Napoli-De Laurentiis, il grande freddo. Nel mirino le notti brave dei giocatori

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    Aurelio De Laurentiis Fiorentina-NapoliC’è poco entusiasmo nel ritiro del Napoli, scrive La Gazzetta dello Sport usando quasi un eufemismo. La clausura non piace a nessuno, Rafa Benitez compreso. Ma, pur controvoglia, squadra e tecnico hanno obbedito all’ordine impartito da De Laurentiis. «Ricreare lo spirito di gruppo»: l’ha giustificata così la decisione di rinchiudere i suoi tesserati a Castelvolturno, il presidente, anche se ha sminuito il senso del ritiro: «No, non è una punizione. Mi sono reso conto che qualcosa non andava e che sarebbe stato meglio stare tutti insieme per ritrovare entusiasmo». Può darsi, ma squadra e tecnico non l’hanno presa bene, c’è grande contrarietà nel gruppo.

    Restano le responsabilità del club, di chi ha sottovalutato il comportamento dei giocatori e di chi non è intervenuto in tempo debito per mettere in riga quelli delle notti brave. Fino a quando Higuain è stato continuo sottorete, così come Callejon; fino a quando Hamsik ha assicurato quel talento ormai sconosciuto, allora anche le scappatelle notturne sono passate inosservate. Adesso le accuse si sprecano, mentre con l’allenatore pare che si sia giunti alla resa dei conti.

    Ma a essere contestato è stato proprio lui, De Laurentiis. «Meritiamo di più», gli hanno urlato a lungo le due curve, stanche di sostenere un progetto poco competitivo per lo scudetto e per potersi confrontare con le grandi del calcio europeo. Probabilmente, gli investimenti fatti non corrispondono alle velleità del suo progetto. E, soprattutto, buona parte dei 380 milioni investiti nei suoi dieci anni di Napoli li hanno sborsati i tifosi, riempiendo il San Paolo e determinando in maniera concreta la spartizione dei diritti televisivi, sottoscrivendo migliaia di abbonamenti per le pay tv.