Nicchi: “No alla moviola in campo, sono per un calcio ‘vero’. Arbitri in sala stampa se…”

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    Presidente NicchiMarcello Nicchi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (Aia), ha parlato della situazione dei fischietti italiani in un’intervista a Leggo.it. Ecco le sue parole:

    Nicchi, perché dice no alla moviola in campo?
    «Perché è uno strumento per studiare e divulgare il regolamento. Noi arbitri lo usiamo per migliorarci. Ma non può funzionare per dare sentenze, come fa qualche moviolista fisso, perché una macchina non può riprodurre ciò viene percepito in campo». 
    Contrario anche per il gol non gol?
    «Con l’addizionale è un problema risolto. E poi: meglio spendere 350 mila euro per comprare l’apparecchiatura su ogni campo o pagare per gli arbitri di porta? In generale, su 80 decisioni esaminate prese dall’addizionale solo 12 hanno indotto l’arbitro all’errore. E le posso dire una cosa?». 
    Prego…
    «Io sono per un calcio vero, giocato dagli uomini in campo. Tutti sognamo la Bellucci nuda, ma non vogliamo vederne le lastre…». 
    Quando manderà gli arbitri in sala stampa?
    «Quando gli interlocutori saranno all’altezza. Sarebbe bello che un arbitro potesse ammettere un errore senza che allenatori e presidenti vi speculassero sopra». 
    Chiedete spesso la collaborazione dei giocatori, ma si vedono proteste troppo veementi non trova?
    «Chi è educato è educato sempre, non è questo il problema. Un fatto è invece che spesso ci si trova a dirigere 20 stranieri che magari non hanno fatto settore giovanile e non sono abituati ad avere un rapporto corretto con l’arbitro». 
    A fine stagione terminerà il mandato da designatore per Braschi. Bilancio?
    «Bisognerebbe coniare un termine che ne esalti la positività. In A ora abbiamo 21 arbitri di livello alto e 10 di livello altissimo». 
    Chi sarà il prossimo designatore?
    «Abbiamo le idee chiare, ma non abbiamo un nome».