non l’ha mai avuta. Al primo anno poi, quasi non si riusciva a fare 22 giocatori per fare le partitelle. 

E la situazione, dicevamo, potrebbe anche sfuggire di mano del tutto a Montella, e quando lo spogliatoio poi si spacca è la fine. Forse, il tecnico viola stesso si aspettava una difesa maggiore da parte della società nei confronti suoi e della squadra per un inizio di stagione le cui scorie non riescono ad essere del tutto eliminate, ma adesso non resta far altro che difendere. Guantoni in mano, e voglia/bisogno di far risultati. Montella ha mostrato i denti, adesso servono le risposte sul campo. Anche soffrendo, servono i punti.  Alternative non ce ne sono.

Stare vicini alla squadra, è l’unica cosa che può fare Firenze in questo momento di difficoltà. Nulla è ancora compromesso. 

Autore: Gianluca Bigiotti, Redazione Fiorentina.it