Nuovo stadio, la Fiorentina si prepara. Grossisti esclusi dalla Conferenza dei Servizi

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27 ottobre 2014. Segnatevi questa data. In quel giorno si terrà la Conferenza dei Servizi, crocevia fondamentale per la costruzione del nuovo stadio della Fiorentina. Ve lo diciamo subito, quello che filtra da tutte le parti è un leggero pessimismo. Non vogliamo smontare i sogni dei tifosi viola, ma al momento la situazione è complicata e presenta un grosso ostacolo da superare. Cerchiamo di fare chiarezza e spiegare meglio ai nostri lettori. Alla Conferenza dei Servizi parteciperanno tutti i soggetti coinvolti dalla realizzazione del nuovo stadio nell’area Mercafir, compresa la Fiorentina che sarà rappresentata dalla persona del Presidente Mario Cognigni o dal consigliere delegato Sandro Mencucci. La società viola, dopo aver presentato il 14 luglio scorso lo studio di fattibilità, è al lavoro per preparare al meglio l’incontro di lunedì: colloqui e meeting con un pool di professionisti del settore immobiliare e finanziario, ed anche nella giornata di ieri non è mancato un summit in sede con prestigiosi soggetti ai quali la Fiorentina si affida in questo importante percorso (non a caso già nel giugno scorso il cda ha registrato l’ingresso di Daniela Maffioletti, una professionista di rilievo internazionale in questo settore). Una preparazione ad hoc, da società con serie intenzioni ed un progetto concreto. 

Chi però non parteciperà alla Conferenza dei Servizi in programma lunedì prossimo è l’Agofi, l’Associazione dei Grossisti fiorentini di cui avrete sentito parlare spesso nei giorni scorsi. Il motivo? Lo spiega la stessa Associazione in esclusiva a fiorentina.it:Alla conferenza servizi non siamo stati invitati ne ci hanno, a tutt’oggi, concesso l’accesso agli atti. Quindi, pur conoscendo in generale l’argomento della discussione, non ne conosciamo i particolari. Il Sindaco ha motivato il mancato invito dicendo che eravamo rappresentati dalla Mercafir nella persona del suo Presidente Angelo Falchetti. E’ giusto ricordare che Mercafir è di fatto una Società municipalizzata (essendo la maggioranza del suo capitale detenuto dal Comune di Firenze) e nonostante la nostra Associazione riponga nella figura del Presidente Falchetti la massima stima e fiducia, senza il nostro intervento, il Comune di Firenze avrà l’ultima parola anche sul destino di Mercafir e sulla concessione dell’area che per contratto durerebbe invece fino al 2029. A questo punto, capiamo, tutto può essere cambiato” la risposta firmata dal Presidente Fanti, che poi spiega la posizione dell’Associazione sulla costruzione del nuovo impianto sportivo: “Noi non abbiamo nessuna preclusione alla costruzione di qualsiasi struttura purché veramente utile allo sviluppo economico e culturale della Città. In questi ultimi tre anni abbiamo collaborato con l’Amministrazione Comunale e con la nostra Società di gestione (Mercafir) per lo sviluppo del progetto promosso dalla variante urbanistica, deliberata e adottata dal Comune di Firenze, che prevedeva lo spostamento del nostro mercato nel comparto nord per lasciare alla Città tutto il comparto sud. Nella delibera avevamo espressamente richiesto e ottenuto dal Comune di Firenze “la tutela e la salvaguardia delle attività esistenti che devono essere mantenute all’interno dell’area CAP“. Potete quindi chiaramente capire il nostro disagio di fronte al cambiamento di rotta ipotizzato dalle nuove vicende. Abbiamo il dovere di difendere le nostre aziende per il lavoro di pubblica utilità, riconosciuto dalla legge, che esse svolgono e soprattutto di difendere i posti di lavoro di dipendenti e collaboratori ad esse collegati. Per poter mantenere questi impegni l’unica possibile alternativa all’attuale mercato è la costruzione di una nuova struttura spostando le aziende soltanto ad opera finita e funzionante per evitare qualsiasi interruzione o difficoltà operativa di transizione, senza gravare in alcun modo sullo stato patrimoniale ed economico delle imprese già duramente provate dagli annosi costi di affitto e servizi (superiori di gran lunga a quelli di mercato) e da quelli derivati dall’ ultima ristrutturazione del 2003 non ancora ammortizzati (oltre dalla crisi economica attuale che interessa tutto il mondo lavorativo). Per concludere, ci permettiamo di ricordare che noi grossisti del comparto ortofrutta non siamo l’unica categoria di lavoratori del Centro Alimentare Polivalente, quindi è opportuno interpellare anche tutte le altre categorie: macellai, pesciaioli, fiorai, facchini, trasportatori, padroncini, lavoratori di cooperative di servizi, produttori locali e regionali, Mukki Latte, F.lli Orsero e Fruttital, nonché gli acquirenti utilizzatori: negozianti, supermercati, ristoranti, alberghi, comunità, case di riposo, mense e ristorazioni e di considerare inoltre tutto l’indotto che le attività svolte nell’area producono, nonché gli investimenti privati coinvolti“. 

Le dichiarazioni del Presidente dell’Agofi ci danno lo spunto per presentare l’ostacolo di cui abbiamo parlato in apertura. Riassumendo la cronaca burocratica e procedurale degli scorsi anni, ricordiamo che nel 2012 il Comune di Firenze ha approvato la variante al piano urbanistico destinando la sola area Sud dell’Area Mercafir alla realizzazione del nuovo stadio. E qui sorge il problema, sulla dibattuta questione fra area Sud ed area Nord, che ha spaventato molto i lavoratori dell’area, sentitisi minacciati di un possibile spostamento qualora la Fiorentina ed il Comune decidessero di dare il via libera alla costruzione del nuovo stadio su tutta l’area. Ma non è finita qui, perché in serata sono arrivati prima il comunicato della stessa Fiorentina e poi le parole del Presidente Cognigni. Da parte della società viola si ribadisce “che il proprio intendimento è quello di dotare la città di uno stadio di nuova generazione, da realizzarsi senza alcun contributo pubblico, con caratteristiche in linea con gli impianti dei grandi Club europei” confermando  “anche la ferma intenzione, chiarita fin dal momento della presentazione del progetto, di rispettare i diritti di tutti. Le valutazioni in merito all’ubicazione del progetto spettano alle Autorità competenti e non alla nostra società”. Da Palazzo Vecchio poi le parole del Presidente viola: “La società è già arrivata concretamente a questa cosa. Abbiamo presentato uno studio di fattibilità: adesso lasciamo lavorare con tranquillità i tecnici del Comune, anche loro hanno impegni molto importanti“. Insomma, da parte di tutta la Fiorentina la volontà ferma e convinta di costruire il nuovo stadio, ma anche la consapevolezza di un ostacolo, quello dei diritti dei lavoratori dell’area Mercafir e dello spostamento correlato alla costruzione del nuovo stadio, che è difficile da superare. Tutto ruota intorno all’area, ancora da identificare, e ai costi di suddetto spostamento, costi che il Comune non può accollarsi in virtù del Patto di Stabilità, di cui i soggetti attivi nell’area non intendono farsi carico visti i già ingenti investimenti degli scorsi anni e che la Fiorentina non ha previsto nello studio di fattibilità. O verrà trovata una soluzione in tal senso, o la Fiorentina dovrà, se vorrà costruire il nuovo stadio, “accontentarsi” della sola area Sud. Uno scenario possibile? Lunedì l’ardua sentenza.

Autore: Guido Barucco (@guidobarucco) – fiorentina.it