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La difesa Viola: i 28 errori di Palazzi

29/06/2006

 
 
 
 
 
1) "La vicenda dell’Ac Fiorentina ed il coinvolgimento della società calcistica in questione nel sistema evidenziato dall’attività di indagine…". Ac Fiorentina? Insomma, è sempre colpa di Cecchi Gori.

2) "La dirigenza aveva in tutti i modi tentato di contrapporsi alle posizioni dominanti … di Juventus e Milan e più in generale delle società di primo piano nel tentativo di costituire un altro polo di analoga rilevanza e peso economico che potesse ergersi ad antagonista del primo". Invece, aveva tentato, e tenta tuttora, in contrasto con Juve-Milan-Inter e nel silenzio tombale di Lazio e Roma, di distribuire in modo più equo le risorse tra tutte le società di calcio.

3) Tale "posizione ha fatto sì che la società calcistica Ac Fiorentina dovesse scontare sul campo le conseguenze di tale atteggiamento". Ma i danni provocati alla Fiorentina, Acf e non Ac, chi li risarcisce?

4) "E così se da un lato Andrea Della Valle cerca un contatto con Mazzini per ottenere aiuto…"Nel dizionario Palazzi (il procuratore federale, non il linguista) telefonare al vice presidente federale per "non esigere niente, ma solo rispetto" vuol dire chiedere aiuto.

5)"… dall’altro il fratello Diego propone al presidente della Lazio Lotito un accordo sul risultato della partita che, a breve, le due squadre avrebbero giocato. A breve? Proposta di cui gli inquirenti vengono a conoscenza tramite una intercettazione telefonica del 22 aprile e datata il giorno precedente, ossia il 21 aprile, partita prevista il 22 maggio. C’erano ancora quattro gare da disputare. Come fa Della Valle a sapere di aver bisogno di punti contro la Lazio e come fa a sapere che la Lazio non ne avrà bisogno? E come fa a fare la proposta a uno che milita nella cordata avversa in Lega calcio, sapendo di fornire a Lotito una straordinaria arma di ricatto?

6) Lotito "afferma di avere sdegnosamente rifiutato". Davanti a Borrelli, Diego Della Valle dice di non aver mai telefonato a Lotito e il presidente della Lazio spiega: "Preciso che Della Valle voleva che io facessi l’accordo con la sua cordata per i diritti tv. Proposta che io ho ritenuto inaccettabile". Ma l’accusa si dimentica di scriverlo. Il 21 aprile si è svolta un’assemblea di Lega a Milano. E’ verosimilmente quello il luogo della proposta.

7) "Moggi ‘predice’ quale sarà l’andamento delle ultime due partite della Fiorentina, fornendo indicazioni che troveranno conferma nei fatti (pareggio a Roma e vittoria sul Brescia)". Vincitori passati, presenti e futuri del Totocalcio, consultate un avvocato: sarete presto accusati da Palazzi. Ma basterà anche aver ‘predetto’ due soli risultati…

8) "La partita si conclude proprio in parità come ‘divinato’ da Moggi e tuttavia le conversazioni che seguono l’incontro lasciano palesemente intendere come la ‘macchina organizzativa’ si fosse mossa, almeno nelle intenzioni, verso l’obiettivo di garantire la vittoria della Fiorentina". Palesemente? Ma quando Figo disse "palesemente" di aver visto Moggi entrare nello spogliatoio di Paparesta prima di Inter-Juventus cosa fece Palazzi? Lo deferì e il portoghese fu multato. Certo, una macchina organizzativa perfetta: briga per ottenere la vittoria della Fiorentina, ma si dimentica di dirlo a Rosetti e a Pisacreta, e pensare che Bergamo afferma pure di aver mandato delle e-mail ma… dannata tecnologia… e anche Moggi non lo sa, visto che ‘divina’ il pari. Sta a vedere che il vero capo della Cupola è Diego Della Valle, che, autodanneggiandosi, ha tentato furbescamente di precostituire la prova della sua innocenza.

9) La telefonata tra Mazzini e Mencucci "appare utile anche perché fornisce ulteriore conferma del fatto che la mancata vittoria della Fiorentina contro la Lazio è stata una delusione rispetto al risultato prefissato dal sodalizio". C’è un errore arbitrale colossale, e l’amministratore delegato del danneggiato non può nemmeno telefonare al vice presidente federale per lamentarsene? Comunque, è davvero un sodalizio di imbecilli. E’ da dopo la gara con il Messina che provano a salvare la Fiorentina e non ci riescono mai e addirittura i viola subiscono ancora sviste pazzesche.

10) "Dubbi sulla direzione vengono sollevati anche da Diego Della Valle". Certo, se n’è accorto anche lui che, pur avendo avuto torti arbitrali dalla prima giornata – gol in fuorigioco di Montella, arbitro Dondarini –, se ne è lamentato ufficialmente solo alla trentaduesima…

11) "In definitiva, gli elementi investigativi inducono a ritenere che l’asse Della Valle – Mazzini – Bergamo si fosse in tale occasione mobilitata per garantire il risultato pieno della Fiorentina"… Visto? E’ Diego Della Valle il capo della Cupola.

12) "…ciò anche in considerazione del fatto che la Lazio non aveva nulla da pretendere, essendo ormai salva". Aritmetica da scuola elementare: prima della gara Atalanta 35 – Fiorentina e Brescia 38 – Siena e Chievo 39 – Parma 40 – Bologna e Roma 41 – Lazio, Lecce e Reggina 42. Ci sono sei punti in palio… altro che Lazio salva.

13) "Dalla disanima di tali elementi si desume in modo inequivoco, come lo svolgimento della gara sia stato evidentemente condizionato dalla designazione di un arbitro amico". ‘Inequivoco’: l’arbitro era ‘evidentemente’ un amico… figurarsi se fosse stato un nemico.

14) Occorrerà dunque "valutare la posizione dell’arbitro Rosetti". E’ facile facile: è in Germania.

15) "Tale partita (Bologna-Fiorentina ndr) assume rilievo particolare in quanto attraverso il pareggio la Fiorentina consegue il duplice incoraggiante risultato di raggiungere la concorrente Parma al quartultimo posto…". Aritmetica da scuola elementare: Atalanta 31 – Fiorentina, Brescia e Parma 34 – Chievo 35 – Siena 36 – Lecce 38 – Reggina e Roma 39 – Bologna 40. La classifica avulsa fra le tre non è completa… come si fa a sostenere che la Fiorentina è quartultima?

16) "… e di collocarsi in una posizione di vantaggio nei confronti della diretta concorrente per non retrocedere, il Bologna". Talmente diretta che il Bologna ha sei punti in più ed è undicesimo. E i giornali ne sono così convinti che titolano che il pari non serve ai viola.

17) "Mazzini, di fronte all’indicazione del Mencucci del nominativo dell’arbitro designato, che sarà Bertini di Arezzo, sottolinea che si tratta di un grande amico…", Mencucci "elogia la direzione dell’arbitro Bertini" e "Gli elementi sopra evidenziati devono logicamente condurre a ritenere che l’arbitro Bertini abbia ricevuto specifiche indicazioni dal designatore Bergamo per effettuare un arbitraggio in favore della Fiorentina…" La logica, questa sconosciuta. Mazzini, che per l’accusa fa parte della Cupola, non sa chi sia stato designato tanto che lo chiede a Mencucci, i Della Valle non hanno ancora parlato una sola volta con Bergamo, ma egli "logicamente" ha dato specifiche indicazioni a Bertini: in una seduta spiritica? E se una volta tanto Mencucci osserva che non ci sono stati errori arbitrali questo cosa proverebbe? Con questa argomentazione, Collina dovrebbe essere in galera, viste le sue tante direzioni di gara ineccepibili…

18) "Mazzini continua nell’opera di esortazione dei massimi dirigenti della Fiorentina, lasciando apertamente intendere che il loro silenzio rischia di portarli alla rovina". Dunque, i Della Valle e Mencucci finora non hanno parlato con Bergamo. Ed è Mazzini che continua a telefonare. E allora che cosa c’entra l’accusa su Bologna-Fiorentina?

19) "Il risultato (Chievo-Fiorentina ndr) è rappresentato dalla designazione ‘pilotata’ dell’arbitro Dondarini" e "…Mazzini ottiene da Mencucci la risposta che si sono visti i risultati del loro attivarsi". E’ la spiegazione del "bel lavoro ho visto" di Mencucci. Un masochista doc: sarebbe contento di vedersi assegnato l'arbitro che contro la Samp cacciò dal campo due viola nei primi nove minuti, che fece dire a Zoff di avere "cattivi pensieri" e che fece prendere un’inibizione fino al 30 giugno all’allora direttore generale Fabrizio Lucchesi, entrato negli spogliatoi per insultare l’arbitro e uscitone bestemmiando solo dopo aver scagliato, rompendolo, un piatto contro il muro.

20) L’apporto dell’arbitro Dondarini è determinante "in negativo per una decisione particolarmente sfavorevole per il Chievo che nei minuti di recupero si è visto negare un rigore per un evidente fallo su Cossato". Meglio dell’informativa dei carabinieri che aveva parlato di gol annullato ai padroni di casa, ma non ancora bene: c’era un rigore al 25’ della ripresa per fallo su Bojinov. Dimenticanza. Della Cupola, che non ha avvisato Dondarini, e del procuratore federale, che non ha visto tutta la gara.

21) Nel pranzo del 14 maggio 2005 tra i Della Valle, Mazzini e Bergamo "viene suggellato il patto, nel senso che in cambio dei favori prestati da Bergamo, i Della Valle si impegnavano a desistere dall’opposizione e dal contrasto allo status quo".Giusto: hanno ridato Miccoli e Maresca alla Juve, che Moggi voleva fossero acquistati completamente dalla Fiorentina, hanno denunciato Juve, Milan e Inter all’Antitrust, hanno continuato la battaglia in Lega sui diritti tv, tanto che Juve, Milan, Inter, Roma, Lazio, Messina e Livorno hanno il contratto con Mediaset e la Fiorentina no. E Bergamo? Non è più il designatore.

22) Nell’organizzare il pranzo del 14 maggio, "si segnala la particolare accortezza del Mazzini che, oltre a curare che l’incontro si svolga in modo quanto più possibile riservato, si preoccupa di posticiparlo rispetto alla designazione degli arbitri per le partite della domenica successiva". Luogo riservato: Hotel Villa La Massa. Ed è quel luogo perché Della Valle, come riferito in una telefonata di Mencucci a Mazzini, vuole assolutamente che si faccia in un ristorante, dunque non un incontro segreto. E di quell’incontro si parlava dal 21 aprile. Che gran fretta di accomodare le partite c’era in casa viola…

23) Nella telefonata tra la Fazi e Bergamo, la "sequenza lascia chiaramente intendere come l’arbitro Rodomonti abbia ricevuto adeguate istruzioni sul comportamento da tenere nella direzione di gara che vede impegnata la Fiorentina (Fiorentina-Atalanta ndr)". Altro che adeguate. Adeguatissime: ma Rodomonti deve avere qualche problema di comprensione, perché non concede un rigore alla Fiorentina.

24) "Perché la Fiorentina si possa salvare, oltre a essere indispensabile che la stessa superi il Brescia, è altresì necessaria una particolare combinazione con i risultati delle partite sia del Parma a Lecce sia del Bologna con la Sampdoria". Sempre dallo stesso libro di aritmetica elementare: se la Fiorentina batte il Brescia, è sufficiente che una tra Parma e Bologna perda. Perché, in quel caso, andrebbe in B, oltre ad Atalanta e Brescia, proprio quella tra Parma e Bologna che è stata sconfitta.

25) "… si rivelerà decisiva la designazione pilotata e il conseguente arbitraggio di De Santis, appositamente inviato a dirigere la delicata partita tra Lecce e Parma". Si veda sopra: alla Fiorentina serve che il Parma perda per non dipendere dal risultato del Bologna. Ma l’accusa non menziona Bologna-Samp, arbitrata da Paparesta, perché non la ritiene pilotata. Lecce-Parma termina 3-3: non è pertanto il risultato che fa comodo ai viola. Curiosità: un arbitro corrotto non avrebbe avuto poi tanta difficoltà a far vincere il Lecce. A quella gara, i salentini si presentano con un bilancio casalingo di 8 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte. Il ruolino del Parma in trasferta è sconfortante: 2 vittorie, 2 pareggi e 14 sconfitte.

26) "…la conversazione tra Mazzini e Claudio Nassi, attualmente vicino agli ambienti della Fiorentina". Eugenio Bersellini è vicino allo stesso modo.

27) La telefonata tra Mazzini e De Santis si apre con "lo sfottò di Mazzini che dice di essere Morfeo, espulso nel corso della gara…". Macché espulso: solo ammonito. Basterebbe aver controllato le decisioni del Giudice Sportivo.

28)"… De Santis si vanta anche per come è riuscito a gabbare il direttore tecnico del Parma di fronte alle sue lamentele per la direzione di gara e per le ammonizioni e le espulsioni inflitte ai giocatori del Parma". L’analisi alla moviola delle decisioni di De Santis, effettuata anche recentemente a Matrix, dimostra che ogni provvedimento disciplinare fu corretto, regolamento alla mano. C’è di più: Contini è l’unico espulso del Parma, a 6 minuti dalla fine. Vignaroli verrà sanzionato con la squalifica, ma non si tratta di espulsione in senso tecnico perché il provvedimento è preso da De Santis a gara finita. E il Parma si presenterà allo spareggio con sei squalificati: dunque, il vantaggio era semmai del Bologna, ma non certo della Fiorentina. E Zeman? Dice di non aver notato nulla di strano nell’arbitraggio di De Santis, ma invece nota come i suoi giocatori rallentino a una ventina di minuti dalla fine. Questo atteggiamento è favorevole alla Fiorentina? Proprio no. Se il Parma segna, la Fiorentina è costretta allo spareggio con il Bologna.

Considerazione finale: da questo splendido filotto manca Fiorentina-Milan. Certo, è strano che un’organizzazione così perfetta, come quella descritta dal Procuratore Federale, si dimentichi di funzionare proprio nella gara in cui tutti potrebbero trarne un vantaggio immediato: Moggi, perché a quella data – il 30 aprile - Juve e Milan sono appaiate al comando, e Della Valle, perché almeno un punticino fa sempre comodo. Tutto è perfetto, persino l’arbitro: De Santis. Eppure, il Milan vince 2-1 e l’arbitro potrebbe espellere Stam per fallo da ultimo uomo su Miccoli e in due occasioni contestate in area rossonera chiude gli occhi.

Ma in quel periodo, osservano i carabinieri, De Santis appariva più vicino al centro di potere rossonero. Come cambiano le cose in un mese.

S. Nap.

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