Neto alla Juve: “Non abbiamo paura, anche noi siamo forti”

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    NetoNorberto porta in giro la sua faccia perbene in un calcio pieno di lupi. In attacco la Juve ha anche qualche tigre. Paura? «Proprio no. Siamo professionisti, frequentiamo giocatori di un certo livello. Rossi, per esempio, è rimasto capocannoniere per tanto tempo anche senza giocare… Con tutto il rispetto per gli altri, ovviamente». Gli altri hanno la maglia a strisce, il più sanguinario si chiama Tevez (ma anche Llorente non è male). E poi in panchina c’è Osvaldo, che nel marzo 2008 segnò il gol della storica vittoria viola a Torino contro la Juve, 3-2. Il problema è che domenica Osvaldo sarà dall’altra parte. «Ma noi — dice Neto — abbiamo giocatori forti, sapremo come comportarci».
    Anche se in difesa il meno discusso attualmente è proprio lei. Sembrano essersi rovesciati i ruoli.
    «E’ difficile restare sempre a livelli alti, ci possono essere dei momenti di flessione. Comunque abbiamo la terza difesa del campionato, sapremo rispondere alla Juve».
    Che però sembra obiettivamente più forte.
    «Noi speriamo di fare una partita belle come quella dell’andata. Magari anche di più. Mi ricordo bene che cosa successe».
    Un po’ anche i tifosi viola.
    «Ci credo! Non era facile ribaltare la partita dopo quel primo tempo, eravamo sotto di due gol. Ma la squadra fu attraversata da un contagio, tirammo fuori grinta e orgoglio. Quella giornata è diventata il marchio della nostra forza. Giocammo un grandissimo secondo tempo, eravamo in armonia, tutti volevamo vincere. Sappiamo quanto vale la partita contro la Juve e proveremo a ripeterci».
    Promessa impegnativa.
    «La partita più importante è sempre la prossima, abbiamo il dovere di arrivare preparati. Di sicuro non abbiamo paura».
    Siete tesi?
    «Noi no. Ma sappiamo che Firenze ci tiene tantissimo».
    Buffon è davvero il numero uno?
    «Difficile dirlo… Figuratevi che a me piaceva Casillas, ma ormai non gioca più»
    All’andata Tevez e Pogba festeggiarono i due gol con l’esultanza della mitraglia…
    «In campo non me n’ero accorto, l’ho visto il giorno dopo sui giornali. Ma anche questo fa parte del passato, credo che il rancore non porti niente di buono».
    Qual è la critica che ha dato più fastidio?
    «Nessuna in particolare, fanno parte del gioco e devi essere bravo a superarle. Semmai mi ha dato fastidio non aver trovato prima la continuità per giocare».
    Pensa alla nazionale brasiliana?
    «Credo sia difficile per me … Il ct ha un gruppo abbastanza chiuso e magari porterà quelli che hanno vinto la Confederations Cup. Io devo pensare a far bene qui, se poi mi porteranno al mondiale, tanto meglio».
    L’obiettivo di Neto è…?
    «Da bambino ho imparato che nel calcio bisonga vivere alla giornata e prepararsi per la prossima partita. Comunque la mia idea è quella di restare a Firenze».
    Ci saranno tre incroci con la Juve in pochi giorni: valgono di più i due in Europa League?
    «No, perché anche in campionato abbiamo un obiettivo, che è quello di arrivare terzi…».