02/02/2006 Le regole, queste sconosciute. E’ l’essenza della vicenda dei contratti televisivi firmati con Mediaset dalla Juventus, cui si sono accodate Inter e Livorno, in attesa, c’è da scommetterci, di Roma, Lazio e Milan, e di qualche altra società ansiosa di ricevere un po’ di briciole del lauto banchetto. L’avvio dell’ultima fase è recente e noto: la sera del 23 dicembre 2005, Juventus e Mediaset hanno annunciato il loro accordo per la cessione dei diritti di trasmissione delle partite casalinghe dei bianconeri relative ai campionati 2007-2008 e 2008-2009 e la contestuale stipula di un diritto di opzione per il 2009-2010. Si tratta di cifre record: rispettivamente 108, 110 e 30 milioni di euro. L’altro ieri, Mediaset ha ufficializzato i contratti con Inter e Livorno. L’intesa con i nerazzurri ha le identiche modalità di quella con la Juventus; cambiano solo i corrispettivi, che tuttavia non sono stati specificati nel comunicato, anche se si parla di un totale di 210 milioni. Quella con il Livorno prevede la cessione dei diritti delle partite casalinghe del biennio 2008-2010, nonché la proroga al 2007-2008 dell’accordo per la trasmissione in Italia delle gare interne degli amaranto su tutte le piattaforme ad eccezione del satellite: anche nel caso della società del presidente Spinelli non ci sono cifre ufficiali, ma trapela un ammontare annuo di circa 10 milioni. Occorre preliminarmente dire che non è in discussione il diritto delle società, due delle quali quotate in Borsa, di contrattare liberamente; dunque, è bene sottolineare che nessuna forma è stata violata. Ma non si può sorvolare sulla sostanza, che vale non meno della forma, e che consegue da un paio di semplici interrogativi: perché una tale solerzia nel firmare un accordo che produrrà i suoi effetti solo a partire dal primo luglio 2007? Quale impellente necessità spingeva i contraenti, dal momento che Mediaset deteneva già dal 28 giugno 2004 i diritti di prima negoziazione sull’oggetto dell’accordo relativo a Inter e Juventus? Anticipare i tempi vuol dire mettere tutti, soprattutto il Parlamento, dinanzi al fatto compiuto, per poi agitare lo spettro dei danni agli incolpevoli piccoli risparmiatori di due società quotate in Borsa per cristallizzare il contratto: un copione ormai trito e ritrito ma pur sempre di grande impatto mediatico. Un copione che ci si augura possa essere stracciato in nome del superiore interesse al rispetto sostanziale delle regole. Perdipiù, Inter, Juventus e Milan sono anche recidive: per capirlo, è utile tornare alla primavera 2004. In quel periodo la Commissione Cultura della Camera stava conducendo un’indagine conoscitiva sui problemi del calcio, deliberata il 4 marzo e avviata il 23 dello stesso mese; si stava facendo strada tra i deputati la considerazione che fosse necessario un riequilibrio delle risorse per garantire un campionato dal risultato meno scontato; si cominciava a discutere del ritorno alla contrattazione collettiva dei diritti televisivi e di una ripartizione sulla falsariga del modello inglese (50% del totale da dividere in parti uguali, 25% in base ai passaggi televisivi e 25% in base alla classifica). Ed ecco il colpo di mano: il 30 aprile, mentre a Montecitorio si discuteva di nuove regole, la Juventus, contemporaneamente a Inter e Milan, inseparabili socie del cartello ammazza-calcio, firmò un nuovo e più ricco accordo con Sky per i periodi dal primo luglio 2005 al 30 giugno 2007: anche in quel caso non c’era alcuna fretta, poiché i contratti sarebbero scaduti 14 mesi più tardi. Un paio di mesi dopo, il 28 giugno, Inter, Juventus e Milan cedettero a Mediaset i diritti di trasmissione a pagamento via digitale terrestre, cavo e Adsl delle partite casalinghe dei campionati 2004-2005, 2005-2006 e 2006-2007, nonché i diritti di prima negoziazione e prelazione sulla trasmissione criptata delle partite casalinghe dei campionati a partire dal 2007-2008. Il 21 luglio 2004 la Commissione concluse la sua indagine conoscitiva con la stesura di un documento approvato all’unanimità, circostanza che si verifica talmente di rado da equipararla all’uomo che morde il cane: «Ciò che interessa- vi si legge- è sottolineare l'urgenza di introdurre una nuova logica mutualistica, che metta in moto un circolo virtuoso di riequilibrio del sistema, in grado di aumentarne la competitività e, quindi, la spettacolarità complessiva», atteso che il sistema attualmente in vigore «non è stato in grado di produrre un effettivo riequilibrio tra il ristretto gruppo delle “grandi” e il resto delle società professionistiche italiane e non ha neanche evitato che le società beneficiarie conoscessero gravi episodi di crisi finanziaria». In che modo? «La Commissione valuta positivamente» il ritorno alla cessione collettiva dei diritti televisivi criptati, ma, per arrivare a tale obiettivo, «va modificata la normativa vigente, approvando una legge ad hoc, che andrebbe comunque ad incidere su una situazione già impegnata, almeno fino al 2007, con le cessioni dei diritti TV effettuate da alcune società». Mani legate, dunque, a causa del colpo di mano effettuato da Inter, Juventus e Milan con l’aiuto di Sky. Andato a buon fine il primo colpo di mano, alla Juventus hanno replicato sotto Natale con il secondo, Inter e Livorno si sono accodate e altre lo faranno presto, per bloccare qualunque cambiamento almeno fino al 2010: finché glielo lasciano fare…
Salvatore Napolitano
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