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Nickname
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Chiaraviola
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Nome
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Chiara
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Data di nascita
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07/04/1979
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Sesso
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F
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Città
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Bergamo
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Nazione
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Italia
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Home page
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Iscritto dal
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21/11/2001 23.57.00
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Occupazione
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Architetto
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Titolo di studio
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Laurea 2° Livello
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attualmente NON E' on line
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Chiara in arte Chiaraviola tifa Fiorentina da quando il suo babbo la portò a vedere un Fiorentina Torino nel maggio 1987 e per lei fu una folgorazione...Un cuore viola del nord, ecco come spesso sono stata definita. Come tanti altri, per la verità. Sono parecchi i cuori che battono per la Fiorentina al di fuori di Firenze. Pochi lo sanno, o meglio quei pochi che sanno preferiscono non vedere. Qua al nord Italia tifare viola è spesso sinonimo di qualcosa di strano, di inspiegabile… eppure noi, tiriamo sempre fuori il petto e con orgoglio infinito manifestiamo il nostro amore. Un modo di stare al mondo, una diversità che ci rende migliori, profondi, veri. Non è la prima volta che lo dico, ma non riesco a fare a meno di ribadirlo. Tempo fa dissi che la Fiorentina come i grandi amori non stanca mai. Non sono mai riuscita a trovare una frase più tagliente e incisiva.
La mia seconda volta assoluta allo stadio, Atalanta Fiorentina 0-1 (Baggio), marzo 1989... il giornale locale testimoniò curiosamente la mia presenza allo stadio, io sono quella con il piumino giallo, babbo è sopra di me, in parte c'è il mio amico Pito tifoso dell'Atalanta... vedevo pochino mi sa, ma di quella partita ricordo TUTTO. In particolare il gol (o meglio l'esultanza) di Baggino verso il curvino viola e il rigore parato da Pellicanò, mitico portiere in seconda della Viola...
La mia prima Fiorentina che ho cominciato a seguire seriamente...
C'E' POCO DA FARE, TRA LE CURVE MIGLIORI D'ITALIA E ADDIRITTURA D'EUROPA CI SIAMO NOI... POPOLO VIOLA, UNA CURVA CAUSTICA E PASSIONALE, DA BRIVIDI... SONO 20 ANNI CHE VADO ALLO STADIO E LA FIESOLE NON SMETTE MAI DI FARMI BATTERE FORTE IL CUORE....
Nessun toscano può dirsi tale se non ha a cuore Firenze. Nessun fiorentino può dirsi tale se non ha a cuore la Fiorentina (Indro Montanelli)
… non è un caso che tifo Fiorentina… una squadra, che come me è così diversa dalle altre, che ha sofferto tanto e che per vincere deve faticare quattro volte più delle cosiddette squadre a strisce… ma la cosa più bella della Fiorentina è Firenze.
Sapete quale è il suo insegnamento più grande? La bellezza.
Per una come me che abita a Bergamo, città tranquilla che però non sa cosa vuol dire vivere in modo passionale.. Firenze ha colmato la mia disgrazia di vivere in mezzo a gente magari buona e paziente (i bergamaschi) , ma che il mio cuore non riusciva a capire… non è facile entrare nel cuore dei Fiorentini… io ci ho messo 7 anni… ma ne è valsa la pena… sono persone dallo straordinario spessore umano e dalla enorme forza morale… immediato il feeling con alcuni di loro.. e non solo perché tifavo Fiorentina. Perché loro vivono in una città dalla bellezza disarmante… e questo rischia di diventare una sorta di boomerang… ti costringe a camminare a testa alta… e ogni cosa a Firenze rischia di non apparire abbastanza bella… e poi i Fiorentini ti fanno la radiografia.. in un frammento di secondo ti mettono a nudo.. ti smascherano con i tuoi pregi e i tuoi difetti….e se non sei una persona Vera è finita. Ma per me Firenze è stato ed è ancora oggi un insegnamento di vita.. ogni volta che ci vado imparo.
QUESTI SONO I MIEI ARCHITETTI PREFERITI
OSCAR NIEMEYER
La sede Mondadori a Segrate (Mi)
"La vita? Per me è semplicemente una donna accanto e i figli che vengono" Oscar Niemeyer
JEAN NOUVEL
Il museo del mondo arabo, Parigi (Francia)
RENZO PIANO
Gli schizzi di Renzo Piano
Il museo Klee a Berna, Svizzera
IL MIO LAVORO... UNA PASSIONE?... NON LO SO... SONO 10 ANNI CHE FACCIO ARCHITETTURA E ANCORA NON L'HO CAPITO, MA UNA COSA E' CERTA: MI TOCCA LAVORARE PIU' DI 8 ORE AL GIORNO PER FARE UNO DEI MESTIERI PIU' DIFFICILI DEL MONDO... ACCIDENTI A ME!
MA SE C'E' UNA COSA CHE DEVO RINGRAZIARE AL MIO MESTIERE E' QUELLO DI "COSTRINGERMI" QUOTIDIANAMENTE A NON ESSERE SUPERFICIALE, A NON TRALASCIARE ALCUN DETTAGLIO, A CURARE I PARTICOLARI... E AD ESSERE SINCERA CON QUELLO CHE FAI E CON LE PERSONE CHE FREQUENTI, ALTRIMENTI NON SAREBBE POSSIBILE ESSERE UN BUON ARCHITETTO. INOLTRE E' UN OTTIMO ALLENAMENTO PER AFFINARE I PROPRI GUSTI E MISURARSI SPESSO CON I CONCETTI DI ESTETICA E BELLEZZA...
ALVARO SIZA
Padiglione a Anyang, Corea del Sud
MATTEO THUN
Terme di Merano
ALVAR AALTO
Trust me: I'm an architect (Renzo Piano)
Opera House di Helsinki (Finlandia)
Ho citato i più grandi, architetti famosi e geniali... ma ce ne sono tanti, meno blasonati che meritano e che lavorano in silenzio... vorrei che in Italia ci fosse una burocrazia e una normativa più flessibile e meno stagnante, che promuovi concorsi e valorizzi tanti giovani progettisti, che altrimenti verrebbero ogni volta penalizzati e scavalcati da misteriose lobby di potere per favorire studi di progettazione protetti, spesso di scarsa qualità: il paesaggio urbano è una risorsa molto preziosa e non ne vale la pena deturparlo costruendo edifici anonimi e di cattivo gusto... Mi chiedo: una bella architettura, uno spazio ben attrezzato e armonico non può contribuire a stare meglio e rendere migliore la gente che lo vive? A volte basta riflettere un pò per capire che non possiamo più perdere tempo.
Loro mi hanno insegnato che senza poesia non c'è Architettura
"Per fare architettura bisogna essere sinceri: con se stessi, con le cose che progetti, con le persone che ami" E.F.
,,,da architetto posso guardare con sorriso al passato... riconosco che le fatiche e i momenti difficili aiutano a capire meglio la vita.... un percorso senza difficoltà non è realistico... un pò come la differenza, come dice il poeta Fran, tra bufalo e locomotiva... la locomotiva ha la strada bella tracciata, dritta.. senza momenti di sbandamento.. il bufalo, invece, cade spesso... e ogni volta si deve rialzare per ritrovare la propria strada.... fare l'architetto è fatica vera... cercare di diventarlo ancora di più.
Ho passato momenti molto duri perchè non avevo doti naturali... non ho genitori architetti, non ho alle spalle una tradizione di una famiglia artista... e oltretutto non mi piaceva nemmeno disegnare... mi ha salvato l'amore per la scrittura e la mia curiosità.... ma questa è un'altra storia.
Devo molto al Politecnico e ai professori che ho avuto e con i quali ho sostenuto i 37 (!) esami.... ma soprattutto non sarei la persona che sono ora senza Emilio e Maria Pilar, quando li ho incontrati non ero nessuno, smarrita, senza un briciolo di speranza... loro mi hanno come raccolto e riportata sulla giusta strada... non finirò mai di ringraziarli. D'ora in poi ogni istante vissuto progettando sarà dedicato a loro. E' il minimo che posso fare.
LE MIE PASSIONI
MARK ROTHKO
FRANCIS BACON
JEAN MICHEL BASQUIAT
Cogliere la vita pura con il cuore e fare bellezza con la mente: questa è l'arte
PAUL CEZANNE
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