Nasce la Fiorentina di Ilicic, Montella gli chiede il salto di qualità. Il silenzio di Rossi…

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Un occhio al Genoa di Gasperini, l’altro alle notizie che arrivano dall’infermeria. La giornata di ieri è scivolata via così, con le buone nuove che nel corso della giornata sono arrivate su Federico Bernardeschi. La paura di martedì sera è svanita già in mattinata, quando il giocatore ha lasciato il centro sportivo per andare a fare gli accertamenti del caso. Passo sciolto e buonumore lasciavano intuire quello che poi la Fiorentina ha sancito in serata: Bernardeschi ci sarà contro il Genoa, anche se difficilmente Montella lo manderà in campo dal primo minuto al fianco di Gomez e Cuadrado. Già, perché loro due ci saranno, ma deve essere ancora scelto il sostituto di Giuseppe Rossi. In tanti lottano per una maglia. Da Babacar a Joaquin, passando per Bernardeschi e Josip Ilicic. Praticamente impossibile, infatti, che Marko Marin entri in concorrenza per giocare dall’inizio. Il tedesco sta bene, ma è ancora a corto di preparazione. Montella deciderà se convocarlo o meno, ma al massimo verrà buono per la panchina. E ad oggi quello che ha più chance di giocare è senza dubbio Ilicic, anche lui reduce dall’impegno in Nazionale. L’idea è quella del 4-3-1-2, con lo sloveno a giostrare dietro Gomez e Cuadrado. L’occasione, per lui, è di quelle davvero ghiotte. Spesso si è detto e scritto che è un giocatore difficilmente collocabile nello scacchiere tattico di Montella, ma domenica dovrebbe giocare in quello che è il suo ruolo naturale, ovvero come trequartista. Con Rossi out per diversi mesi, è quello da cui Montella si aspetta di più insieme a Marin. I due giovani (Babacar e Bernardeschi) sono jolly a cui non sarà data troppa responsabilità. Da Ilicic invece (e poi anche dal tedesco quando sarà pronto fisicamente) l’allenatore si aspetta tanto. Oltretutto l’arrivo di Kurtic (una sorta di amico fraterno) sembra averlo stabilizzato ancora di più a livello emotivo. Lui, che ha bisogno di tutta la fiducia dell’ambiente per rendere al massimo, adesso ce l’ha. Forse non da parte di tutta la tifoseria (che ha ancora negli occhi i gol sbagliati contro la Juventus in Europa League e contro il Napoli in finale di Coppa Italia), ma sicuramente ce l’ha da parte dell’allenatore e dei compagni. Per il resto, quando siamo ormai al giovedì, la formazione si va pian piano delineando, con Montella che potrebbe deludere quelli che vorrebbero veder debuttare qualcuno dei nuovi dal primo minuto. Richards, Badelj e Kurtic hanno certamente qualche chance di giocare, ma in questo momento i ‘veterani’ sono in vantaggio. E allora non ci sarebbe da stupirsi se Tomovic occupasse ancora il ruolo di terzino destro e se a centrocampo la prima alternativa ad Aquilani-Pizarro-Borja Valero fosse Juan Manuel Vargas.

 

Sul fronte Giuseppe Rossi si registrano le puntualizzazioni della Fiorentina, che non aggiungono molto dal punto di vista informativo circa l’operazione subìta dal Fenomeno e sui tempi di recupero. Il report medico del Dottor Manetti ha chiarito ancora una volta cosa è stato fatto sul ginocchio destro di Rossi ed ha ribadito in 4-5 mesi i tempi di recupero. Piuttosto, è trapelato un po’ di malcontento da parte della società per tutte le indiscrezioni e le mezze notizie che si sono susseguite sulla vicenda. La battaglia a chi indovina per primo i tempi di recupero non è piaciuta. E dagli Stati Uniti prosegue il silenzio del giocatore, che ha staccato totalmente la spina ed ha smesso anche di lanciare messaggi via Twitter. Un modo, probabilmente, per cercare di allentare la pressione su se stesso e su tutto il clamore che lo circonda in Italia. E per fortuna che il Genoa di Matri e Roncaglia sta arrivando. Il calcio giocato aiuterà a spostare l’attenzione su altri argomenti. Lo vuole la Fiorentina. Ma forse lo vuole anche Pepito

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it