23/02/2006
Riceviamo da Paolo, il padre di Federico, il nostro piccolo grande amico di cui abbiamo parlato in questi giorni. Cogliamo ancora l'occasione per inviare a Federico ed ai suoi un abbraccio forte
La Redazione
E’ una strana sensazione, aprire il sito www.fiorentina.it come tutti i giorni e non trovare più tutti i vostri commenti, i vostri incoraggiamenti, le storie… Era diventata un abitudine anche per Fede. Siamo rimasti tutti colpiti dalla quantità e dalla "qualità" delle parole, non era detto che sarebbe così, non era scontato affatto. E invece a riprova di quanto affermavo nella "lettera" (in realtà una riflessione scritta la sera a mezzanotte, dopo una giornata passata con Fede parlando "anche di Fiorentina") il calcio non è solo miliardi buttati dalla finestra, ma ancora uno sport e una passione che ogni tanto sa tirare fuori il meglio di noi stessi. Questo "racconto" è nato per caso, inviato alla redazione senza uno scopo preciso ed invece è diventato un momento importante del percorso che stiamo facendo, che Federico sta facendo. Come hanno detto alcuni tifosi queste "storie" ci richiamano alla realtà dei valori ed io non ho cercato retorica nel "raccontarci", né l’ho trovata nei commenti: questi "cazzotti allo stomaco", o questi "specchi di vita", sia che siano vissuti sulla propria pelle, sia che ci arrivino indirettamente, ci allontanano dai colpi di clacson per una partenza ritardata al semaforo, dagli accidenti per una fila in negozio o in banca, dalla noia dei reality, dall’eterno bofonchiare nella nostra opulenza (parlo in generale ovviamente, perché non mancano certo anche da noi le tavole col piatto vuoto mentre il nostro strabuzza con "2 polli").
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Allora riusciamo a vedere le cose da un altro punto di vista, affrontare la vita in modo diverso, godere in modo più spassionato anche delle cose "futili" come il calcio e apprezzarlo per quello che è o che dovrebbe essere, spettacolo, passione, svago e divertimento. Passione per quel manto erboso del Franchi che fa venire voglia di giocare una partita anche a uno "scarpone" (Fede non ridere, non sta bene!...) come me, voglia di cantare uno dei tanti cori tutti assieme per veder correre ancora di più le maglie viola sul giardino del nostro stadio: correre e impegnarsi, magari anche perdere, ma avendo dato tutto perché è questo che Firenze vuole, perché mai ci scordiamo che noi spettatori e loro giocatori (ancora di più) siamo dei privilegiati, delle persone fortunate "perchè ci hanno regalato un sogno" e abbiamo la possibilità di viverlo.
La storia di Federico è la storia di tante persone, di tanti ragazzi, di tanti bambini. Come si esce dalla scatola del "Truman show" quotidiano non è difficile accorgersene e non è certo questo il momento e il luogo per andare a fondo su questo argomento. Per "un Federico" che emerge dall’iceberg ce ne sono 1000 che non "emergono" dal velo dell’acqua, che stentano a trovare una soluzione al loro problema, che non hanno visibilità, la cui storia è troppo "normale" per essere raccontata, che non hanno o non riescono a sentire "l’affetto" attorno a loro… che non hanno problemi oggettivi ma se li creano rendendo il proprio male ancor più difficile da curare.
Federico, poco prima dell’operazione, fra le altre cose ha scritto: "…È vita, / è solo vita. / Piena, ricca, apparentemente vuota, persa, vana, / meravigliosa. / Vita. / Non scendo, / magari irrobustisco un po’ la presa / ma non mollo. / E non mi logora, / perché ho vissuto." … "Gli occhi chiudendosi / Mi rapiscono. / Corro. / La potenza di un contatto / Mi accompagna, lenta, / Senza insistere. / Un sorriso lacera la guancia. / Vincerò." E queste parole noi genitori le vogliamo regalare (sperando che Federico non si arrabbi) a tutti coloro che ci hanno fatto sentire il loro affetto su questo sito e che hanno contribuito a dare ancora più spinta a Federico.
Ora chiudiamo questa porta senza farne uscire il calore che è entrato in ognuno di noi. Noi con Federico ci concentreremo sulle prossime partite di questo durissimo campionato, con la fortuna di avere un capitano come lui a spronarci e mettere meglio in campo. A voi, alla redazione, non possiamo che dire grazie e dire "a presto", magari allo stadio. Un desiderio? Un sogno nel cassetto? A parte la felicità e la serenità di Federico e Francesco, vedere e sentire un giorno il Franchi che, senza divisioni di curve o tribune, non Fiesole da una parte e Ferrovia dall’altra, intona lo stesso canto, lo stesso inno, tutti assieme, tutti all’unisono come se fossimo il coro di un opera, con una intensità che ai giocatori avversari farà tremare le gambe ed a noi venire i "bordoni" per gridare alla fine ancora con più forza e gioia, "Forza Fiorentina", "Forza Viola"!!!!!.... FORZA FEDERICO!
Paolo (il padre di Federico)
Leggi l'articolo del 20 Febbraio
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