Nuovo stop Gomez: Montella e le alternative, di uomini e di modulo

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Nuova tegola in casa Fiorentina. Mario Gomez starà fermo tre settimane per “lesione di I grado alla giunzione mio-tendinea dei flessori della coscia destra”. Non un infortunio grave, sulla carta, per il tedesco, ma uno stop che inceppa ancora il percorso di recupero della miglior condizione psico-fisica del numero 33 viola, già sotto i riflettori in questo inizio di stagione per un gol che ancora non è arrivato.

E invece si ferma ancora, Mario Gomez: salterà, nell’ordine, le gare contro Sassuolo (casa), Torino (trasferta), Dinamo Minsk (trasferta) e Inter (casa), mentre dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) tornare contro la Lazio, alla ripresa del campionato il 19 ottobre al Franchi. Un altro problema di infortuni che va a rallentare il processo di crescita di tutta la Fiorentina. Il tedesco era in difficoltà, in campo, non trovava la rete, ma era comunque un punto fermo dello scacchiere di Montella. Il tecnico viola lo avrebbe mandato ancora in campo, contro il Sassuolo, per cercare un gol in grado di sbloccare una potenziale macchina da gol. Ha anche modificato modo di giocare, nelle ultime partite, Montella, per fornire più occasioni da rete a Gomez. Prima, contro il Guingamp, con un 4-3-3 puro fatto di cross a volontà dal fondo. Poi con il 3-5-2 di domenica a Bergamo, con Ilicic a giocargli alle spalle.

Senza Mario Gomez, altri problemi, sempre in attacco, per la Fiorentina. Già il pesante stop di Giuseppe Rossi, out ancora per almeno 4 mesi, ha condizionato e condizionerà (e non poco) la prima metà di stagione. Ora la nuova assenza del tedesco, che si ritrova malinconicamente fuori dai giochi insieme a Pepito, come successo l’anno scorso.
Serve però guardare avanti, perché il calendario non permette pause e proietta la Fiorentina subito di fronte al prossimo avversario. Domani arriverà a Firenze il Sassuolo, e Montella è costretto a ridisegnare ancora la sua squadra. Senza Gomez e senza Rossi, ancora orfani delle due bocche da fuoco principali là in attacco. La scorsa stagione, senza Mario e Giuseppe, fu piena emergenza, da gennaio. Ora la situazione sembra diversa, anche se le incognite – non si può negarlo – ci sono. L’unica vera prima punta è Khouma Babacar, a riposo nelle ultime due partite ma autore di un buon precampionato e in campo contro Roma e Genoa con qualche squillo in area avversaria.
Poi c’è Bernardeschi, che ha stregato tutti in Europa League ma, dopo le parole mielate di Montella, è rimasto fuori a Bergamo. Può giocare esterno, seconda punta ma anche ‘falso nove’.
Toccherà essenzialmente ai due giovani mettere minuti nelle gambe proprio nel pieno del primo tour de force della stagione. Bisognerà, però, non caricare di responsabilità due ragazzi sì di belle, bellissime speranze, ma ancora non esperti ed acerbi. Per questo, il tecnico viola si affiderà anche e soprattutto all’esperienza. Innanzitutto, potrà tornare in auge un ‘veterano’ un po’ messo da parte in questo avvio di stagione, Joaquin, attaccante esterno ma anche seconda punta che potrà tornare in alto nelle gerarchie gigliate. Poi Vargas, che in caso di ritorno al 4-3-3 potrà guadagnarsi un posto – oltre che a centrocampo – nel tridente offensivo, come contro il Guingamp.

Dunque Ilicic, chiamato ora più che mai alla svolta. Già a Bergamo più che positiva la prova dello sloveno, che adesso dovrà comunque caricarsi di qualche responsabilità in più dalla trequarti in poi. L’anno scorso Montella, in piena emergenza, lo inserì anche come ‘falso nove’. I risultati non furono proprio eccellenti, ma non è escluso che l’Aeroplanino non torni a provare questa soluzione.
E ovviamente Juan Cuadrado: contro l’Atalanta la gara più sottotono degli ultimi mesi in viola, ora JC11 dovrà dimostrare di valere tutti gli oltre 40 milioni che in estate chiedeva la Fiorentina. Senza Gomez e Rossi, è lui il vero fuoriclasse, là davanti, della squadra di Montella. Dovrà dimostrarlo, provando ad essere più concreto e meno fumoso di quanto fatto vedere a Bergamo. Nel 3-5-2 il colombiano agirebbe come quinto di centrocampo, ma Montella potrebbe anche tornare al 4-3-1-2 visto nel finale della scorsa stagione, con Cuadrado ad occupare uno dei ruoli offensivi e libero di svariare. JC11, in quella posizione, mise insieme 6 gol e 4 assist nelle 7 partite finali dello scorso campionato. Mica male.

Le alternative per Montella, insomma, non mancano. Anche perché, in recupero, c’è anche Marko Marin. Un giocatore che, per caratteristiche, può dare vivacità ed imprevedibilità all’azione offensiva viola. E può soprattutto risultare un valore aggiunto per tutta la squadra. Il tedesco si sta allenando con i compagni e potrebbe essere convocato già contro il Sassuolo. Magari non mercoledì, ma potrà presto accumulare minuti sul terreno di gioco. Difficile, invece, che Montella possa ricorrere all’utilizzo di Iakovenko o El Hamdaoui, due giocatori finiti ai margini della squadra e mai neanche convocati in questo inizio di stagione.

La nuova assenza di Gomez, dunque, spinge Montella a fare ancora nuove scelte per la sua Fiorentina. Le soluzioni non mancano, là davanti. Anche se fare a meno di Gomez (nonostante le prime 4 gare senza gol), oltre che di Rossi, non sarà facile.

Autore: Marco Pecorini – Redazione Fiorentina.it