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Doping: ieri e oggi...

11/06/2004



Un fatto drammatico che ha tenuto col fiato sospeso Firenze, il malore di Giancarlo Antognoni. Una notizia, di ieri, che parla di ben 6 calciatori, tra A e B risultati positivi al controllo antidoping ( tutti presunti assuntori di medicinali a base di betamesatone un corticosteroide ). Fatti forse senza correlazione, ma fu lo stesso Giancarlo Antognoni, giusto un anno fa, a confessare la sua grande preoccupazione dopo la tragica morte di Saltutti:” Ho paura- disse Antognoni che per fortuna è già fuori pericolo – non so davvero cosa ci dessero a quell’epoca, nessuno di noi calciatori ne era cosciente, oggi vedo molti miei compagni e colleghi di allora che devono combattere con brutte malattie”. A distanza di un anno si torna a parlare di un vera piaga del calcio, per questo vi proponiamo qualche interessante, ed attualissimo, stralcio di un’intervista realizzata circa un anno fa con il prof. Giorgio Galanti, scienziato, cardiologo, insegnante universitario e responsabile del settore medico della Fiorentina. Galanti parlò senza peli sulla lingua, senza la paura di affermare che nel calcio di allora, all’epoca di Antognoni e Saltutti, come in quello di oggi, il doping è una triste realtà. Continuiamo quindi a parlarne, per tentare di formare coscienze, di aprire dibattiti. A Torino c’è un processo importante, una richiesta grave del pm Guariniello nei confronti di due dirigenti della squadra più potente d’Italia, Girando e Agricola della Juventus, fino alla sentenza è giusto mantenere la presunzione di innocenza, prima e dopo la sentenza è giusto parlare di uno dei peggiori mali dello sport e del pallone. Galanti parla degli “stimolanti” in voga 30 anni fa, degli ormoni, nuova frontiera del doping-calcio dagli anni ’90 in poi. Galanti parla anche di cocaina, un argomento tabù nel mondo-pallone di oggi, una sostanza invero purtroppo diffusa tra i giovani divi del calcio. Galanti concluse quell’interessante colloquio parlando di “volontà” quella che , forse, il calcio di oggi ha finalmente trovato operando seri, ed evidentemente “proficui”, controlli antidoping. Auguriamoci di essere sulla buona strada…

Prof. Galanti, partendo da lontano ci piacerebbe conoscere, a grandi linee, quali sono le sostanze più spesso usate dagli atleti per doparsi…

Anche il Doping, come la medicina, si evolve col passare degli anni. Si affinano le tecniche, ma mutano anche le sostanze impiegate per alterare la prestazione sportiva. Partirei dagli stimolanti con i quali il soggetto, l’atleta, poteva rendere oltre le proprie possibilità per l’effetto “cancella fatica” di quelle sostanze. Penso a molti atleti che, non sentendo la fatica, sono morti proprio durante la prestazione sportiva. Poi si è registrato un aumento dell’uso degli ormoni, ne abbiamo la certezza storica dopo il ’90 perché dopo la caduta del muro di Berlino dagli archivi segreti del Ministero dell’Interno della Germania Est la comunità scientifica ebbe la conferma dell’uso di ormoni maschili per migliorare le prestazioni degli atleti tedeschi dell’Est. Parlo di certezza storica perché spesso, in materia di Doping, le informazioni e le conoscenze sono solo orali, per sentito dire insomma, o deduttive dall’osservazione del mercato dei medicinali. Ci sono alcuni tipi di sostanze molto prodotti e molto venduti…Beh diciamo che gli acquirenti non possono, statisticamente, essere solo dei malati…Continuando sugli ormoni androgeni possiamo dire che l’utilizzo è dovuto al loro effetto: aumentare la massa muscolare…Altre sostanze della stessa famiglia sono l’Ormone della crescita e l’insulina. Va detto, per cominciare ad entrare in profondità nell’argomento, che non tutto il Doping va bene per tutti gli sport…Negli sport dove occorra aumentare la potenza di tipo aerobico si utlizza l’Eritropoietina, che aumenta la capacità di cessione dell’ossigeno. Negli sport dove occorra potenza muscolare si è sviluppato l’uso di ormoni androgeni. Per gli sport di squadra, dove la caratteristica fisica, l’altezza, il peso, la capacità polmonare etc…, possono variare, le sostanze utilizzate sono di altro tipo….


Insomma diciamo che nel calcio, sport dove il tipo fisico perfetto non esiste, pensiamo al baricentro basso di un Maradona, all’esile figura di un Robbiati, alla potenza ed all’altezza di un Carew, si può pensare ad un uso più massiccio di stimolanti, con ormoni ed Epo che passano in secondo ordine?

Proviamo a considerare la prestazione sportiva non come, ad esempio, fare i 100 metri nel minor tempo possibile, ma come esaltare la propria freddezza, mantenere la capacità di restare lucidi davanti a 100.000 persone che guardano una gara, se si utilizzassero sostanze stimolanti capaci di dare queste caratteristiche non parleremmo forse di Doping? Per me lo è senza dubbio. Maradona prendeva la cocaina e, lo dico con il rispetto umano che merita una persona malata, a mio avviso non sarebbe stato quel gran campione che fu senza l’uso di quella sostanza. Le fragilità umane di Maratona venivano in qualche modo “mascherate” durante le prestazioni, non voglio condannare nessuno, ma solo dare informazioni corrette soprattutto ai giovani.

Questa sorta di “sicurezza chimica” potrebbe costituire più che una tentazione per i calciatori. Pensiamo all’ambiente in cui vivono e si divertono, pensiamo al fatto che un’esaltazione da cocaina potrebbe risultare davvero utile per atleti dalle ottime doti tecniche, ma magari dal carattere fragile… con quali analisi si scopre l’utilizzo di Cocaina?

La cocaina che ha anche azione aritmogena cardiaca e può essere responsabile di morte improvvisa si rileva con analisi dell’urina, ma il periodo utile è di 5 o 6 giorni quindi, tra turn over o normale periodo di riposo tra una gara e l’altra direi che “lo sballo della domenica sera” non è a rischio e può passare tranquillamente inosservato…Ma tengo a fare una precisazione: il problema del Doping non è solo medico-farmacologico, non è solo il fatto che certe sostanze fanno male, e lo sappiamo, il Doping è un danno morale che si fa allo sport. Permettere che nella prestazione, nel confronto, gli atleti o le squadre non partano ad armi pari significa perdere sul terreno della lealtà sportiva. Dico questo perché oggi magari ci accaniamo nella ricerca della sostanza dopante assunta da questo o da quell’atleta, ma lasciamo correre comportamenti antisportivi, amorali nell’ambito dei nostri sport: penso ai tuffatori ad esempio, ma anche ai giocatori che adoperano il gioco violento. Certi comportamenti si insegnano addirittura alle scuole calcio mettendo in pericolo gli sportivi del domani…Oggi conta solo chi vince e nessuno si chiede il come abbia vinto.


Ci ricordiamo le accuse di Zeman a Del Piero e a Vialli, allora si parlò di muscolatura stranamente aumentata negli anni per molti atleti, cosa possiamo dire?

Proviamo a parlare di muscoli: diciamo che i muscoli sono settati, se non geneticamente quasi, sull’organismo di ogni singolo atleta. Per intendersi: anche con l’attività fisica, con allenamenti intensi - a meno che non si tratti di sport estremi (culturismo, sollevamento pesi) - la modificazione della massa magra può aumentare fino al 2 o al 3%, lo dico senza problemi e senza timore di contenzioso scientifico. Abbiamo fatto una ricerca scientifica misurando il cuore e i muscoli dei nostri giocatori nel periodo di un anno. Mentre il cuore ha avuto una variazione del 20-30% i muscoli l’hanno avuta del solo 2%. Si può quindi parlare di aumenti di grammi, ma non certo di chili…Insomma aumenti naturali possono essere solo di queste misure di grandezza, oltre…beh c’è qualcosa che non va….

Prendiamo un almanacco di qualche anno fa e confrontiamo il peso di qualche atleta con il peso registrato nell’ultima edizione, notiamo quindi inconsueti aumenti, non certo di massa grassa immaginiamo, cosa dobbiamo pensare quindi?

Beh, non lo so per mancanza di dati. Però potremmo provare ad introdurre il discorso della tanto chiacchierata Creatina. Anche noi diamo la Creatina, soprattutto in fase di preparazione estiva, ma la diamo a dosaggi di 2 grammi orali, massimo consentito dalla farmacopea ufficiale, non certo a 10 grammi ( dosaggio ammesso dal dott. Agricola medico juventino durante il Processo per doping, tuttora in corso, che lo vede imputato assieme a Girando amministratore delegato bianconero ndr). C’è una bella differenza, in farmacologia i dosaggi contano. La Creatina a quelle dosi non può non far pensare all’abbinamento con altre sostanze dopanti che fanno aumentare la massa muscolare. Diciamo che la Creatina a quei dosaggi scorretti è il mattone per costruire chimicamente il muscolo.


Sappiamo che dopo lo scandalo sul sorteggio antidoping che vide coinvolto l’Empoli è cambiato il sistema. Oggi c’è un cervellone a Roma che estrae 6 numeri per squadra. I numeri vengono inseriti in 3 buste, 2 per busta. Nel dopogara all’interno degli spogliatoi, un dirigente di ogni squadra sceglie una busta, alla fine i 4 calciatori prescelti si sottopongono all’esame. Ci risulta comunque una strana frequenza di controlli per gli stessi calciatori. Insomma è affidabile questo sistema?

Confermo le modalità, sull’affidabilità dico solo che è figlia della volontà. Tutti i sistemi, anche i più complicati, sono a rischio brogli…


Professor Galanti lei collaborava con la Fiorentina anche all’epoca del dott. Anselmi, molti giocatori di quegli anni vivono oggi tragedie di malattie o addirittura di morti precoci. Ricordiamo il povero Saltutti che ci raccontò l’uso, ripetuto per centinaia di volte, del Micoren ( cardiotonico ndr). C’è qualche ombra nella gestione medica Viola del passato?

Rispondo decisamente di no. Posso assicurare che la pratica medica del Prof. Anselmi era assolutamente lecita. Sullo stesso Micoren, che utilizzavano praticamente tutti, posso dire che gli effetti possono essere difficilmente accostabili alla patologia che ha avuto Saltutti, patologia che sembrerebbe di tipo coronarico ed insorta a distanza di tempo. Stessa cosa sul morbo di Lou Gherig per il quale non ci sono prove e dati epidemiologici certi….

Però sia Saltutti che altre testimonianze di giocatori dell’epoca, nella Fiorentina e in altre squadre, raccontano di giocatori che nell’intervallo della gara assumevano sostanze e poi “saltavano fino a toccare il soffitto con la testa”. Super stimolanti? E se si chi li somministrava?

Francamente non lo so, è possibile. Mettere la testa sotto la sabbia non è giusto. Dico che il Micoren, a mio avviso, non c’entra nulla, ma se usarono altre sostanze…All’epoca la pratica di usare alcuni aiuti che personalmente ritengo poco efficaci,era diffusa, ma l’uso sistematico e consapevole del Doping nel calcio inizia dopo e non all’epoca che stiamo prendendo in esame. Personalmente posso garantire sulla trasparenza del Prof. Anselmi, l’ho conosciuto bene. Certo che la “fauna” che gravitava attorno ai calciatori a quei tempi… E ancora oggi non possiamo negare che nel calcio prosperino tanti praticoni e apprendisti stregoni al di fuori dell’ufficialità medica…


Stefano Prizio-Marco Dell’Olio
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Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5050/01 del 27 apr 2001. Direttore responsabile Giovanni Sighele
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