Pepito Rossi, che rebus… il diritto di riscatto è il lasciapassare

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    Rossi Fiorentina - ChievoCome riporta La Gazzetta dello Sport, Contraddizioni e controriscatto. Intorno al rebus Giuseppe Rossi si sono aggiunte queste due parole chiave. La prima è quella che consuma Pepito dall’interno. Vorrebbe giocare e farlo a Firenze, per mostrare gratitudine alla società e affetto ai tifosi. Ma il minutaggio al momento lo costringe a scegliere. O Fiorentina o titolare altrove. La seconda potrebbe essere la scappatoia per uscire dal labirinto in cui si sono infilati i protagonisti. Per ovvi motivi, il mercato a cui guarda Rossi è quello delle squadre di seconda fascia. Che però non possono permettersi di pagare uno stipendio così alto per pochi mesi (oltre 2 milioni lordi) senza avere un possibile tornaconto: il diritto di riscatto. Solo su questa opzione lavora l’entourage dell’attaccante italoamericano, non contemplando il prestito secco.
    La Fiorentina, dal canto suo, non vuol rischiare di perdere definitivamente Pepito dopo averlo atteso così tanto. Ecco la possibile soluzione sulla quale si può provare a lavorare. Un eventuale controriscatto da inserire a favore dei viola. Al momento, però, manca il tassello principale. Ovvero una squadra che affondi nel tentativo di portarsi a casa Giuseppe Rossi. Senza la quale i concetti, seppur buoni, rimangono campati in aria. In caso di addio (anche Mario Suarez che piace al Watford è in uscita), viola in picchiata su Lucas Ocampos del Marsiglia: l’affare rimane caldissimo.
    In tutto questo si aggiunge un ulteriore problema che si presenterebbe alla fine della stagione. Rossi ha recentemente rivisitato (meno fisso, più variabile) il proprio contratto: ma senza allungarlo. Il termine è sempre fissato al giugno 2017. In pratica Pepito tornerebbe viola a luglio con un solo anno di vincolo davanti a sé. Mai fino ad ora la Fiorentina ha proposto un prolungamento. E la sensazione è che l’eventuale richiesta verrebbe comunque respinta al mittente. Impossibile contemporaneamente criticare le scelte di un allenatore, Paulo Sousa, che in questi mesi sta facendo volare con le sue direttive la Fiorentina. Peraltro Rossi è estremamente soddisfatto di come lo staff del portoghese lo ha riportato in condizione, seguendolo come meglio non si può. Il programma di recupero fisico è stato eccezionale, e lui lo sa. Che cosa manca? Le partite. Si torna sempre lì. Senza campo non è lui e giocare resta la priorità assoluta di Rossi. Sembra più facile farlo altrove. Per questo la strada pare segnata. La teoria è chiara, adesso manca il compratore. Intorno a questo gennaio gira il futuro di Giuseppe Rossi.