Paulo (Josè) Sousa. E se fosse il nuovo special one?

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Da così   

 

                                        

 

A così

 

sousa

 

Il tutto nel giro di un mese esatto. L’11 giugno comparivano in città le prime scritte di contestazione nei confronti del tecnico portoghese. 30 giorni dopo siamo all’ovazione. Un passo dopo l’altro Paulo Sousa sta diventando sempre più leader. Dalla presentazione ai salti per il coro “chi non salta bianconero è” durante la presentazione delle maglie in P.zza Santo Spirito, passando per la chat con La Nazione fino ad arrivare al “C’è un solo colore, il viola” della presentazione in piazza a Moena. Un successo comunicativo disarmante quello di Paulo Sousa nel suo primo mese da allenatore della Fiorentina. Tanto da ricordare qualcun altro con il suo accento. E non Rui Costa, anche se il primo pensiero a sentir le sue parole hanno rimandato la mente dei tifosi viola indietro di qualche anno, ma ad un altro allenatore che ha vinto tutto come Josè Mourinho. Tecnica comunicativa simile. Trascinatore. Cura maniacale dell’aspetto tattico. E soprattutto voglia di creare un tutt’uno tra squadra, tifoseria e città. Apertura non totale, sia chiaro, ma quanto meno voglia di coinvolgere sempre più il tifo viola.

Non solo a parole. Ma anche nei fatti. Qualche allenamento aperto durante l’anno e chiamata a raccolta costante del tifo. La segregazione dell’era Montella è terminata. Firenze può tornare ai fiorentini. E pazienza se a livello societario questo non riesce proprio ad avvenire. Intanto si lavora a questo processo ridando la squadra ai tifosi. Il siviglismo non è passato inosservato. Molto simile nei metodi di allenamento a Montella. Anche se molto più ostinato e perseverante sulla fase tattica. Non è un caso se Pradè ha più volte ribadito che Sousa sarebbe dovuto e potuto arrivare già tre anni fa. Perché dal punto di vista del divertimento e del gioco dovremmo essere sulla farsa riga di Montella, ma con qualche accorgimento in più. Almeno questo è nelle aspettative della società. Vincere e/o ripetersi non sarà facile. Anzi. Ma in questi primi 30 giorni molte perplessità sul nuovo tecnico sono sparite. Anzi. Spunta anche qualche timido coro per lui, sulle note del ‘Mario Gomez, Mario Gomez’ che poi è rimasto troppo tempo strozzato in gola.

E chissà che non sia solo un sogno di mezza estate o un pensiero folle o il più classico degli abbagli. Tra qualche mese ne sapremo di più. Intanto Paulo Sousa incuriosisce, e come. Agli uomini mercato viola il compito di puntellare questa rosa. Perché alle parole, poi, devono corrispondere anche i fatti. E non avrà esordito con un “io non sono pirla” ma insomma….

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it