“Prendetevi l’Europa”..Vincenzo Montella scuote la squadra. “Non siamo stanchi”

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    Montella EsbjergCominciano stasera i sedicesimi di Europa League con vista sulla Juve, ammesso che il Trabzonspor non dia ragione a Capello. Montella per ora pensa all’Esbjerg e dopo il ko contro l’Inter gli sembra già abbastanza dura così. A ognuno i suoi problemi. Ripartire qui in Danimarca contro una squadrina penultima nella Superligaen non fa parte delle imprese impossibili, concetto sostenuto anche dall’autista del pullman che ha trasferito i viola dall’aeroporto all’albergo: il fatto che fosse Martin Jorgensen (l’autista) deve essere tenuto in considerazione.
    La Fiorentina è senza Gonzalo, Cuadrado e Vargas (più ovviamente Rossi), l’Esbjerg ha recuperato tutti gli infortunati e farà giocare il nuovo portiere Dubravka, più l’attaccante croato Pusic appena acquistato: «Ora siamo nettamente più forti di quando abbiamo battuto il Saint Etienne», ha chiarito l’allenatore Frederiksen. Quella è ancora considerata l’impresa di una stagione che, per il resto, ha portato con sé pochissimi sorrisi. «La Fiorentina è una squadra top, ma noi proveremo a vincere nel nostro stadio. Perché nella partita di ritorno sarà molto più dura». Concetti chiari anche in danese.
    La Fiorentina punterà sul 4-3-3 con Mati punta centrale assistito da Joaquin e Matos. L’alternativa è Ilicic, mentre Savic (che ieri si è allenato in gruppo, Ci sarà spazio comunque anche per Gomez, a partita in corso. «L’Esbjerg ricorda il Grasshoppers _ parole di Montella _ non ha grandi individualità ma è ordinato e veloce nelle ripartenze». Esattamente su quelle ha dichiarato di voler puntare l’allenatore danese.
    La Fiorentina invece vuole ripartire da qui per trovare nuova energia nel contesto di una stagione che Montella _ appuntito con i cronisti violacei _ considera molto buona: «Non faccio confronti con l’anno passato, sono due campionati diversi. Ma abbiamo consolidato la nostra posizione giocando 9-10 partite in più e questo è già un grande risultato. Non è vero che siamo stanchi… A volte l’allenatore e i giocatori possono esserlo, così come i giornalisti. Magari dovrebbero fare un po’ di turnover anche loro».
    Questa è la premessa. Montella alterna sorrisi e furibonde frecciate soft, si capisce che le critiche sulla formazione (sbagliata?) contro l’Inter hanno lasciato il segno. Così come gli errori arbitrali: «Non devono essere un alibi per noi, ma semmai una motivazione in più. In passato abbiamo reagito tirando fuori rabbia e carattere. Faremo così anche questa volta. Sappiamo che la qualificazione dipende molto da noi, siamo concentrati al punto giusto per andare avanti. Certo sempre con il massimo rispetto per l’avversario, che ha fatto un cammino di rilievo per arrivare qui». La battuta finale sembra uno slogan: «E comunque non dobbiamo pensare, ma piuttosto agire».