Pepito preme, ma Sousa non ci sente. Decisivo sarà ADV

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    Rossi palermoSondaggi, messaggi, interventi si susseguono ormai da settimane. Pepito Rossi è insieme al mister X che arriverà nei prossimi giorni per rinforzare la rosa di Sousa il tema che appassiona (e divide di più). Che Pepito sia amato a Firenze non ci vuole uno scienziato per capirlo. Anche perché dal fallimento in poi sono stati ben pochi coloro che hanno avuto l’onore di ricevere un coro dalla Fiesole. Ed invece, il fenomeno, spesso e volentieri è risuonato all’interno del Franchi. E non solo quando Rossi trascinava la seconda Fiorentina di Montella, ma anche quando a fatica è rientrato dopo i due lunghi infortuni che lo hanno fatto fuori per oltre un anno e mezzo. Tuttavia le frizioni che si sono create nelle ultime settimane non accennano a placarsi.

    Sousa la sua opinione l’ha più volte espressa: “Mi dispiace per Rossi ma io devo fare il bene della squadra” – “Se qualcuno vuole giocare vedremo di accontentarlo” – “Tutti stanno cercando di difendere i propri interessi. Io difendo quelli della squadra”, solo alcuni dei messaggi lanciati dal portoghese. Ma le bordate da parte dell’entourage del 22 viola continuano: “E’ giusto che vada altrove” – “E’ giusto che vada a giocare” etc. In ballo c’è infatti l’Europeo. La maglia azzurra che torna. Quella stessa che portò Rossi stesso a voler evitare l’intervento dopo l’infortunio rimediato contro il Livorno per andare di terapia conservativa. E che poi si è rivelato essere una scelta sbagliata. Esito: mondiale saltato con bufera intorno a Prandelli, e nuovo infortunio con poi conseguente operazione per un anno di ulteriore stop. Periodo in cui la Fiorentina ha lautamente pagato Rossi, che poi ha teso la mano alla società viola riducendosi la parte fissa.

    Ma il nodo diritto di riscatto è ciò che rende tesi e complicati i rapporti. La Fiorentina non vorrebbe mai lasciar partire Rossi. Ma Sousa continua a non vederlo in una condizione accettabile per una squadra che lotta per lo scudetto. O che per lo meno insegue questo sogno. Inserire un diritto di riscatto basso renderebbe la partenza di Pepito più facile per chi decide di azzardare su di lui. Ma se poi Rossi torna quello che era? La Fiorentina prenderebbe una batosta morale ed economica non indifferente. E dopo averlo atteso tutto questo tempo, oltre al legame affettivo che c’è tra la società e Rossi, non avrebbe senso. Da qui la volontà da parte della società viola di alzare il diritto di riscatto per attutire eventualmente il colpo. Ma questa opzione rende difficile la ricerca di acquirenti. Intanto l’entourage preme. E Rossi è sempre più triste. Sousa dalla sua non mancherà anche alla vigilia della gara di San Siro di ribadire il suo messaggio. Ovvero che gioca chi se lo merita, e chi sta bene. Se Rossi non sta bene non gioca. Se Rossi non raggiunge il livello degli altri non gioca. A Sousa dell’Europeo della prossima estate non interessa nulla. A lui interessa solo che la sua squadra vinca. Ed è ben poco disposto ad accettare pressioni esterne. Così come la Fiorentina. Che però per Pepito potrebbe avere un occhio di riguardo.

    Decisivo sarà l’intervento di Andrea Della Valle che parlerà con Sousa per capire che margini di miglioramento ha Pepito e con lo stesso numero 22 viola per capire se e quanta voglia ha di continuare a lottare in viola per tornare quello che era. Ma senza battere troppo i piedi. Ma anche la gara di San Siro. Pepito è in lotta per una maglia dal 1’, ma difficilmente avrà la meglio su Mati Fernandez per fare da spalla ad Ilicic dietro a Kalinic. Ma fosse per la Fiorentina Rossi rimarrebbe qui a continuare la fase di recupero in maglia viola. Piano piano ed un passetto alla volta. Cosa che però non è vista di buon grado da chi ne cura gli interessi. Perchè Euro 2016 è ormai alle porte. E per poterci arrivare Pepito ha bisogno di continuità. Cosa che questa Fiorentina non può garantirgli al 100%.