Pepito-gol dopo 501 giorni. La vittoria col Belenenses vale doppio…

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Una vittoria, quattro gol e tre punti per cancellare la brutta sconfitta interna col Basilea e fare un salto in classifica. Ma soprattutto il gol di Pepito Rossi. Stop. Non ci sono altri argomenti per parlare ancora di Belenenses-Fiorentina, per ‘snocciolare’ la partita, per analizzarla. Perché diciamoci la verità, quella giocata in Portogallo dagli uomini di Sousa, è stata una gara piuttosto sonnolenta, in particolar modo a causa degli avversari che hanno dimostrato un tasso tecnico decisamente inferiore a quello dei giocatori gigliati.  Insomma, le partitelle in famiglia del giovedì, in alcuni casi, riescono perfino ad essere più avvincenti ed emozionanti. Ed è tutto dire…

Però a dare un senso alla serata portoghese con vista sul Tago, c’ha pensato Pepito Rossi. C’ha pensato il Fenomeno viola a riscaldare gli animi dei fiorentini, con quel gol segnato al 90’, arrivato dopo ben 501 giorni dalla sua ultima marcatura ufficiale. Era il 18 maggio del 2014 quando Pepito segnò la sua ultima rete in maglia viola. La Fiorentina di Montella, già sicura del 4° posto, giocava l’ultima gara interna col Torino. Rossi, che era già rientrato l’11 maggio a Livorno dopo un lungo infortunio (dopo aver saltato 18 partite), cercava la sua seconda presenza e, possibilmente, un gol per convincere Cesare Prandelli a puntare su di lui. A portarlo ai Mondiali del 2014. Il tecnico napoletano assecondò la voglia del talento viola che, dopo 57 minuti, sbloccò il risultato su calcio di rigore esplodendo di gioia. Lui in festa. Firenze anche. Segnò, sognando il Brasile. Poi sappiamo tutti com’è andata a finire la favola. Non con il consueto lieto fine.  Ma questa è un’altra storia…

Tornado al gol di Pepito a Lisbona. Dicevamo, non segnava un gol ufficiale in maglia viola dal 18 maggio del 2014 e, addirittura, non segnava un gol in Europa League dal 19 settembre del 2013 (Fiorentina-Paços de Ferreira 3-0). Oltre due anni di forfait dal palcoscenico europeo. 501 giorni di assenza dalle caselle dei marcatori del campionato italiano. E come se non bastasse, una stagione intera senza giocare (quella passata, 2014-15) a causa di un nuovo infortunio. Ecco, appunto, un nuovo infortunio… E la gioia del ritorno al gol contro il Torino era già dimenticata. Archiviata. Maledetta. Sembrava l’inizio della fine, ma Pepito è una forza della natura in campo e fuori. Ha una forza sconcertante, una capacità di reazione entusiasmante, un self control invidiabile. E uno spirito unico. Un ragazzo fantastico che, ad ogni caduta, ha saputo come fare per rialzarsi. Però, quando uno rientra dopo oltre 4 mesi di stop, è lì pronto a riprendersi la scena e, prima di iniziare la nuova stagione, si blocca per l’ennesima volta… beh, chiunque accuserebbe il colpo.

Davanti al suo nuovo infortunio, i sentimenti che prevalevano in città erano ansia, paura, terrore. Sì, c’era il terrore di non rivederlo più in campo. Di non guardarlo più mentre con uno scatto si prendeva gioco del diretto avversario. Oppure di non ammirarlo più mentre, esultando, dirigeva gli indici e gli occhi al cielo per condividere la sua gioia con il padre Ferdinando (scomparso nel 2011). Ebbene, tutto questo è un ricordo perché Pepito ha saputo reagire per l’ennesima volta. L’incubo è finito. Rossi ha (ri)giocato per 90 minuti. Ha (ri)segnato un gol ufficiale. Ha (ri)esultato. In sintesi: il Fenomeno è tornato a tutti gli effetti. Magari non è ancora al top. Magari  l’impalpabilità dell’avversario portoghese lo ha agevolato. Ma uno scatto e un gol piazzato non si improvvisano. Né vengono per sbaglio. Quindi… godi popolo! E stasera in alto i calici. Si festeggia con un po’ di profumato Porto. Cin-cin!

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it