Paulo Sousa-Società 1-0. E adesso palla al centro…

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    Juventus-Fiorentina, SousaPaulo Sousa-Fiorentina 1-0. Lui, le omelette con le poche uova avute a disposizione fino ad ora le ha fatte. E anche piuttosto bene…

    Arrivato in sordina in estate, il tecnico portoghese c’ha messo un attimo ad attirare su di sé l’attenzione di una città delusa dai mancati acquisti di grido e da alcune partenze eccellenti. Prima accusato di essere  ‘gobbo di….’, poi acclamato e portato alle stelle pur senza sapere come sarebbe stata la sua Fiorentina. Ma Paulo è un uomo troppo furbo e maturo per non sapere di cosa ha bisogno la gente che ama il calcio: di sogni, di speranze, di certezze. E di certezze ce n’è stata sempre una, fin dal principio, fin dal suo arrivo a Firenze: quella di voler stupire e, possibilmente, crescere insieme con l’obiettivo unico di vincere.

    La parola ‘vincere’ è nel dna del portoghese che non ha mai nascosto la sua aspirazione, neanche davanti ad una rosa non consona a quelli che erano e sono i suoi obiettivi. Quando è arrivato ha chiesto una squadra affidabile ed ha voluto osservare e valutare personalmente ogni elemento presente nel gruppo gigliato. Ha scelto lui chi tenere, chi lasciar partire (ad eccezion fatta per Savic, lui no che non l’avrebbe voluto veder partire…). Poi si è rimboccato le maniche ed ha iniziato a lavorare, cercando di farsi capire subito da tutti. Soprattutto dalla gente che, come lui, parla ‘la lingua viola’.

    Insomma, in poco tempo ha conquistato tutti (prima coi sorrisi e gli abbracci, poi col gioco). Soprattutto chi cercava un nuovo comandante che potesse rappresentare Firenze e la Fiorentina in Italia e possibilmente in Europa. Eccolo, il comandante è lui, l’uomo delle ‘alchimie’. Della ‘presa decision’, del ‘control de la capacità emozional’.  Colui che parla sempre molto senza dire fondamentalmente niente, consapevole di quello che fa e che vuole, pur sempre comunicando qualcosa: il suo entusiasmo e la sua voglia di vincere. Grazie al suo modo di fare, di comunicare, ha saputo far aspettare la gente. Chi in estate aveva fretta di vedere grandi arrivi e risultati, ha temporeggiato ed è stato ‘traviato’ dal verbo del portoghese, un maestro di cortesia e diplomazia. Ma che sa anche pungere e lanciare messaggi. Ecco, i messaggi…

    Paulo Sousa ha vinto. Con la sua bravura e le sue capacità ha sopperito alle lacune della rosa, ottenendo (quasi) il massimo da questa Fiorentina. Addirittura, per la causa, ha anche bluffato come fanno in tanti, dichiarando che tutti i giocatori erano importanti alla stessa maniera per la squadra. Che tutti si dovevano ritenere parte integrante del gruppo. E che tutti sarebbero stati fondamentali. Piccola bugia sbugiardata da Sousa stesso qualche giorno fa quando, invece, ha parlato di giocatori di 1° e 2° livello. Ebbene sì. Eccolo il messaggio di Paulo. Forte e chiaro, a far intendere alla società che adesso è il momento di inserire la quarta. Dei rinforzi. Di aggiungere uova fresche affinché le omelette possano avere un gusto maggiore e soddisfare ancora di più.

    Adesso, insomma, la palla passa alla società. Paulo ha portato i viola a giocare il miglior gioco d’Italia e al secondo posto in classifica ad un solo punto di distanza dalla capolista Inter. Ora vediamo se i dirigenti riescono a dargli quel qualcosa in più per poter continuare a sognare tutti insieme. Nell’attesa, il primo tempo della ‘gara’ è finito con Sousa in vantaggio. Paulo-Società 1-0…

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