Niente è perduto, ma serve una reazione immediata…

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    Montella Fiorentina-SampdoriaQuella contro la Juventus è e rimarrà senz’altro una sconfitta dolorosa, che brucia ancora nella mente e negli animi dei tifosi viola. Anche perché quello della Coppa Italia, in virtù della vittoria di Torino, sembrava essere l’obiettivo più alla portata della Fiorentina, tra i tre a disposizione. O almeno quello più breve. E invece no. Invece è arrivata, inaspettata e netta, una sconfitta che ha mandato in frantumi i sogni di vittoria di Firenze. La speranza di avvicinarsi davvero al primo trofeo dell’epoca Della Valle. Così, nonostante gli applausi pervenuti dagli spalti alla squadra martedì scorso, non è poca la delusione che aleggia nell’aria. Che ha tormentato questi giorni che anticipano una settimana fondamentale per il prosieguo della stagione viola. Ma…

    Domani la Fiorentina giocherà a Napoli. Giovedì prossimo volerà in Ucraina per l’andata dei quarti di finale di Europa League, contro la Dinamo Kiev. Due partite toste. Dure. Difficili. E da queste due partite la squadra di Montella deve ripartire, dimostrando di saper reagire (sul campo e con i risultati) agli schiaffi bianconeri… Ora è davvero il momento di capire se il gruppo è solido, unito. Se è formato da uomini maturi e affamati di vittorie. Ora è arrivato il momento di calare il sipario e andare in scena, per capire che tipo di spettacolo siamo capaci di inscenare. Una reazione serve adesso, non tra una settimana. Né tra quindici giorni. Deve essere immediata, perché vincere a Napoli significherebbe rimanere in corsa per il 3° posto in campionato, e fare bene in Ucraina (ovvero in casa di una squadra che quest’anno non ha mai perso sul proprio terreno di gioco: 14 vittorie e 2 pareggi tra campionato e coppe) vorrebbe dire fare un passo avanti verso la semifinale di Europa League.

    Sì, è vero, un obiettivo è svanito, sfumato, è ‘andato’, ma ce ne sono ancora due da perseguire. Da seguire. Per i quali lottare. Il fatto di essere usciti dalla Coppa Italia, non significa che tutto è perduto ma, anzi, che qualcosa di straordinario si può ancora fare. Si può arrivare in Champions attraverso il campionato. Perché no? Dov’è scritto che non è possibile? Forse la matematica condanna la Fiorentina? Non sembra… E si può ancora arrivare in fondo all’Europa League, puntare diritti verso Varsavia. Perché vincere una coppa è ancora possibile. Difficile, ma non impossibile. Non certo una utopia. Però – ci piace ribadirlo, sottolinearlo, rimarcarlo – serve un’immediata reazione della squadra. Gli uomini di Montella devono dimostrare che non si sono afflosciati, ma che sono ancor più motivati e arrabbiati. Che hanno ancora più voglia di prima, di far vedere di che pasta sono fatti…

    Se tutto ciò non accadesse, se l’auspicata reazione non ci fosse, allora sì che la stagione della Fiorentina potrebbe diventare ‘anonima’. O quantomeno ‘normale’. E non sarebbe giusto. C’è chi merita che sia speciale. Che alla fine dell’anno il percorso gigliato sia ricordato come un percorso da incorniciare. E allora, al San Paolo servirà non pensare a niente. Né alle tre sberle subìte contro la Juve, né ad alcuni ultras del Napoli che avrebbero messo in guardia l’undici di Benitez (‘Se non vincete domenica, vi massacriamo…’). Senza paura, né timori reverenziali, serve puntare a vincere a Napoli. Accada quel che accada, serve una reazione che restituisca alla Fiorentina l’andamento svelto che aveva avuto fino a pochi giorni fa. E allora: reagire, reagire, reagire. Poi dopo si vedrà…