Paolo Monelli: “Il mio gol al Napoli da 60 metri”

di Simone Nozzoli-Viola Week La Nazione

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Ci sono gol che regalano l’immortalità nella memoria dei tifosi. Paolo Monelli ne ha segnato uno, da sessanta metri, al cospetto di Sua Maestà Diego Armando Maradona e grazie a quel pallonetto si è guadagnato un capitolo nella storia della Fiorentina. Era il 4 gennaio 1987, la Fiorentina di Bersellini arrancava e il Napoli era in testa alla classifica, lanciato verso il suo primo scudetto.

«Entrai a cinque minuti dalla fine, ero arrabbiato perché non ero abituato ad andare in panchina e beccai subito un’ammonizione. Vincevamo 2-1, il Napoli attaccava e aveva sfiorato il pareggio. Su un calcio d’angolo Carobbi rinviò rasoterra, io controllai la palla e vidi che il portiere Garella era 40 metri fuori dalla porta. Ben prima di centrocampo tirai di destro e feci 60 metri di volo, la palla rimbalzò e si adagiò in fondo alla rete».

Questo tocco di genio istintivo fu anche il saluto d’addio di un centravanti acquistato dal Monza appena diciottenne nell’estate del 1981. Monelli arrivò accompagnato dal ‘gemello’ Massaro, che avrebbe poi trovato più spazio di lui nella Fiorentina del quasi scudetto e nelle stagioni successive.

«Mi ruppi un piede in amichevole a Viareggio, dopo venti giorni di preparazione, e rimasi fermo due mesi. Persi il treno anche perché davanti avevo Bertoni e Graziani». Monelli giocò pochi spezzoni di partite, l’ultimo a Cagliari nella giornata dello scudetto scippato. «Il gol di Graziani era valido. Tornammo a Firenze e allo stadio trovammo migliaia di tifosi che ci incitarono come se avessimo vinto quello scudetto».

Dopo quella delusione Monelli andò un anno in prestito ad Ascoli poi arrivò l’investitura ufficiale. «Ad aprile 1983 incontrai il direttore generale Italo Allodi. Mi disse: ‘Il prossimo campionato sarai il centravanti titolare della Fiorentina, vendiamo Graziani’. Allodi fu di parola e io a vent’anni mi ritrovai con la maglia numero 9 sulle spalle».

La prima giornata del campionato 1983-84 Monelli battezzò con una tripletta la più bella Fiorentina mai vista dopo il secondo scudetto. Vittima di turno il Napoli, tanto per cambiare. Il giovane bomber viola segnò di destro, di testa e di sinistro. E l’ultimo di questi tre gol merita di essere raccontato.

«Galli rinviò lungo, io feci 30 metri palla al piede, saltai Ferrario al limite dell’aria e mi trovai davanti Krol. Gli feci un tunnel e sparai un sinistro sotto la traversa di Garella. Era proprio sotto la Fiesole, mi ricordo l’abbraccio con il preparatore atletico Armando Onesti. Non mi lasciava più».

Quella tripletta lanciò Monelli verso la sua miglior stagione in maglia viola: 12 gol. Sapete come festeggiò il giovane bomber quella giornata di gloria? «Tornai a casa dai miei genitori a Collagna, in provincia di Reggio Emilia, e il lunedì mattina andai a cercare funghi con mio padre e mio fratello. Ho sempre avuto un grande equilibrio: mi ha aiutato a superare i momenti brutti degli infortuni e non mi ha fatto perdere la testa quando sono stato sulla cresta dell’onda».

E come furono i suoi anni fiorentini? «Meravigliosi, vivevo sul lungarno delle Grazie. Ero e sono rimasto amico di Galbiati e Galli. Poi c’era Antognoni, la persona più buona che possa esistere. Massaro? Arrivammo insieme a Firenze, ma dopo un anno o due eravamo più colleghi che amici».

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Tiziano69
Tifoso
tiziano69

E chi se lo scorda più quel gol caro Paolo, ricordo che ascoltavo tutto il calcio minuto per minuto e il radiocronista impazzì di gioia alla tua rete. Ci salvammo a fatica ma erano bei tempi!!!!

Potini
Tifoso
Potini

Veramente s’arrivò noni tranquillamente, comunque ero allo stadio e quando segnò non ci credevo. Bei tempi davvero Tiziano, sono anch’io del 69, ci si divertiva un monte

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