Obiettivo: recuperare Josip Ilicic. Sulle orme di Ljajic, Vargas e Neto…

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    Ilicic Fiorentina-NapoliE’ sicuramente il giocatore più discusso degli ultimi giorni, Josip Ilicic, per l’ennesima prestazione impalpabile contro il Napoli e per i gesti di disappunto al Franchi che non sono andati giù al popolo viola. Lo sloveno ha sbagliato, oltre che sul campo, soprattutto nell’atteggiamento verso il pubblico gigliato: lo sa la società, lo sa lo stesso giocatore, che non ha chiesto scusa ma ha comunque voluto chiarire la sua posizione (LEGGI QUI). “Ilicic è questo, quello di ieri con le parole, e quello del suo atteggiamento. Va aiutato”, ha commentato Daniele Pradè. Parole importanti, quelle del ds viola, che riflettono il pensiero della società: dopo i fischi del Franchi e la reazione dello sloveno, adesso Ilicic va sostenuto. Anche quando Montella parlava di sensibilità, di giocatori che sentono la pressione… il riferimento all’ex Palermo era fin troppo scontato ed immediato. “Io ho sentito i fischi quando sono uscito, non mi davano noia. Qualcuno parlava della mia famiglia, e ho fatto quel gesto”, ha detto ieri Ilicic. “E’ come un figlio che ha bisogno di aiuto” – ha commentato oggi Pradè -. “E’ un bravo ragazzo, dobbiamo aiutarlo. Non va assolutamente messo da parte, anzi, gli va dato di più adesso. Ha bisogno di aiuto nostro, e della città di Firenze”. La Fiorentina, insomma, si schiera con Josip Ilicic: per proteggerlo, come uomo ma anche come investimento, non dimenticando certo il patrimonio tecnico ed economico che rappresenta e può rappresentare per l’Azienda Fiorentina un giocatore come lo sloveno. E per farlo chiede anche l’aiuto del proprio pubblico, dei propri tifosi.

    Ora c’è da recuperare il calciatore ed il ragazzo, soprattutto a livello mentale, perché in tanti sono convinti che Ilicic possa rendere in campo quanto fa vedere durante la settimana in allenamento. Giocatore emotivo, che ha bisogno di avere l’ambiente dalla propria parte: lo si era già capito a Palermo, quando era in qualche modo ‘coccolato’ da tutti (dalla dirigenza allo staff tecnico) ed infatti ha reso al meglio. Nelle difficoltà generali di questa Fiorentina, invece, è emersa adesso tutta la fragilità di Ilicic, mai veramente nel cuore dei tifosi “anche per l’etichetta dei 9 milioni spesi per lui”, come disse domenica Montella.

    Ma da qui bisogna anche ripartire, come quando in qualche modo si tocca il fondo. Perché il mercato è lontano (ed anche a livello economico non sarebbe scelta ottimale, quella di vendere un giocatore al minimo del rendimento), e perché la società davvero crede nel giocatore sloveno. E allora il paragone con i ‘casi’ del passato, con i giocatori che sembravano ai margini e smarriti, e poi sono stati recuperati, diventa immediato e anche lecito. Perché recuperare un giocatore come Ilicic diventa quasi un input, tecnico ed economico. Perché nelle difficoltà del reparto avanzato, riuscire davvero a poter finalmente inserire un giocatore dalle potenzialità importanti come lo sloveno, potrebbe essere determinante.

    E forse la ‘missione’ potrebbe non essere impossibile: guardando indietro, al passato, la Fiorentina (soprattutto grazie a Montella e all’attuale dirigenza) ha già affrontato ‘sfide‘ simili. Si parte da Ljajic, che nella primavera-estate 2012 sembrava ai margini della rosa, in attesa di sistemazione, sul viale del tramonto, dopo il caso-Delio Rossi. “Montella? È l’allenatore più forte di tutti, è un allenatore che mi ha fatto maturare, ho giocato sempre, ho giocato per la squadra e spero di tornare a lavorare con lui”, disse il serbo nei giorni scorsi. Già, perché fu proprio l’Aeroplanino, in primis, a voler valutare in prima persona l’allora 21enne Adem. E a dargli una nuova chance, che sarebbe stata l’ultima e quella colta al volo dallo stesso giocatore, tornato (anzi, diventato) determinante da lì a pochi mesi. E poi Vargas, rimasto addirittura fuori squadra (si allenava a Firenze e non a Moena) fino a metà agosto 2013, per poi essere reintegrato a tutti gli effetti in rosa e finalmente tornato ad essere giocatore importante (e a volte fondamentale) per la Fiorentina. Sempre nel solito periodo veniva data piena fiducia ad un certo Norberto Neto, criticato da tutti per le (poche) apparizioni non sufficienti alle spalle di Viviano e oggi punto cardine della squadra viola e tra i migliori portieri del campionato.

    Giocatori, e casi, che rappresentano esempi chiari a cui ispirarsi per recuperare anche Josip Ilicic. Fare un’altra impresa sportiva, dentro e fuori dal campo. Lavorare sulla tecnica ma anche – e soprattutto – sulla mentalità del giocatore. Certo, serve un passo deciso principalmente da parte dell’ex Palermo, che deve voler dare per primo una svolta alla propria carriera (così come fecero, appunto, i vari Ljajic, Vargas e Neto), ma l’obiettivo in casa viola è chiaro. Ilicic non deve diventare capro espiatorio della situazione, ma deve essere rigenerato come patrimonio della società gigliata. Per provare a regalare a Montella un giocatore, finalmente, importante sul campo.