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 Nickname  figo61  
 Sesso  M  
 Provincia  Ancona  
 Iscritto dal   18/05/2007 16.14.00  
 Occupazione  Impiegato  
 Titolo di studio  Diploma  
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<head> Siccome non tutti conoscono chi è il personaggio nella foto ne inserisco una breve descrizione tratta da un vecchio forum di Fiorentina <body lang=IT style='tab-interval:35.4pt'>

Siccome non tutti conoscono chi è il personaggio nella foto ne inserisco una breve descrizione tratta da un vecchio forum di Fiorentina.it

 

I miti viola di sempre: DINO  PAGLIARI
Vi sono giocatori che si fanno ricordare per un gol straordinario, per la loro classe sopraffina, per le vittorie che hanno portato nella storia di un sodalizio. Ve ne sono altri che invece sono dei 'parenti poveri' dei primi.
Non hanno vinto nulla. Non hanno avuto in dono dei piedi particolarmente talentuosi dal fato. Non sono stati mai troppo pubblicizzati dai media.
Eppure il loro ricordo ci riporta indietro a un'epoca, a un'aria, a un idem sentire soffusi nella nostra memoria.
E con loro non si ricorda solo il giocatore, ma anche la nostra vita, i nostri amici, i nostri vestiti, i nostri profumi, le nostre sensazioni di quei tempi ruggenti e giovanili.
Dino Pagliari era uno di quegli uomini.
Nato a Macerata il 27 gennaio 1957, giunse alla Fiorentina nel 1978 a giocare da attaccante-ala di sponda. Una boa itinerante della quale i compagni dovevano avvalersi per sfondare le difese avversarie.
La Fiorentina di quegli anni era una squadra umile, ma orgogliosa. Si trattava dell'orgoglio del mitico presidente Melloni, precocemente deceduto, che era riuscito tra alti e bassi a creare una formazione che un anno era in grado di infastidire gli squadroni metropolitani e l'altro rischiava di retrocedere. Ma in verità non si retrocedeva mai !
Altri tempi.
In quell' ambiente, Dino Pagliari era un personaggio vero e proprio. Multicrinito coi capelli ricci e biondi, barba maestosa a coprire completamente una faccia clari e timida. Tipo taciturno che parlava a monosillabi ai giornalisti, quasi infastiditi dal suo pensare ermetico.
Era una persona semplice Dino Pagliari. Fedele al suo credo politico, era l'anti-eroe sportivo per eccellenza. Lontano anni luce dalle mode, dai lustrini, dalle luci della ribalta, arrivava agli allenamenti in bici. In quella Firenze i tifosi grandi e piccoli lo aspettavano all'ingresso dei campi di gioco e lui cortesemente rispondeva sempre al saluto.
"Ciao, Dino". Un'alzata di braccio o un veloce saluto non mancavano mai.
E la gente cominciò ad amare questo giovincello marchigiano salito a Firenze in cerca di fortuna.
Allo stadio si apprezzava la sua grinta, la sua voglia di mettercela tutta. Cominciarono a comparire i primi striscioni e i primi cori in suo onore. "Drogaci Dino !". "Lode a te, Dino Pagliari".
Così quando il nostro sbagliava un tiro o calibrava male un passaggio, la gente apprezzava lo stesso. Sapeva che lui dava il massimo di quello che poteva.
La Fiorentina del 1978-79 e del 1979-80 terminò le sue stagioni a metà classifica. Paolo Carosi in panchina non fu un tecnico molto amato dalla piazza. Ma i miracoli era difficile farli in quegli anni a Firenze.
Pagliari giocò in viola 44 volte in serie A, segnando 6 reti e lasciò in memoria se stesso alla gente, oltre a un rocambolesco gol contro la Juventus.
La Fiorentina
dei Tendi, dei Sella, dei Pagliari era agli sgoccioli. L'arrivò dei Pontello aprì una nuova era commerciale con l'abbinamento al marchio j.d. farrow's e all'artifizio del giglio unito alla F   di Firenze. Una sorta di pene in deiezione come qualcuno malignamente sentenziò più tardi.
Arrivarono grandi campioni bravi coi piedi, ma forse meno attaccati alla maglia.

Firenze 28 gennaio 1979

 

 

 

Ogni tanto voglio mettere una foto vecchia, una di quelle che ti ricompare all’improvviso, e all’improvviso ti tornano in mente tante cose, tanti pensieri, immagini e sensazioni che solo una foto ti può dare.
Questa foto ha circa 28 anni, il calciatore si chiama Dino Pagliari ed ha appena concluso la sua partita. E gli altri? gli altri stanno giocando, e ne avranno ancora per molto, per 89 minuti. Non basteranno però alle due squadre Fiorentina  e Torino,  per segnare.
Dino Pagliari è uno dei tanti simboli del calcio che non c’è più. Quando giocava non aveva il fisico da marines (né credo l’abbia messo su ora), però aveva capelli lunghi e barba. Non era proprio tecnicissimo, ma in campo metteva tutto quello che aveva, per questo i fiorentini, che fino ad allora avevano occhi solo per Antognoni, si affezionarono a lui creando l’inno “lode a te Dino Pagliari”.
In questa foto poi si vedono tante cose che non ci sono più, la pista d’atletica, e lo stesso campo da gioco, oggi non è più nello stesso posto, è qualche metro sopra, quello che basta per rovinare la prospettiva ai curvaioli. E’ il tributo pagato da Firenze a Italia ’90. Nella foto si vede infine la base della Torre di Maratona.

<<head> 9a GIORNATA 26 nov 1978 MARCATORI <body lang=IT style='tab-interval:35.4pt'>
I Gol di Dino Pagliari con la casacca Viola
 
 
9a GIORNATA 26 novembre 1978         
Avellino - Fiorentina   1-1     
53' Reali (AV), 73' Pagliari (FI)
 
22a GIORNATA 18 marzo 1979             
Fiorentina - Catanzaro  1-1     

32' Palanca, 55' Pagliari (FI)

 

28a GIORNATA 29 aprile 1979 
Juventus - Fiorentina   1-1     
23' Verza (JU), 62' Pagliari (FI)

 

1a GIORNATA 16 settembre 1979         
Fiorentina - Udinese    1-1     
17' Pagliari (FI), 85' Ulivieri (UD)

 

5a GIORNATA 14 ottobre 1979         
Fiorentina - Pescara    2-0     
13' Pagliari (FI), 45' Bruni (PE)

 

19a GIORNATA 03 febbraio 1980        
Fiorentina - Torino     1-0     

1' Pagliari (FI)

 

Dati caratteristici:

Gol al Torino al primo minuto.

Gol alla Juve.

Serie A 79-80: il terzo da sinistra in piedi è Dino Pagliari. Nella massima serie Pagliari giocò tra il ’78 e il l’80, nella Fiorentina dove tra gli altri militavano Giovanni Galli, Antonio Di Gennaro e Giancarlo Antognoni, che in quegli anni si consolidò come una delle grandi stelle nella storia del calcio italiano. In viola Pagliari faceva coppia in attacco con Ezio Sella. Entrambe le stagioni le terminò con 23 presenze e tre reti, e delle sei totali ben quattro servirono a pareggiare uno a uno (con Udinese, Avellino, Catanzaro e Juve). Completano l’elenco il già citato gol al Torino, e uno al Pescara in una gara finita 2-0 per i toscani. Alla Fiorentina comunque Pagliari era arrivato già nel ’74, anche se l’esordio in A con i viola risale al ’78. Nell’attesa passò tre anni in B: due con la Spal, e uno con la Ternana che nel 77-78 arrivò a due punti dalla promozione in serie A. In B l’attaccante marchigiano torna dopo l’esperienza a Firenze, con il Vicenza, prima di spostarsi di nuovo Terni in C1, e passare quindi alla Rondinella nel 1982, sempre in terza serie. Infine, dopo nove anni dall'esordio con i biancorossi, rientra a Macerata, e nella sua città natale chiude la carriera da calciatore a metà anni '80. Direttamente dall’archivio personale di Paolo Piras, DINO PAGLIARI è l'undicesimo in alto da sinistra, con la maglia della Spal Calcio di Ferrara (www.spalcalcio.it) che nella stagione 1976-1977 partecipava al campionato di serie B. ........... ........... ...........


Divenuto allenatore di club di serie minori (tra cui Fermana e Alessandria), oggi lavora a un progetto sportivo presso Macerata '90.
Non ha più la barba di un tempo e neanche i boccoli così pronunciati come ce li ricordavamo, ma il personaggio è rimasto. Poche parole, un viso sereno innamorato dello sport nascosto dietro un paio di occhiali capaci di regalarne un' immagine intellettuale e pensierosa. Il solito Pagliari di sempre.


Gocce di memoria ... ciao Dino!

Oggi allenatore del Ravenna

 

Idolo della curva Fiorentina, allenatore specializzato in salvezze, il tecnico del Ravenna, con questa promozione in B, ha dato una svolta alla sua carriera. bold'>RAVENNA. E’ arrivato per mantenere la C1 e ce l’ha fatta. E’ rimasto per raggiungere grandi traguardi, almeno i play-off e è andato oltre vincendo il campionato nel girone B. E’ stato confermato, manca solo la firma, per condurre il Ravenna al suo ritorno in serie B dopo sei anni. Dino Pagliari è l’uomo di Macerata, che vive a Terni, dove ha giocato e dove la gente lo ricorda ancora con affetto, dovunque vada lascia il segno. A Firenze per la curva Fiesole è ancora un mito, il suo gol alla Juventus l’ha poi consacrato alla storia della società viola. Addirittura il 12 dicembre 2005 sul sito internet “E-bay” è stata messa all’asta una sua ciocca di capelli, rinvenuta nella doccia dello stadio ‘Artemio Franchi’ da un certo Alberto dopo la partita amichevole Fiorentina-Velletri del 12 settembre 1979. L’aspetto oggi del mister con occhialini e capelli corti contrasta in pieno con il look che sfoggiava da giocatore, una chioma bionda, lunga e con grandi boccoli, che gli fece prendere il soprannome di Jesus Christ e per questo la curva gli intonò un celebre inno “Lode a te Dino Pagliari, ripreso poi da tutte le tifoserie d’Italia. Se da giocatore segnò cinquanta gol in A, da allenatore la vittoria del campionato con il Ravenna è la sua prima promozione. Sempre chiamato per missioni “salvezza”, portate a termine con successo e non può essere diversamente, essendo un grandissimo stimolatore e motivatore per i giocatori, quando ha avuto la squadra con elementi di categoria ha centrato il quinto posto con il Frosinone e i play-off, persi in semifinale. Nell’anno del suo cinquantesimo compleanno si è regalato quella serie B solo sfiorata a Frosinone. Fin dall’inizio ha sentito la squadra sua, in estate ha dichiarato che per la prima volta aveva costruito la rosa in collaborazione con direttore sportivo e presidente. Una scelta azzeccata e che ha ripagato tutto l’ambiente, che si gode questa serie B. Ci hanno provato dall’alto a complicare le cose (la Lega di C), inserendo il Ravenna nel girone B della C1 per la prima volta nella sua storia, ma la squadra e la società hanno dimostrato che se si è seri e si hanno giocatori dotati di grande tecnica nulla è impossibile. Con Pagliari l’aggettivo perdenti non esiste e i suoi “ragazzotti” ci hanno messo poco ad entrare nella sua filosofia.

DINO  PAGLIARI    OGGI    20-05-2007

Allenatore del Ravenna  neopromosso in serie B

 

 

Forza  DINO……la vita comincia a  50 ANNI 

e  poi…… si è sempre giovani quando ……

si ha la fede Viola nel cuore.

 

 

 

Giovedì 5 luglio 2007 :

Il mio incontro con  Dino Pagliari

 

Oggi sono andato a Cingoli, in provincia di

Macerata, a salutare Dino Pagliari, in occasione

di un  Campus dell’Associazione Sportiva Giovanni

Pagliari.

DINO è veramente grande ……. dimostra un 
feeling perfetto con i ragazzini ed una capacità
alla battuta incredibile. 
Spesso era stato descritto come un taciturno, 
un ermetico …  io ho avuto tutt’altra impressione.
E' un vero personaggio: innamorato dello sport,
simpaticissimo,  professionale  e soprattutto 
semplice come sempre.
Gli ho portato una stampa della mia pagina
con i messaggi più significativi. 

E' stato contentissimo!

Ho assistito all’allenamento dalle 16,30 alle 18,30,
io ero fuori della rete di recinzione, quando si è 
avvicinato per prendere un pallone, io l'ho 
guardato e lui mi ha salutato gentilmente con 
un “buongiorno”.
Dino capisce immediamente  che avevo qualcosa
da dirgli, quindi educatamente  si scusa e 
continua il suo allenamento, ma mi invita 
a restare, per poter parlare successivamente
con più calma.
Triplice fischio, tutti a fare la doccia e lui che 
viene diretto verso di me sorridente come se
mi avesse conosciuto da sempre. Io gli faccio
vedere la stampa della mia pagina sul sito 
della Fiorentina, 
e lui si dimostra entusiasta: “ma è possibile
che tanta gente abbia scritto per me?” e si sofferma
sull’ultima mia frase:
“Forza  DINO…… la vita comincia a  50 ANNI  
e  poi…… si è sempre giovani  quando …… 
si ha la fede Viola nel cuore”.
Mi guarda e sorridendo dice: “che la vita comincia
a 50 anni la vedo dura” ma per il resto è proprio 
vero sono viola da sempre ….. mi parla del suo 
compagno di stanza  Ezio Sella, di Firenze e dei
TIFOSI  VIOLADINO giocava per loro,
più che per la dirigenza.
Addirittura si rifiutò  di partecipare alle trasmissioni 
organizzate dai dirigenti viola … così commentando:
“quanti autogol mi sono fatto!”
Abbiamo parlato, sempre sorridendo, per quasi 
10 minuti come due vecchi amici,….. 
sono proprio contento di avergli dedicato 
una pagina sul sito.
Ancora una volta ho capito che la
grandezza delle persone si manifesta 
sempre attraverso le cose semplici.
 

 

 

 

 

 

16 gennaio - Da Riccardo Venturi, presidente di ISCF, nonché vecchio leone della Curva Fiesole, riceviamo e volentieri pubblichiamo un ricordo di Dino Pagliari giocatore della Fiorentina (nonché un bel quadro di un calcio passato e con ben altri sapori <body lang=IT link=purple vlink=purple style='tab-interval:35.4pt'>

Cosa hanno detto di Dino Pagliari

Da Riccardo Venturi, presidente di ISCF, nonché vecchio leone della Curva Fiesole, riceviamo e volentieri pubblichiamo un ricordo di Dino Pagliari giocatore della Fiorentina (nonché un bel quadro di un calcio passato e con ben altri sapori ...) 


Riccardo Venturi Articolo del 16 gennaio 2001

A Firenze era un mito della Fiesole; un mito fatto in casa di una Fiesole d'anni passati, forse irripetibile. Una Curva d'anni complicati, anche amari e tragici -e non solo, certo - calcisticamente.
Una Curva dura e, perché non dirlo francamente ed onestamente, anche schierata politicamente in un modo ben preciso. All'estrema sinistra. Si ha un bel dire che calcio e politica non dovrebbero aver niente a che fare; ma non volerlo ammettere, specie se si è ne fatto parte, è solo un inutile esercizio di ipocrisia.
Un personaggio come
Dino Pagliari non poteva passare inosservato, e non solo per le sue doti pallonare; e fu subito "adottato" dalla Curva quasi fosse un ragazzo come tutti gli altri, eskimo verde, capelli lunghi ricci, barba "alla rivoluzionaria". L'aspetto di un Tupamaros; e infatti molti lo chiamavano proprio così, "Il Tupamaros". Chissà se Dino s'è mai veramente accorto di quanto gli si voleva bene; forse sì, ma credo che fosse veramente, e ci tenesse ad essere, un giovane di quegli anni come tutti. Come tutti noi. Coi suoi casini, la sua voglia di non fare il "divo", la sua semplicità ed anche il suo aspetto.
A volte arrivava agli allenamenti e addirittura al Comunale, per le partite, in bicicletta o a piedi. Col borsone a tracolla e vestito tutt'altro che griffato. Partivano i "DINOOO!" e lui salutava, sempre. In questi casi, adesso si parlerebbe senz'altro di "anticonformismo"; un giocatore attuale che si comportasse allo stesso modo farebbe senz'altro notizia. Ora anche un ragazzino al primo ingaggio lo vedi quanto meno con una BMW sotto le chiappe; di
Dino Pagliari non si sapeva neppure se avesse la patente.
Era una Fiorentina provinciale, in un calcio che comunque non era quello di adesso. Una provinciale che poteva vincere uno scudetto e rischiare di andare in B l'anno dopo; e di rischi del genere ne corse diversi, ad esempio nel '77-'78. Una squadra totalmente identificata con la sua "Bandiera", Giancarlo Antognoni; gli anni in cui una "campagna acquisti di successo" consisteva tutt'al più nel non venderlo alla Juventus, che lo bramava (come lo avrebbero bramato tutte le squadre del mondo, d'altronde).
In quella squadra giocava
Dino Pagliari, col suo gioco a volte arruffato, a volte divertente, a volte che faceva venire il latte ai ginocchi, a volte elegante. E sempre generosissimo. Segnava dei goal come gli venivano, ma l'importante era buttarla dentro; e lui ce la buttava, spesso. Tutti si ricordano di un goal che segnò alla Juventus sotto la Ferrovia, una cosa che, se ci fosse stata la Gialappa's allora, sarebbe stata tranquillamente definita un "gollonzo". Ma la palla andò dentro (credo per un 2-1 o un 2-0), e potete immaginarvi il modo in cui esplose tutto lo Stadio e, in particolare, la Fiesole. A Firenze un goal segnato alla Juventus viene ricordato per l'eternità, chiunque lo abbia fatto.
Credo che fu in quell'occasione che nacque il grido "Drogaci Dino". Lo trovavi anche sui muri, specie quelli attorno allo Stadio. E quell'altro,
"Lode a te / Dino Pagliari!", che a volte si trascinava modulato per minuti interi e che poi fu adattato al primo argentino in Viola dopo la riapertura delle frontiere, Daniel Bertoni. Tornava la metrica; ma stava cominciando a cambiare qualcosa a Firenze e nella Fiorentina. Non eran più quegli anni, cominciavano i "fatidici" anni '80.
Dino Pagliari faceva
parte di quella squadra operaia, di quella città allora tesa, viva, sempre in bilico fra le sue tante anime. Di quella Curva piena di tamburi, di ragazzi, di barbe, di capelli unti, di macchie Viola. Non ce ne siamo scordati. Per anni ci siamo chiesti: "
Ma Dino che fine avrà fatto?". Quasi tutti, io compreso, ignoravamo che fosse rimasto nel mondo del calcio; eppure, regolarmente, ogni tanto risaltava fuori.
Arriva Internet, arrivano i newsgroup Usenet e molti di noi ci si ritrovano dentro. In compagnia dei ragazzi che son venuti dopo e, a volte, ritrovandosi dopo anni e anni senza neppur sapere che magari, venti e più anni prima, s'era stati gomito a gomito in Fiesole a berciare, a far canaio, anche a menare le mani se era necessario. In quella Curva c'erano i veri Ultras Viola, nel significato più autentico del termine. Non era certo un ambientino tranquillo; ma se, ad esempio, qualcuno, allora, si fosse provato a far partire un coro razzista sarebbe volato fuori dello Stadio a calci nel sedere.
Arriva Internet, il NG it.sport.calcio.fiorentina, e un giorno qualcuno ci fa sapere che tale
Dino Pagliari è diventato allenatore della Fermana, prendendo il posto di D'Adderio. Un sussulto. Una marea di ricordi. Son ripartiti i cori, è tornata la Fiesole di due decenni fa. Dino Pagliari! Ci siamo rivisti pigiati come sardine, con le sciarpe Viola, a patire, a bestemmiare, a sgolarsi, a battere i tamburi, a farci trenate di trasferte innominabili, a tornare a volte felici, a volte muti dalla rabbia.
E Dino Pagliari arrivava in bicicletta. Col suo borsone, con la sua barba, coi suoi riccioli. Con la sua maglia Viola fuori dai pantaloncini. L'ho rivisto nella foto pubblicata sul sito della Fermana; verrebbe voglia di dire, parafrasando il poeta greco Kavafis, "e mi portò davanti agli occhi / uno stadio non più riconoscibile / curve affollate, ora sparite / e maglie e sciarpe, com'erano una volta".
Chiedo scusa al sommo poeta alessandrino per avergli un po' arbitrariamente modificato i sublimi versi della poesia "Dalle nove".
Beh, Dino, in bocca al lupo. Ora conta il presente. Lavora bene. E lo farai, ne siamo sicuri.

 

Shimon Agosto 25th, 2006

Firenze ha un pubblico tosto, difficile, a volte anche cattivo ai limiti della perfidia, ma fondamentalmente giusto. Sa riconoscere le persone vere, pulite. Sa guardare oltre i loro meriti e le loro capacità tecniche. Altrimenti perché ricorderemmo con grande affetto giocatori onestamente scarsi come il mitico Dino Pagliari o avremmo fatto le magliette con il volto di Faccenda-Leggenda?
Queste sono le volte che sono contento di essere fiorentino e far parte di questo pubblico.

 

Dino Pagliari: un uomo, un mito

Dino Pagliari: da eroe della Fiesole a allenatore rivelazione

*Riccardo Venturi* <venturik@katamail.com> 13/02/2007

 

Da capellone adorato dai tifosi ad allenatore che ha costruito il Ravenna, attuale capolista del girone B di C1. E' la storia di Dino Pagliari, un passato con la maglia della Fiorentina, eroe della Fiesole ("Lode a te, Dino Pagliari") per i lunghi capelli e la barba incolta, 44 partite e 6 gol in serie A, uno proprio alla Juventus.
Dino era famoso
per andare allo stadio in bicicletta, abitudine che ha riproposto a Ravenna. "Abbiamo trovato una cosa che non si può acquistare: il gruppo. Questi ragazzi si divertono a stare insieme e io mi diverto a stare con loro" dice Pagliari a "La Gazzetta dello Sport". Lo descrivono schivo, ironico e spiritoso, ora come allora. E'
la storia di Dino Pagliari, eroe in maglia viola, allenatore
rivelazione del Ravenna.



Ale 69 16 Maggio 2007

Pagliari: nel calcio le idee e la competenza alla fine pagano


Ha detto bene come sempre il GRANDE DINO PAGLIARI (complimenti Mister per la splendida promozione del suo Ravenna) gente seria e competente alla fine fanno si che i risultati arrivano, ogni persona all'interno di uno staff deve rispettare la propria posizione e se l'individuo che è al vertice della piramide non è in grado di poter far coesistere tutte le componenti è meglio che si metta da parte! ecco la diversità tra l'Alessandria e il Ravenna.

 

MichelaViola 21/05/2007

Buonasera , la tua pagina è già bella così, soprattutto perchè sei riuscito a portare in questo sito la storia di Dino Pagliari, storia che dovrebbe essere apprezzata da tutti!
Una risposta così, riguardo alla festa per la promozione sua e del fratello, è tipica di questo personaggio e gli fa onore!
Mi ricorda un certo Vendrame, conosci?


DrHouse 22/05/2007

Mi sono commosso leggendo questo tuo racconto sul GRANDE DINO PAGLIARI.
Mi viene in mente una canzone di Gianni Morandi che faceva piu' o meno cosi:Non era bello ma accanto a se, aveva mille donne se, cantava Help o Ticket to Right o Lady Jane o Yersterday.
Ecco, Lui era cosi,non era un campione ma era Grande lo stesso, e tutti eravamo pazzi per Lui.
Sarebbe bello se un giorno la Fiorentina giocasse un amichevole con il Ravenna, magari al Franchi e tutto lo stadio intonasse quel coro:LODE A TE DINO PAGLIARI.
I ragazzi di oggi non sanno neanche chi era Dino,ora sono tutti per Toni o Pazzini, ma dovrebbero guardarsi qualche partita di quegli anni e capirebbero molte cose.
Purtroppo il calcio e' cambiato e gente come PAGLIARI o TENDI non ci sono piu'.
Quindi ben vengano i ricordi, e perche' no, qualche lacrima.

 

kalzino 25/05/2007

GRANDE DINO!! BELLA PAGINA...COMPLIMENTI!
SAI UNA VOLTA....AVRò AVUTO 13 ANNI....ANDAI A VEDERE GLI ALLENAMENTI DELLA FIORENTINA E DA UNA PORTA DELLO STADIO USCI PAGLIARI CON LO ZAINO MILITARE ANNI 70 …. QUELLO A TRACOLLA DA SCUOLA PER INTENDERSI....GLI CHIESI UN AUTOGRAFO ... MI SCHIVò ... E MI DISSE ... FATTELO FARE DA "ANTONIO" ... è DIETRO DI ME!!
MA IO LO VOLEVO DA LUI … C***O ... NON DA ANTOGNONI!!

 

 

FORZAVIOLA62 28/05/2007

HAI RAGIONE , PAGLIARI ERA UN GRANDE PERSONAGGIO ANCHE SE NON ERA UN campionissimo,bravo figo 61, te lo dice uno che quelle partite le vedeva tutte in Fiesole compresa quella nella foto, ciao e sempreforzaviola.!!!!!!

 

Andrea Luglio 20th, 2007

Che cosa ho fatto di male ad essere per la Fiorentina….Ho vinto l’ultimo campionato che ero un bambino di 10 anni…Sono diventato laureato honoris causa in giurisprudenza a seguire le vicende giudiziarie che riguardavano i viola ed oggi arriva Vieri….Al peggio non c’è mai fine….Rispondimi sono un tuo coetaneo….Mi divertivo di più con Dino Pagliari e se si batteva la Juve ci bastava per tutto l’anno…

angus67 15/06/2008

Certi ricordi non hanno prezzo!!!  Dino era un personaggio unico,irripetibile forse. Fa piacere ke alcuni, come te, amino ricordarlo. Per come vedo il calcio io meglio lui ke 100 Edmundo,nonostante la differenza tecnica!!!!Ma Lui aveva un'anima almeno....l'altro se la vede con i tribunali!!MAh.....son lacrime amare a volte....ciao Figo61.

 

il_MambaViola 16/06/2008                                            

Hai ragione, ho antiche testimonianze dei miei parenti che mi fanno sembrare Pagliari un vero mito rispetto ai mercenari di oggi... Loro magari sono più ricchi ma dentro sono davvero dei poveracci rispetto all' immenso Dino. Sarebbe stato bello poterlo tifare, mi dispiace non aver avuto questa possibilità. Lo seguivo come allenatore ma i dirigenti del Ravenna lo hanno esonerato bruciando molto tempo di lavoro e passione che ci aveva messo il mitico Pagliari. Mi dispiace sinceramente. ............................................................. ...............................Aste Viola Ebay 12-12-2005 < La nuova perla ce la fornisce Ebay ed un venditore, tale "asteviola", che ci propone "un ciuffo di capelli di Dino  Pagliari".
"Ciuffo di capelli biondi appartenente a Dino Pagliari, stella della Fiorentina anni '70, rinvenuto nella doccia dell'Artemio Franchi da Alberto dopo la partita amichevole Fiorentina - F.C. Velletri  del 12 settembre 1979. Dino Pagliari, detto anche Jesus Christ, è inoltre famoso poiché la tifoseria Viola coniò il celebre inno
"Lode a te Dino Pagliari" poi ripreso da tutte le tifoserie d'Italia."
Forza l'asta durerà ancora 34min!!!

 Da  www.nntp.it/sport-calcio-fiorentina     27/01/2008

Tanti auguri a Dino Pagliari: l’ex attaccante della Fiorentina compie oggi 51 anni, essendo nato il 27 gennaio 1957 a Macerata. Arrivò a Firenze nell’estate 1974, ma fu mandato in prestito in serie B alla Spal e alla Ternana per fare esperienza. Esordì in serie A il 22 ottobre 1978 in Fiorentina-Lazio 3-0. Giocò in viola solo 44 gare di campionato - quelle delle stagioni ’78-’79 e ’79-’80 -  segnando 6 reti, ma ha lasciato un ricordo indelebile per il suo essere anticonformista: andava agli allenamenti in bicicletta.

     Panchina d'Oro a Prandelli
FIRENZE, 4 febbraio 2008 - L'allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli ha vinto la Panchina d'Oro per la stagione 2006-2007. A votarlo sono stati gli allenatori riuniti a Coverciano. Prandelli ottiene il riconoscimento per il secondo anno consecutivo. La Panchina d'Argento, per la serie B, è andata all'allenatore del Genoa Giampiero Gasperini.
Prandelli ha
dedicato il Premio a Salvatore Garritano, "un mio ex compagno - ha detto il tecnico viola - che ora è un po' in difficoltà". Quest'anno, per la prima volta, il settore tecnico della Figc che organizza il Premio ha inserito anche la Panchina d'Oro e d'Argento per la serie C.  Sono andate ai
fratelli Giovanni e Dino Pagliari. Giovanni è stato premiato con quella d'Argento per il campionato vinto in C2 con il Foligno (il premio è stato ritirato dal fratello Dino). Dino, invece, ha avuto quella d'Oro per aver guidato il Ravenna.

alessandro_zoi  20/06/2008 
Mi hai messo nostalgia. Vorrei tanto tifare ora per un Pagliari. Sono dell'80 e forse l'unico giocatore tipo Pagliari che io ricordi è Beppe Iachini, regge il paragone secondo te? Lo sai che da quando ho letto la tua pagina tifo alla grande per la squadra di DINO?<  

 

LANCIANO ....27-01-2009........... .....Dino Pagliari dal campo alla panchina. Fu l'hippy del calcio che stregò i tifosi della Fiorentina di Antognoni. Dal '96 a oggi ha allenato sette squadre. Anticonformista del pallone, hippy, simbolo di un calcio che non c’è più: sono le etichette che Dino Pagliari, allenatore della Virtus fresco di ingaggio, ha ereditato dal suo passato da calciatore, quando era celebre, oltre che per le gesta sul campo, anche per quel look barba e capelli lunghi, comunque non rarissimo negli anni ’60. Spulciando su internet vengono fuori racconti, soprattutto di tifosi viola, che lo ricordano arrivare al campo in bicicletta o a piedi, vestito con l’eskimo. Uno stile che spinse qualcuno a celebrare la rete lampo di un Fiorentina-Torino 1-0 nel campionato 79-80 scrivendo sui muri «Drogaci Dino!». In molti sostengono anche che, proprio per lui, fu coniato il coro «Lode a te...», nato come «Lode a te Dino Pagliari» dopo il gol del pareggio contro la Juventus a Torino nel 1978-79. In due anni di serie A furono sei le reti realizzate dal neoallenatore della Virtus, che ha compiuto 52 anni proprio nel giorno dell’ingaggio con il club rossonero. È il 1996 quando Pagliari comincia la sua carriera da tecnico, allenando la Vis Pesaro in C2. Due anni dopo lascia la panchina pesarese al fratello Giovanni, anch’egli allenatore ed ex calciatore, e guida per due anni la Maceratese, sempre in quarta serie. I primi passi da tecnico tuttavia li muove in Puglia come allenatore in seconda del Casarano nel 1991, e poi per tre stagioni nelle giovanili della Fidelis Andria. Con la Fermana nel 2001-2002 affronta per la prima volta il Lanciano da allenatore avversario: in casa finisce in parità (1-1), mentre a Fermo la squadra di Fabrizio Castori che sta rincorrendo i play-off viene sconfitta 1-0, proprio una settimana prima di strapazzare il Giulianova e conquistare l’accesso agli spareggi promozione. Pagliari conosce l’amarezza dell’esonero ad Alessandria, e quindi allena il Chieti in C1. Con i neroverdi non ha fortuna di fronte al Lanciano di Puccica: all’Angelini finisce 0-0, al Biondi 1-0 per i frentani. Ai teatini Pagliari permette però di conquistare il miglior piazzamento della loro storia recente in terza serie. Dall’anno successivo si afferma come allenatore d’alta classifica in C1. Nel 2004-2005 porta il Frosinone ai play-off del girone A, dove i gialloblù vengono eliminati dal Mantova in semifinale. Nel 2006-2007, quando tra l’altro espugna il Biondi determinando l’esonero di Andrea Camplone, riporta il Ravenna in serie B. Dopo il trionfo l’avventura giallorossa di Pagliari è abbastanza tormentata, e finisce con il secondo esonero deciso dalla dirigenza ravennate nell’aprile dello scorso anno. Oggi, a distanza di otto mesi, il tecnico marchigiano torna in panchina.

 

 

 

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FIRENZE....27-01-2009.....da STORIA VIOLA nel sito FirenzeViola.it ....

Auguri a Monelli e Pagliari .........di Leonardo Menicucci....... Grande DINO PAGLIARI ....Grande FIORENTINA......GRAZIE FIRENZE.....!!! Sono passati 30 anni e ancora ci ricordiamo di lui per il suo immenso attaccamento alla maglia viola e per il suo modo di comportarsi con noi tifosi...... Queste sono le volte che sono contento di essere fiorentino e far parte di questo pubblico. ............................................... .............................................. ...............................................

 

Dal Blog “Rock e gol” di Benedetto Ferrara su Firenze Repubblica.it  

DINO PAGLIARI FOR SINDACO

 Le elezioni costringeranno tutti a parlare del futuro della città. I due candidati democristiani sono simili: uno è un politico che gioca a calcio, l’altro un calciatore che gioca in politica. Parleranno di pallone, viene da pensare. Cioè dello stadio. Della mitica cittadella viola, che è come la terra promessa. E così il progetto ripartirà a tutta forza. Firenze crescerà per seguire la Fiorentina. Un polo sportivo, nuovi luoghi per dare un senso alla città. Arte contemporanea e viabilità sostenibile. Fair-play ed entusiasmo: Firenze è un modello per tutti. Di calcio. E di idee nuove. Di pulizia e di un’economia che gira col turismo delle idee e non solo con quello dei pullman che lasciano i motori accesi sul lungarno o al piazzale, così, tanto per ure chi sta intorno. Meno buche, più simpatia. Firenze città del Rinascimento, della cultura, dell’amore per il bello e del calcio che diverte e magari vince anche un po’. Una società disponibile, giocatori umili sul campo che non cercano alibi e giornalisti più costruttivi e meno acidi. Tutti uniti per lo stesso obiettivo. E così il futuro è nostro. Col Pranda saldo in panchina come mister Fergusson, con la consapevolezza che prima o poi qualcosa di fantastico accadrà. Mah, qui ormai è tutto finito. Renzi, Galli. Siamo messi di nulla. Allora era meglio Dino Pagliari.

 

martort scrive 25 marzo 2009 alle 11:33

Espressioni come “la verità sta sempre nel mezzo” non mi hanno mai convinto, ma il giochino di cercarsi una strada fra gli opposti estremismi luce accesa/luce spenta può essere divertente. Cominciamo dalle certezze, allora: fra Renzi e Galli non avrei alcun dubbio nel votare per Dino Pagliari e magari, per una volta dopo tanti anni, uscirei dal seggio senza quella spiacevole sensazione di essermi dimenticato qualcosa. A livello politico, mi auguro che Firenze non sia un esempio da seguire (il partito di sinistra prova a candidare un democristiano, sconfitto alle primarie da uno più a destra di lui; il partito di destra candida una persona rispettabilissima, ma comunque sul libro paga del padrone), mi sembra piuttosto l’ennesimo esempio di un qualcosa già visto da altre parti. Se l’economia riprenderà a girare, francamente non lo so e sinceramente mi interessa poco: continuo a pensare che chi può dovrebbe fermarla e magari iniziare a muoverla in senso contrario, verso le persone e non verso le imprese. Mi pare che in giro per il mondo stiano cominciando a fare qualche timido tentativo in questa direzione, ma da noi? La parola d’ordine è “ottimismo” e “rilanciare i consumi”, come se non si fosse già consumato abbastanza. Venendo alla Fiorentina, perdonatemi, ma cosa sia “il progetto” non l’ho ancora capito. Forse quello della cittadella viola? Mi accontenterei di un centro sportivo, anche piccolo ma funzionante, per permettere a Prandelli di lavorare in tranquillità come vuole lui. Poi i bilanci della gestione tecnica si faranno al termine di ogni stagione e fino ad adesso, da quando in panchina c’è Prandelli e dietro la scrivania Corvino, mi sembra ci sia poco da lamentarsi: abbiamo sempre ottenuto un piazzamento superiore alle nostre effettive capacità.

 

leo561 scrive: 25 marzo 2009 16.53

 Forse abbiamo voglia di parlare di Fiorentina perchè il resto è deprimente. Considerando Dino Pagliari come un prodotto degli anni 70 si vede la differenza con i tempi di oggi. Mi ricordo che un mio amico mi raccontò di quando vide arrivare ai campi Pagliari e Ferroni in due su un vespino 50. Dino Pagliari più che un calciatore sembrava un incrocio tra Gesù e un extraparlamentare di sinistra. Il gioco tra pessimisti e ottimisti è come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Io preferisco misurare quanta acqua c’è nel bicchiere e confrontarla con quanta ce ne era nel passato. Dino Pagliari sindaco e come vicesindaco vedrei bene Socrates.

 

 

 

 
 
 Commenti 
 
La Fiorentina non è soltanto un amore sportivo perchè fare il tifo per questa squadra non è comodo. Si vince poco, si è presi in giro con inquietante puntualità. Ma essere tifosi della Fiorentina prescinde dai risultati sportivi, è un segno distintivo, un modo per riconoscersi, per riunirsi, un "pass" irrinunciabile sia per chi a Firenze ci è nato, come me, sia per quelli che questa città l'hanno scelta. Ecco, la fiorentinità, quella che molti considerano una malattia, per me significa scegliere, combattere, stare dalla parte meno comoda, ma spero più vera.
 [Manson 01/05/2010 20.29.31] 
 
certo che è mia!!!!!!!
 [VIOLAVAGABONDA 17/09/2009 19.42.01] 
 
tifo Fiorentina dall'età di 8 anni e non ho mai cambiato fede calcistica!!!il mio sangue non è rosso ma VIOLA!!!!
 [VIOLAVAGABONDA 17/09/2009 17.26.08] 
 
quella maledetta maglia rossa porta una sf**a esagerata!!!!
 [VIOLAVAGABONDA 17/09/2009 17.18.23] 
 
ciao figooooooooooo, tutto bene se non fosse per il fatto che ieri sera mi sono incazzata come una bestia!!!!
 [VIOLAVAGABONDA 17/09/2009 17.02.13] 
 
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Il gol di Ljajic all'andata con la Lazio8,72%
Il gol da fuori area contro l'Inter di Jovetic7,05%
La bomba di Roncaglia a Parma6,90%
Il lancio di Aquilani per Jovetic contro l'Udinese5,53%
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