Olivera, esordio timido. Tello fuori posizione. E la Fiorentina soffre sulle fasce

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    Fiorentina-Chievo Verona 28-08-2016 telloUN ESORDIO tira l’altro. Così, dopo il doppio debutto dal primo minuto di Milic e Sanchez contro il Chievo, a Genova è toccato a Maxi Olivera vestire i panni della «sorpresa». Sousa ancora una volta non si è smentito: chi sulla carta sembra destinato alla panchina, può finire direttamente negli undici titolari. Detto, fatto. I ventotto minuti disputati a Marassi prima del «diluvio» naturalmente sospendono il giudizio sul giocatore uruguagio, ma qualche indicazioni è arrivata.

    NEL BENE e nel male l’argomento corsie laterali – intrecciato a quello dei moduli – è uno dei più caldi in casa viola. Sousa ha riproposto la variante tattica «classica» (3-4-2-1) e, specie dopo che il campo ha iniziato ad allagarsi, la Fiorentina ha sofferto proprio sulle fasce. Per motivi diversi, il Genoa ha fatto «male» sia a destra che a sinistra.

    GLI AFFANNI più evidenti sono stati dalla parte di Tello, costretto a ripiegare per arginare il «peperino» Laxalt, micidiale non solo con il pallone fra i piedi, ma anche nell’inserirsi alle spalle proprio di Tello. L’ex Barca, seppur per meno di mezz’ora, ha contribuito a riaprire un tema tattico interessante. Perchè non pensare di affrettare il passaggio al 4-2-3-1 – modulo su cui Sousa per sua stessa ammissione sta lavorando – per sfruttare le caratteristiche offensive di Tello e garantirgli anche un pizzico di copertura in più?

    DALL’ALTRA parte invece l’avvio di Maxi Olivera è stato piuttosto contratto. L’ex Penarol in un paio di circostanze è stato «telecomandato» da Sousa, che con palla sul fronte di Tello, ha richiamato Maxi affinchè assumesse una posizione più centrale. Attenzione alle diagonali, insomma. Partito piuttosto basso, Olivera ha dovuto fare i conti con Lazovic, che ha sfornato il cross per la traversa colpita da Laxalt. Ventotto minuti timidi quelli dell’uruguagio, parzialmente stemperati dalla dimostrazione di carattere in un «testa a testa» con Izzo ed in una discreta diligenza tattica. Per le accelerazioni e per i cross stile Alonso, il giudizio è rimandato alle prossime puntate.