Paulo Sousa ritrova Chiesa, per San Siro c’è la tentazione Saponara

di Angelo Giorgetti - Qs La Nazione

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Pare che non sia una partita decisiva, almeno questo dicono i due allenatori. Per entrambi grado di credibilità rasoterra: il traino di un’eventuale vittoria avrebbe effetti anche in caso di arrivo a pari punti (all’andata 0-0, con rigore di Ilicic sul palo). Quindi, se non è decisivo l’incrocio di stasera è a stretto contatto con il concetto di possibile allungo verso il quinto posto, mèta golosa per qualificarsi senza spareggi.
Il Milan ha un punto in più, la Fiorentina un Bernardeschi in meno (squalifica), ma recupera Chiesa e tiene viva la possibilità di lanciare Saponara dal primo minuto.

Sarebbe l’esordio da titolare dopo l’arrivo dall’Empoli, Sousa ha tolto ogni dubbio sulle sue condizioni fisiche («Riccardo è al 100 per cento») e resta da stabilire quanto possa essere credibile la concorrenza con Ilicic. Che quest’anno è a livelli stratosfericamente più bassi rispetto alla scorsa stagione, al punto da far dire a Sousa: «Lui è la mia più grande sconfitta in questa stagione». Ma si sa che l’allenatore portoghese bluffa assai quando dà informazioni prima delle partite e anche negli spogliatoi è insondabile, al punto da comunicare ai giocatori la formazione solo poco prima della partita. Così non ci saranno fughe di notizie.

La Fiorentina arriva dall’importante e probabilmente insperata vittoria a Monchengladbach, punizione magica di Bernardeschi, ma il superuso di molti giocatori è da inevitabile tagliando. «Vedrete gente fresca», ha anticipato Sousa, e questa è la concessiona massima che arriva in merito alla formazione. Sousa si trova fra l’altro nella situazione border line di chi è in scadenza di contratto e viene considerato in uscita, la sua condizione è perciò sempre molto legata ai risultati.

E se le quattro randellate (4) prese dalla Roma avevano bruscamente abbassato il termometro del gradimento, le due vittorie consecutive contro Udinese e Borussia Moenchengladbach, quest’ultima nell’andata dei sedicesimi di Europa League, hanno fatto tornare un po’ di colore. E’ comunque una settimana caldissima per la Fiorentina: stasera il Milan e giovedì il ritorno contro i tedeschi per il passaggio negli ottavi. Logico che ci voglia un po’ di turnover, ma non perché la partita non sia decisiva.