Pjaca e Simeone, voglia di risposte dopo il lungo digiuno

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Il Cholito e il croato: una serata per due. Cercasi risposte (e gioco). Senza vittoria si aprirebbe la crisi.

Un viaggio da cui puoi tornare con delle risposte. Questa la trasferta a Frosinone per Pioli e i suoi giocatori. Giusto per ricordarlo: se perdi a San Siro ci può stare, se andasse male in Ciociaria tutti i dubbi su questa Fiorentina si gonfierebbero fino a coprire la visuale sull’Europa. Oltre che generare ulteriori dubbi su una squadra che non vince da un mese, che segna poco e ha acquistato l’abbonamento all’1-1 (tre filati). Queste sono partite dalle premesse certe: se vinci hai fatto il tuo dovere, se pareggi “mah, insomma”, se perdi addio. Tutto questo è ben chiaro a un gruppo in cerca di identità, uno spogliatoio figlio di un mercato deludente (al momento, per lo meno) e con obiettivi non proprio esaltanti. Così scrive La Repubblica.

ATTACCO, SVEGLIA! Che la squadra stia rendendo meno delle aspettative è evidente. C’è Simeone che i gol se li sogna la notte. Sulle qualità del Cholito si può discutere a lungo. Un attaccante che non segna rischia la crisi esistenziale. Per uscirne basta poco ed è inutile ricordare di cosa abbia bisogno per rinascere. Ma è anche ciò che gli sta intorno che è bene analizzare, perché il gioco offensivo della Fiorentina al momento ha solo due varianti: la meravigliosa foga di Chiesa (altra categoria) e gli inserimenti di Benassi.

DECISIVO (IN UN SENSO O NELL’ALTRO). E l’altro esterno? In attesa di capire se l’argentino sia una prima o una seconda punta, è acclarato che abbia bisogno del vero Pjaca, lo juventino senza lampi, il dieci che per ora vale esattamente la metà del numero di maglia che ha deciso di indossare senza forse rendersi conto del suo valore emozionale e affettivo. Eppure il destino della Fiorentina, in questo momento, dipende da lui. E su di lui punta Pioli, che d’altra parte ha accolto con un sorriso l’arrivo di un giocatore dalle grandi doti tecniche. Lui, oltre a Chiesa, è il valore aggiunto. Mancano i suoi gol, i suoi assist, le sue punizioni. Se Pjaca non torna quello di due anni fa la Fiorentina resta una squadra normale, dipendente solo dalla giornata di Chiesa, dai suoi strappi, dalle sue fughe in avanti.

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Giucas
Ospite
Giucas

Dopo il digiuno, in genere, si fanno grosse abbuffate; speriamo che sia così anche per costoro. Cazzarola, bisogna vincere ed incamerare tre punti a partita, se vogliamo andare in Europa!!!!!!!!!!!!!!!! Poche balle e fatti molti.

Francoviola
Tifoso
Francoviola

Piaca e Simeone: entrambi in panca! Meglio Vlahovic e Sottil.

singleton
Ospite
singleton

Sottile non lo ha neppure convocato x non rischiare di doverlo schierare dalla disperazione

Walter
Ospite
Walter

Insistere su Pjaca, per Pioli vuol dire giocarsi la permanenza a Firenze.
A calcio non si può giocare con il morto, come se fosse una partita a carte.
Ci vogliano undici elementi che ce la mettano tutta, se uno non funziona, anche gli altri non sono in grado di esprimersi al meglio.
Queste cose le sa benissimo anche Pioli, non c’è bisogno di essere un genio per capirle.
Insistendo si prende tutte le responsabilità. Se le cose vanno male sa a cosa va incontro, se vanno bene, merito suo.
Forza Viola!!!!!!!!!!

danielbertoni
Ospite
danielbertoni

Effettivamente con Pjaca Pioli gioca con il morto, ma dimmi, grande sostenitore dei DV e di Corvino, con Mirallas con cosa gioca? E non è che per caso con Simeone non giochi con due morti? Carissimo, Pioli non è certo un allenatore di alto livello, ma forse ti sfugge che i tuoi idoli lo hanno preso proprio per questo, proprio perché un allenatore di ben altro livello questa rosa non l’avrebbe accettata, come non avrebbe accettato una società che tira indietro invece che avanti. Ma tanto lo sappiamo, era tutta colpa di Prandelli, era tutta colpa di Montella, era tutta… Leggi altro »

Walter
Ospite
Walter

Prima di tutto precisiamo alcune cose. 1) Non ho nessun idolo se non la Fiorentina. 2) Non ho mai sponsorizzato Mirallas, nei miei commenti ho sempre chiesto di infoltire il centrocampo e di giocare con solo due attaccanti. 3) Tutti gli allenatori che hai citato hanno fatto bene fino a quando giocavano per la squadra. Poi hanno considerato la Fiorentina un trampolino di lancio per fare un salto di categoria, hanno cominciato a giocare per loro stessi ed hanno rotto l’incantesimo.. Meritavano l’esonero, in alcuni casi arrivato con colpevole ritardo. Per quanto riguarda Pioli, si è auto esonerato con l’insistere… Leggi altro »

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