Prigionieri di scommesse sbagliate ed errori di mercato. E la programmazione..

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Tra chi dice che questa è la dimensione della Fiorentina e chi continua a far reclami, trovare la verità è cosa assai ardua. Alla fine restano i fatti: 0 trofei anche quest’anno, e 0 trofei dall’avvento dei Della Valle ad oggi. Eppure i milioni sono stati messi (poco più di 200) dalla famiglia Tod’s, ed il salto di qualità la proprietà ci ha provato a farlo: nell’era Prandelli il monte ingaggi non superava mai i 35-40 milioni di euro, mentre negli ultimi due anni si è passati dai 50 fino ai 60 di quest’anno abbattendo il tetto massimo di ingaggi previsto a 2 milioni ed arrivato adesso a superare i 3. La rosa è stata notevolmente ampliata per poter competere su più fronti, ma alla fine resta il solito e triste dato di fatto citato prima.

 

Prigionieri di scommesse sbagliate, ed errori di mercato. Non interessa ai più trovare i colpevoli ma le cause di questa situazione. Perché adesso la rosa viola piange. Se in questo triennio ogni mercato ha visto partenze milionarie (Jovetic, Ljajic, Nastasic, Cuadrado su tutti), quella di quest’anno non vede alcun nome in grado di poter portare nelle casse viola milioni di euro necessari per ricostruire una squadra che sembra vicina alla fine di un ciclo. Per età, e per potenzialità. Solo Mati Fernadez e Savic sarebbero ad oggi in grado di portare una cifra vicina ai 10 milioni, gli altri non sono più appetiti. La rosa si è infatti svalutata: Per Gonzalo 7-8 milioni sarebbero arrivati, per Savic anche 15-20, così come per Borja Valero 15-20 sarebbero potuti arrivare al termine del primo anno di Montella. Pur alleggerendo di diversi milioni il monte ingaggi con l’eventuale partenza di Gomez, lo svincolo per Aquilani, El Hamdaoui, Lazzari, Richards, e le possibili partenze di alcuni elementi servirebbero almeno 25-30 milioni cash per provare a fare una Fiorentina al livello di questa.

Tanti gli errori. Dai 5 milioni per Rebic ai 9 per Ilicic, passando per Anderson, Richards, Sissoko, Iakovenko, El Hamdaoui, Marin, Wolski, Mario Gomez e Giuseppe Rossi. Solo quest’ultimo può ancora invertire il suo trend. Scommesse ed errori di mercato che hanno portato la Fiorentina in una spirale dalla quale si può uscire solo rifondando. La programmazione doveva essere la forza di questa Fiorentina. Più volte i dirigenti viola si sono espressi dicendo che in seno alla società gigliata si lavorava già al futuro. Quale? Con quale allenatore? Perché se la teoria ‘con il gioco di Montella Mario Gomez non riesce ad esprimersi’ è inutile aver in mano un falso nueve se con Montella dovesse essere divorzio, così come avere un vero nueve se Montella dovesse rimanere. Il tutto col direttore sportivo in scadenza di contratto. Inutile parlare di Abate e Donati o chi per loro se poi dovesse arrivare a Firenze un allenatore da difesa a 3. Inutile parlare di Valdifiori se poi arriva un allenatore che vuole due mediani in mezzo al campo. Tutto molto utile, invece, se dovesse rimanere Montella. Ma ancora non vi sono certezze. Il rinnovo di Babacar e Bernardeschi deve essere una priorità assoluta. Niente ricatti, va bene. Ma farseli sfuggire a zero sarebbe un vero e proprio disastro. Il salto di qualità, insomma, la Fiorentina ha provato a farlo, ma non c’è riuscita del tutto. Sbagliando si impara, vien da sperare. Cambiare la propria dimensione è ancora possibile.

Autore: Redazione Fiorentina.it