Pepito Rossi: l’italiano di tutti, l’asso di briscola Viola…

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    Giuseppe Rossi CtoPepito Rossi e il suo rientro, argomento più che mai caldo, dopo la bella notizia che ha scongiurato l’ennesima operazione. Cesare Prandelli lo aspetta per portarlo con sé in Brasile: «È una bellissima notizia sapere che Giuseppe non dovrà operarsi, siamo tutti contenti. Lo abbiamo aspettato e lo aspetteremo fino all’ultimo». Il suo procuratore Andrea Pastorello conferma che servirà ancora tempo e svela il sogno di Pepito: «Giocare la finale di Coppa Italia con la Fiorentina e poi partire per il Mondiale…». La Fiorentina lo aspetta e basta. Lo aspetta senza fretta. Consapevole del valore del suo giocatore per il presente, ma soprattutto per il futuro. Non pone date, né limiti al nuovo ‘Fenomeno’ viola. Semplicemente lo supporta come ha sempre fatto, fin dal giorno in cui ha deciso di credere in lui nonostante l’infortunio, e ha deciso di portarlo a Firenze per se stessa e per restituirlo al calcio italiano…
    L’ITALIA INTERA LO ASPETTA. Certo che da quando Rossi si è fatto male il 5 gennaio scorso, sono stati innumerevoli gli attestati di stima arrivati da tutta l’Italia per Pepito. Attestati di stima, di bene, affetto. E messaggi di speranza. Un coro unanime ha percorso tutto lo Stivale: “Ci dispiace per il giocatore e per l’uomo. Speriamo che Rossi torni per il Mondiale: l’Italia ha bisogno di lui”. Ed è vero. Una sacrosanta verità: la squadra azzurra non può che avere bisogno di un giocatore come il numero 49 viola per volare in Brasile con ambizioni di podio. Un giocatore che fa la differenza in campo a suon di colpi e di gol, mica bizze o balocchi… L’Italia, insomma, necessita del capocannoniere della serie A (nonostante manchi già da 289 minuti, è ancora in testa alla classifica dei bomber del campionato con 14 gol), della sua genialità sul rettangolo di gioco e della sua pacatezza fuori dal campo. Ma quello che più dispiace è che nessun addetto ai lavori, nessun opinionista o media nazionale abbia detto: “L’assenza di Rossi è un peccato anche per la Fiorentina, realtà del calcio nostrano, che aveva puntato molto su di lui…”. Niente. Morale della favola, è giusto che ci si preoccupi per la Nazionale italiana, ma allo stesso tempo è un po’ ingiusta questa indifferenza nei confronti dell’unica società che ha creduto in lui, quando tutte le altre avevano remore sul suo conto. Nei confronti della società che ha avuto il coraggio e la bravura di restituirlo al campionato italiano. Perché se Pepito è tornato in forma-Nazionale (anche se adesso è fermo ai box) lo deve proprio a chi lo ha riportato ad esserlo (la Fiorentina), oltre che a se stesso, per tutto il tempo che ha lavorato e sofferto tanto in silenzio.  
    FIRENZE SOGNA… IL SOGNO DI PEPITO. Se l’Italia lo aspetta per il Mondiale, Firenze non può che sognare… lo stesso sogno di Pepito: il rientro per la finale di Coppa Italia. Primo, perché significherebbe aver passato il turno con l’Udinese ed esserci, in finale. E secondo, perché significherebbe aver la fortuna di poter schierare un uomo in più in una partita che vale un trofeo come la Coppa Italia (ricordiamo che la finale è il 3 maggio a Roma), ma anche poterlo mandare in campo in una eventuale finale di Europa League (14 maggio 2014). Certo, in pochi credono che la squadra di Montella possa arrivare in fondo alla coppa europea, ma di fatto può farlo… E allora, è scontato che la Fiorentina non potrà godersi per molto tempo ancora, in questa stagione, Pepito Rossi. Perché i tempi di recupero saranno ancora lunghi. Perché nessuno vuole mettere fretta al ragazzo. Perché nessuno vuol rischiare niente. Ma se anche dovesse rientrare nelle ultime 2-3 partite… beh… potrebbe essere ancora determinante. Potrebbe voler dire vincere o perdere un trofeo. Potrebbe voler dire tutto. È come avere l’asso di briscola dalla prima mano e non giocarlo fino alla fine. Potrebbero essere quelli i punti per vincere la partita…