Obiettivi viola, Sensi: “Mi vedo in una squadra che gioca bel calcio. Il futuro…”

    0



    SensiStefano Sensi, giovane centrocampista del Cesena seguito anche dalla Fiorentina, ha parlato alla Gazzetta dello Sport. Ecco alcune sue parole: 

    «Mi vedo in una squadra che giochi un bel calcio, palla a terra, e che sappia tessere trame prolungate per andare a concludere. Se si fa a pallonate in avanti, io sto in mezzo e non la becco mai. Ma conta il risultato: non esiste un calcio giusto o sbagliato. Se lanci lungo e vinci, ben venga. Però io sono per il bel calcio, ecco». 
    Le qualità fondamentali per un buon regista? 
    «Innanzitutto, non è fondamentale l’altezza. Uno può avercela, ma non conta. Contano intelligenza, visione di gioco, sapere dove e come muoversi, capire quando spingere o “tranquillizzare” la palla perché vedi gli altri in affanno. Il mio punto forte è la personalità». 
    I maligni dicono: quella c’è, manca un filo di cattiveria. 
    «Sì, ne avevo persa un po’. Poi Drago ha iniziato a spronarmi, mi sono rivisto e ho notato che aveva ragione». 
    Cioé? Lei si rivede? 
    «Sì, dopo ogni gara mi faccio mettere il video su una chiavetta usb e me lo riguardo. Solo così capisci quando fai le scelte giuste o no». 
    Lo sa che Mancini è venuto a vederla e le ha fatto i complimenti? 
    «Sì, e mi rendono orgoglioso. Quando uno che ha vinto quello che ha vinto lui te li fa, non puoi che essere contento». 
    Lui è venuto per l’Inter, ma c’è anche il Milan che la vuole a tutti i costi… 
    «Guardi, al mercato non faccio caso, mi voglio isolare. Penso a fare il mio col Cesena». 
    Però in A deve arrivarci. Preferisce via Cesena o via mercato? 
    «Un anno di A in una piccola mi farebbe bene, se riuscissimo ad arrivarci col Cesena sarebbe bellissimo. Voglio crescere pian piano: un mattoncino sopra l’altro per fare un muro enorme». 
    A proposito, le punizioni? Ci sta lavorando? 
    «Non ho un modello, però mi guardo su youtube quelle di Pirlo, di Beckham, di Juninho. Osservo com’è posizionato il piede all’impatto col pallone, come sta il corpo. Poi vado sul campo e ci riprovo. Fare come loro è un’impresa, ma mi sto allenando». 
    Quante volte l’ha sentito il paragone con Verratti? Le da fastidio? 
    «Mi creda: mi rivedo solo in me stesso. Non sono un giocatore affermato, ma lavoro per arrivare a quel livello». 
    Il suo centrocampo ideale: Sensi e? 
    «Iniesta, innanzitutto. E poi Verratti, che può giocare da mezz’ala con me. E se ci riuscirò, a giocare con lui, sarà un onore».