Pioli e la democrazia del gol: alla Fiorentina segnano tutti

Di Matteo Magrini - La Repubblica Firenze

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Come ricorda La Repubblica Firenze, sono dieci i giocatori già andati a segno e rispetto all’anno scorso la forza offensiva della squadra non è cambiata.
Le vie del gol sono infinite. E tutte valide. C’è chi può contare su un solo bomber e chi, invece, preferisce ( o è costretto) a puntare sul collettivo. L’importante è che, a fine campionato, i conti tornino. E la Fiorentina, da questo punto di vista, è un caso particolarmente interessante. Del resto se n’è discusso parecchio. Fin dall’inizio della stagione. Persi Kalinic, Bernardeschi ed Ilicic (30 gol in tre nello scorso campionato) Pantaleo Corvino e Stefano Pioli dovevano trovare il modo per sostituirli. Missione complessa. Quel che è successo si sa. Sono arrivati Simeone e Thereau, mentre l’ex “ 10” è stato rimpiazzato dalla scommessa Gil Dias e in molti, all’alba di questa stagione, si ponevano il dubbio: « Chi segna? » .
Risposta: il Cholito e il francese. Ma non solo. E qui torniamo al punto di partenza. La Fiorentina 2017/ 2018, almeno per ora, è una vera e propria cooperativa del gol. Non c’è l’Icardi della situazione o, per restare in casa viola, il Batistuta o il Toni di turno. Quello capace, praticamente da solo, di garantire il bottino necessario per arrivare a fine anno col giusto numero di reti segnate. No. Nella squadra di Pioli segnano quasi tutti e sei calciatori in particolare, e questo è un altro aspetto che merita attenzione, lo fanno con continuità. Diamo un occhio ai dati. Sono dieci i giocatori già andati a segno. Si va dalle cinque reti di Simeone, alle quattro di Thereau, passando per le quattro di Chiesa e le tre di Babacar, Benassi e Veretout. Per loro, il gol sta diventando una piacevole ricorrenza. Una risorsa preziosa per Pioli. Un primato del quale poter andare orgoglioso.
In Serie A infatti, fino ad oggi, nessuno ha più di sei elementi capaci di segnare almeno tre reti. Soltanto la Lazio (con Immobile, Luis Alberto, Milinkovic, Parolo, Bastos e De Vrij) pareggia il dato della Fiorentina. È, questo, un elemento importante. Significa che non stiamo parlando di semplici casualità, ma di precise caratteristiche. E di organizzazione.
Basta ripensare ai gol di Benassi e Veretout. Reti, se si esclude la punizione del francese col Verona, molto simili tra loro. Oltre a questi “Magnifici 6”, però, i viola hanno mandato in gol (una volta a testa) anche Astori, Pezzella, Badelj e Gil Dias. Totale, appunto, dieci. E anche in questo caso parliamo di un dato d’eccellenza. Solo tre formazioni infatti ( con 11 marcatori diversi) fin qui hanno saputo far meglio: Juventus, Napoli e Udinese. Tra l’altro, anche il confronto diretto tra il tridente dell’anno scorso e quello attuale regge. Un anno fa, dopo 15 giornate, Kalinic, Bernardeschi ed Ilicic avevano segnato 16 reti in tre. Oggi, Simeone, Chiesa e Thereau ( da quando il francese è arrivato a Firenze) ne hanno messe insieme 13. Della serie: l’unione fa la forza o, come direbbe Totò, «la somma fa il totale». E alla Fiorentina i conti, almeno per ora, tornano.

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roberto
Ospite
roberto

è vero che manca un ICARDI o IMMOBILE, ma comunque è interessante avere molti giocatori in grado di segnare.
Eccetto l’attacco, abbiamo Benassi, Veretout e tra un po’ anche Saponara tutti in grado di risolvere la partita

marco mugello
Ospite
marco mugello

Perchè non c’è nessun Icardi, senno segnerebbe molto più degli altri… quindi non mancano i goal dei difensori,e dei centrocampisti, mancano i goal di Icardi…

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