Poli opposti Fiorentina: il broncio di Suarez, Bernardeschi simbolo ed esempio

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Da una parte il broncio di Mario Suarez, dall’altra il momento d’oro di Federico Bernardeschi. Gli opposti della Fiorentina, in questo momento, sono proprio loro. O se volete le due facce della stessa medaglia. Partiamo dal centrocampista spagnolo. L’esclusione dalla lista dei convocati ha fatto subito rumore. Intorno all’ora di pranzo, poco prima che ieri la Fiorentina partisse alla volta della Svizzera, il nome del mediano non è comparso nella lista comunicata da Paulo Sousa. Escluso un problema fisico, si è subito capito che si trattava di una scelta tecnica. Ed il tecnico, puntualmente, ha chiarito la decisione in conferenza stampa: “Ho fatto una scelta, perché in Europa non c’è la panchina lunga come in Serie A. Quindi qualche scelta doveva essere fatta, ma il primo tempo contro l’Empoli non c’entra niente”.  Come a dire che Suarez, in questo momento, ha davanti a sé gran parte della rosa. In effetti la prestazione contro l’Empoli aveva lasciato parecchio perplessi. Poche geometrie, e questo può anche rientrare nelle caratteristiche tecniche, ma soprattutto pochissimo dinamismo ed ancor meno grinta. Un passo indietro netto e decisivo, rispetto alle prestazioni più dignitose delle ultime settimane, in primis quella contro il Frosinone. Sousa, adesso, si aspetta la reazione del giocatore vero, esperto, che in carriera è quello che si è tolto più soddisfazioni nella rosa viola. Serve un cambio di passo, a livello psicologico e tecnico, perché la Fiorentina deve prendere una decisione entro poche settimane. Puntare ancora su Suarez o lasciarlo andare nel mercato di gennaio e prendere un sostituto? Posto che, nel secondo caso, andrebbe fatto un prezzo e bisognerebbe trovare qualcuno pronto a pagarlo, l’interrogativo è vivissimo nella mente dei dirigenti gigliati, anche alla luce della presa di posizione di Sousa, che sembra aver sempre meno pazienza con il giocatore. In questo senso le prossime settimane saranno decisive, ma la strada di Suarez è sicuramente in salita. E pensare che doveva essere il fiore all’occhiello del mercato estivo…

 

Tutto il contrario, invece, il momento di Federico Bernardeschi. Che il talento ci fosse se ne erano accorti tutti, ma che potesse diventare uno dei punti fermi della Fiorentina in così poco tempo lo credevano in pochi. Invece è così ed anche per un elemento importante come Kuba sarà durissima riprendersi il posto dopo aver superato l’infortunio. Federico da Carrara venderà cara la pelle, con la sua maglia numero 10 sulle spalle ed un carisma che fa invidia anche a chi ha dieci anni di più sulla carta d’identità. Ma c’è di più, perché oltre ad essere diventato inamovibile in campo, Bernardeschi è tenuto in grande considerazione dai leader del gruppo all’interno dello spogliatoio. Personalità da vendere, che non tracima mai in arroganza. Lo si capisce anche da come parla nel corso delle interviste e ieri, durante la conferenza stampa pre Basilea, Sousa ha ribadito i suoi complimenti pubblici per l’abnegazione e la voglia di imparare che mostra allenamento dopo allenamento, citandolo come esempio per tutti i compagni di squadra. D’altra parte non è da tutti nascere seconda punta e traslocare sulla fascia destra, dove i compiti difensivi sono forse più importanti di quelli offensivi. Ma per la squadra questo ed altro, dice Berna. E allora avanti così, verso un futuro radioso con la maglia viola addosso. In molti lo vedono in rampa di lancio per la Nazionale maggiore e per partecipare ai prossimi Europei in Francia con il gruppo di Conte. Altri, invece, scommettono che il capitano del futuro della Fiorentina sarà proprio lui. Quel ragazzo con il 10 sulle spalle.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it