“Ora non perdiamoci di vista” e la torre di Maratona resterà ancora viola

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    vecinoCome riporta il Corriere Fiorentino, Abbracci, emozione, riconoscenza e una torre viola che adesso nessuno sembra aver intenzione di spegnere. La notte dei 90 anni viola ha aggiunto un nuovo capitolo nella lunga storia della Fiorentina. Merito della società che ha organizzato la festa, merito dei tifosi che hanno risposto in massa, restando sugli spalti fino alla fine.

    Il passato che incontra il presente, cancellando rancori e incomprensioni. Era questo il grande obiettivo che, per scaramanzia, nessuno aveva sbandierato alla vigilia. Ma ora che tutto è filato per il verso giusto, la Fiorentina può fermarsi un attimo a riflettere su ciò che la serata del Franchi ha lasciato in dote per il futuro. Anche per questo il più contento di tutti, domenica sera, era proprio Andrea Della Valle, il patron talmente emozionato al momento di parlare al centro del campo da ondeggiare da un piede all’altro senza riuscire a stare fermo. «Torna quando vuoi, questa è casa tua», così il patron ha salutato Giancarlo Antognoni, prima di abbracciarlo pubblicamente e mettere (forse) una definitiva pietra sopra sulla lontananza che ha caratterizzato gli ultimi anni viola. «È stata una bellissima serata ed io mi sono anche emozionato ad uscire dal tunnel del Franchi e riassaporare l’erba del campo. Grazie», ha commentato su Facebook l’Unico 10.

    Ma anche per Cesare Prandelli non è stata una serata come le altre. Chi lo ha visto da vicino lo ha descritto come emozionato e felice di tornare al Franchi (anche) da viola dopo che i rapporti con la proprietà si erano limitati per anni a formali strette di mano. Il groppo in gola però lo ha avuto anche chi a Firenze non veniva da tempo. Come Daniel Passarella, uno che di sicuro è abituato a ricevere applausi e l’affetto dei tifosi. Eppure tornare a Firenze, in quello stadio, ripercorrere il tunnel che porta al campo e sentire dopo oltre vent’anni lo speaker urlare il proprio nome, ha colpito anche il Caudillo che forse non si aspettava così tanto calore e affetto. Così il Franchi si è trasformato in una bellissima macchina del tempo, capace di contenere i ricordi e le emozioni dei protagonisti e dei tifosi sugli spalti. Perfino il roccioso, «Cucciolo», Dunga è entrato in campo visibilmente emozionato e con la stessa sincerità ha ringraziato di cuore e a lungo Della Valle prima di ricevere la targa celebrativa.

    Una «serata in famiglia», insomma, se questo era l’intento la Fiorentina stavolta sembra aver fatto centro. Il tutto mentre in Maratona troneggiava quella torre viola, un espediente tanto semplice da realizzare quanto di grande effetto. Mancava solo il grande bandierone, tenuto abbassato in segno di lutto per le vittime del terremoto. Ma la luce viola ha svolto appieno il suo suggestivo compito tanto che la Fiorentina sta pensando di farla diventare una piacevole abitudine durante tutte le gare serali della squadra di Sousa. Un modo in più per rendere speciale una stagione che non potrà essere come le altre. «È un privilegio far parte della Fiorentina in anno così», nelle stanze viola ieri era questo il sentimento comune. E in attesa che il campo regali gol e altri campioni da festeggiare meglio stavolta non perdersi di vista.