Primavera: quella della Fiorentina è la seconda squadra con più stranieri

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    Fiorentina - Panetolikos corvinoLa risposta a Filippo Cardelli l’hanno data Perugia-Lazio e Milan-Fiorentina, prima di campionato ma con il risultato di un’amichevole, 5-4. Nella Lazio e nella situazione che Filippo una settimana fa non ha più accettato tanto da sbattere la porta e andarsene («Gioco nella Lazio, ma sono circondato da stranieri»), quattro gol di Alessandro Rossi, nato a Viterbo, uno di Edoardo Rezzi, arrivato dal Futbolclub, squadra a due passi dall’Olimpico. Nella Fiorentina che ha perso contro un Milan che ha tutti italiani tranne tre (più Hadziosmanovic, montenegrino di Lecce), cinque gol stranieri, quello di Dario Benedetti, nato a Zurigo, nella sua stessa porta. Quelli «giusti» di Joshua Perez (Stati Uniti, due), Abdou Lahat Diakhate (Senegal) e Jan Mlakar (Slovenia). Morale della favola: in Primavera puoi trovare di tutto, Cardelli si è sfogato perché – suo malgrado – è anche capitato nella situazione sbagliata, nonostante Rossi e Rezzi. A Formello, nelle ultime tre estati, sono stati svincolati 80 giocatori: visti i prezzi del mercato italiano e le pretese di chi sa di avere i giovani forti, Tare ha cercato all’estero, sperando di ripescare il jolly Keita (a proposito, nella Sampdoria gioca il fratellino Ibou Balde). La Lazio ha nove stranieri in rosa, ma c’è chi è andato oltre, come la Fiorentina, che ha ripreso Corvino, uno capace di portare Jovetic, Ljajic e Nastasic in Italia quando non erano nessuno.

    Non ci si stupisca, allora, se i viola sono la seconda squadra più straniera del campionato Primavera: comanda l’Inter, che mette in mostra Pinamonti ma ha giocatori che arrivano da Serbia, Guadalupa, Irlanda, Nigeria, Belgio, Svizzera, Australia, Honduras, Francia, Croazia e Guinea. Ha perso la semifinale scudetto contro la Roma, che ha battuto anche la Juventus, l’altra multinazionale: per un paio d’anni, giocatori improbabili sono arrivati anche a Trigoria, e come sono arrivati se ne sono andati, ma la rosa 2016-17 è in controtendenza.
    Solo tre – uno in meno di un’altra big come l’Atalanta – sono nati all’estero (è stato questo il criterio adottato nella nostra inchiesta) e uno, Coly Keba, è arrivato in Italia per studiare.
    Poco più di un giocatore su 10 tra i 1116 nelle 42 rose della Primavera è nato all’estero (13,53%), ma sui primi risultati l’incidenza è stata doppia. È straniero più di un gol su quattro, compreso – sempre in Perugia-Lazio – quello di Sylvain Raphael Mirval, classe 1996. Che per regolamento non potrebbe giocare la fase finale per limiti di età dei fuoriquota.

    Il Napoli, ieri, ha preso quattro gol a Kiev in Youth League, ma schierando un solo straniero, il ghanese Basit. Così coraggioso (ma è davvero coraggio?) soltanto il Bologna, che ha solo il moldavo Andronachi (nati in Italia sia El Kaouakibi che Djibril). Cento stranieri in A, 51 in B. Dove ci sono gli unici zeri: Pisa, Frosinone e Benevento. La metà delle squadre si ferma a uno, con il curioso caso del Cesena: ha Akammadu, Soumahin, Dhamo, Maleh, Louati e Ahmetaj, ma l’unico nato fuori dall’Italia è Akira Fantini. Mamma giapponese, papà cesenate che lavorava in Asia: chissà se il nome lo ha deciso lui.