Premier League innovativa, parte dai Social la rivoluzione del Marketing

di Federico Farcomeni - Tuttosport

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Premier League

La semplicità: cosa rarissima ai nostri tempi. Se lo diceva Ovidio duemila anni fa c’è da credergli. Nell’epoca in cui annunciare i colpi di mercato non basta più perché l’ufficialità viene bruciata dai social, l’unico colpo ad effetto che rimane agli uffici stampa e al marketing è quello dell’annuncio originale. La qualità a scapito della rapidità. Anche perché presto e bene, raramente avviene e allora bisogna ingegnarsi per trovare una soluzione inaspettata, simpatica e ben fatta. Tre componenti sempre più decisive nel velocissimo mondo dei social. Il colpo barocco di teatro però non è una novità. In Italia precursore fu Berlusconi con i giocatori del Milan in elicottero; la fase intermedia la segnò De Laurentiis con la presentazione del leone-Inler; ma di recente è stata la Roma ad entrare nella nuova era con Pellegrini e il suo joystick. E non è un caso che la società giallorossa, tra marketing e comunicazione, disponga di un buon numero di anglofoni. Perché alla fine le novità online, ormai dal 1995 quando l’inglese Tim Berners-Lee diffuse il world wide web, nascono e si diffondono sempre più a macchia d’olio partendo appunto da Oltremanica.

Già nel 1981, il Manchester United rese la firma sul contratto di Bryan Robson un evento pubblico: ad Old Trafford a bordocampo, prima della partita con il Wolverhampton che si chiuse con un maestoso 5-0. A fine gara, il neo-acquisto firmò il pallone di Sammy McIlroy, autore di una tripletta, con questa dedica: “A Sammy, da parte del panchinaro più costoso della partita!”. Nel 2001, Wenger annunciò una conferenza stampa a sorpresa. In pochi raccolsero l’invito, anche perché i caporedattori dell’epoca erano convinti che il tecnico francese avrebbe presentato al massimo Richard Wright, promettente portiere dell’Ipswich. E invece dal “cilindro” sbucò nientemeno che Sol Campbell, un parametro zero strappato ai cugini del Tottenham. Una situazione oggi irripetibile.

Senza colpi di scena allora, le società devono ingegnarsi per sorprendere tifosi e appassionati e prendere le cose alla larga. Per annunciare De Boer, il Crystal Palace ha mostrato un take-away caraibico con la fumata bianca dal richiamo papale: habemus Frank. Il Liverpool invece, per comunicare al mondo l’arrivo di Salah, ha scelto le dita dell’egiziano, intento a scorrere il profilo Twitter @AnnounceSalahNow prima di svelarsi al pubblico della rete. Anche l’Arsenal ha creato la suspense con un video in-loop di 30 secondi accompagnato dalla scritta “non indovinerete mai chi…” che ha ottenuto 27.000 retweet senza nemmeno scrivere il nome né mostrare il volto di Lacazette, ma soltanto alcuni dettagli della giornata del francese. Il Chelsea per Rudiger ha creato un vero e proprio cortometraggio utile anche a pubblicizzare il megastore appena rinnovato a Stamford Bridge, dove un padre accompagna il figlio a comprare la nuova maglia dei Blues e a sorpresa, su insistenza del piccolo tifoso che vuole a tutti i costi la maglia del difensore tedesco anziché quella di David Luiz o Hazard, compare proprio lui che dice «no problem, ora sono un giocatore del Chelsea».

L’Everton ha ufficializzato Sandro Ramirez con una soggettiva che parte dal centro sportivo di Finch Farm, passa per un jet privato e arriva fino in Spagna dove ad attendere la telecamera c’è il giocatore con la divisa dei Toffees; ma una sequenza simile era stata girata anche per l’annuncio di Keane, con l’aggiunta di un bastone per selfie. I creativi dello Stoke invece hanno scelto di piazzare il neo-acquisto Joshua Tymon davanti ad una tastiera, intento a sollecitare la società a comprare qualcuno (lui). La palma finora però va di diritto all’Aston Villa che ha scelto una conversazione su un gruppo Whats App per aggiungere (pardon, acquistare) John Terry.

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Rompino
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Il 91 nasce il www, nel 93 il CERN lo mette a disposizione del pubblico.

Walter - Quello vero
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Piace più la pubblicità del prodotto. Più il virtuale del reale.
Siamo proprio messi male. E’ proprio un mondo drogato.
SVEGLIATEVI.
Forza Viola!!!!!!!!!!!

Fantagrullo
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In Italia le fondamenta su cui si regge il gioco del calcio sono troppo deboli, per ogni douglas costa che arriva ci sono talenti più giovani che partono. I diritti TV sono pochi in confronto a quegli inglesi e per giunta sono spartiti malissimo. Questi però invece di rimediare veramente, trasmettano le partite in un orario adatto anche per Cina…e intanto qui sta tornando la passione per la pesca…

odio le strisce
Ospite
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il viola store di fronte allo stadio ieri sera era desolatamente vuoto e buio. Altro che marketing soprattutto se pensano che la gente corra a comprare le maglie a € 90,00 di questi giocatori ignoti

bobogol
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Everton, Southampton o West Ham hanno stadi pieni di tifosi con maglie di giocatori non certo superiori ai nostri.

Scaramouche
Ospite
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Ai nostri quali??

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