Nuove regole, i viola regalano ben cinque giocatori

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    CorvinoIl tasso di Italianità della Fiorentina ha toccato un minimo storico e le influenze sulla composizione della «Lista dei 25» sono state notevoli. Le nuove disposizione dettate dalla Figc per la regolamentazione delle rose della Serie A hanno imposto paletti precisi. Obiettivi chiari: incentivare la produzione e la valorizzazione dei giocatori cresciuti nei vivai e più in generale l’utilizzo degli italiani. Per sfruttare a pieno queste nuove regole, la Fiorentina nel futuro dovrà lavorare sul mercato, perché attualmente le limitazioni dettate dall’attuale rosa sono evidenti. Cinque italiani «veri» sono davvero troppo pochi.

    Lo ha ammesso anche Pantaleo Corvino aprendo la sua seconda esperienza a Firenze. «Sono andato via dalla Fiorentina che c’erano otto italiani. La situazione attuale è diversa. Analizzando la rosa, non ho visto tante soluzioni per selezionare giocatori italiani». L’utilizzo del verbo «selezionare» non è affatto casuale. Oltre ai 17 giocatori liberi da qualsiasi vincolo, le regole della Figc hanno portato alla creazione di due mini-liste di 4 elementi ciascuna. La prima è quella che si riferisce ai calciatori cresciuti (per 3 anni nella fascia di età 16-21 anni) nel settore giovanile del club, la seconda quella dei tesserati (sempre per almeno 3 anni) in uno o più club italiani (entro i 21 anni). Ed è qui che la Fiorentina si trova in difficoltà.

    Sono tre i giocatori attualmente in rosa che rientrano nella categoria dei «formati». Bernardeschi e Babacar sono i due elementi (non under 21, il cui utilizzo è privo di vincoli) cresciuti nel settore giovanile viola, mentre Astori fa parte della lista dei formati in Italia. A conti fatti quindi, la Fiorentina – complici le attuali regole – «regala» cinque giocatori. Anche in questo senso quindi si possono interpretare alcune trattative che hanno visto protagonisti stranieri formati in Italia e dalla Fiorentina, come Ljajic e Jovetic, che in caso di rientro a Firenze, sarebbero rientrati nella seconda lista insieme ad Astori. Oppure le idee Gabbiadini e Pavoletti nel caso in cui fosse partito Kalinic.

    Per arginare questa carenza di italianità, Corvino ha spinto molto sul mercato degli under 21, (classe ’95 in poi) svincolati da regole sull’utilizzo. Rimesso in equilibrio il bilancio con l’importantissima cessione di Alonso e sforbiciato il monte ingaggi, c’è da scommettere che sull’agenda del dirigente di Vernole una delle note sottolineate in rosso – forse già per il mercato di gennaio – è quella di lavorare sull’acquisizione di giocatori italiani. Le regole della Figc hanno aumentato il prezzo di questa categoria. Un esempio è la richiesta che la Fiorentina si è sentita «sparare» dal Novara per Faragò: 4,5 milioni per un centrocampista reduce da una buona annata di Serie B (39 presenze e 7 gol fra regular season e play-off), ma ancora senza una singola presenza in Serie A. Corvino avrà bisogno di tempo e programmazione per costruire la «sua» Fiorentina. Sicuramente, più italiana.