Quando la comunicazione (della Fiorentina) crea i casi

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Si chiama società della comunicazione quella in cui viviamo, con i social network, i siti internet, le radio, le tv, i giornali, ma comunicare in casa Fiorentina è sempre e comunque maledettamente difficile. Anche perché, come ha detto lo stesso Vincenzo Montella “Non devo spiegare tutte le volte le mie scelte”. Ci mancherebbe altro, per lo meno sul fronte scelte tecniche, visto che a critica Brillante perché titolare a Roma? Perché il cambio di Gomez contro il Genoa? Perché fuori Pasqual nelle prime due giornate? Montella non si è mai sottratto dal dare delle risposte, così come la società nella figura di Andrea Della Valle nel post Genoa.

 

AQUILANI Ma su alcune tematiche ci vorrebbe forse un tatto diverso. Come nel caso ultimo, di Alberto Aquilani: “In Europa League non li scelgo io i giocatori in conferenza stampa, l’ufficio stampa sceglie i giocatori. Poi c’era l’ultimo allenamento da fare, aveva un piccolo problemino e non volevo rischiarlo, anche in vista di domani. Tutto qui, non devo dirvi per forza tutto ogni volta. Non c’entra niente il contratto. Spero di recuperarlo per domani… se mette a posto il contratto (ride, ndr)”.

 

Situazione rientrata, dunque, ma nessuno aveva comunicato che il numero dieci viola aveva accusato un affaticamento, sarebbero bastate poche righe o un report medico e non si sarebbe creata nessuna polemica. Anche perché Aquilani in tribuna, fa notizia, anche se si tratta solo di Europa League. Anche perché, se aveva avuto un affaticamento muscolare, perché inserirlo nella lista dei convocati? E solo poche ore dopo la conferenza stampa del pre Europa League nella quale Aquilani aveva aperto al rinnovo, il giorno dopo le notizie andavano da tutt’altra parte. Poi Aquilani finisce in tribuna, ed era fin troppo automatico pensare a qualcosa di più della scelta tecnica. Il tutto, ripetiamo, perché nessuno aveva informato del problema fisico accusato dall’ex Roma.

 

IL PRIMO FU GOMEZ In principio furono le 6-7 settimane previste per il rientro di Mario Gomez. Periodo di recupero dalle tempistiche standard, annunciate dalla stessa società viola che però non ha parlato per settimane del problema alla zampa d’oca accusato poi dal tedesco in fase di recupero dal primo infortunio. Così, mentre i tifosi chiedevano notizie, chi a quelle domande doveva rispondere è andato in corso a previsioni sbagliate, congetture, supposizioni, errate. Perché? Perché la Fiorentina non aveva dato spiegazioni in merito. Sul secondo infortunio è accaduta praticamente la stessa cosa. E da lì la corrente di pensiero che Gomez si stesse effettivamente risparmiando per andare al mondiale. Ma non è andata così. E si è saputo solo dopo.

 

STESSA STORIA CON ROSSI Poi è stata la volta di Pepito. 15 agosto 2014, la Fiorentina informa con un report medico che Rossi ha avuto una contrattura, roba da poco. Ma i primi giornali iniziano a parlare di interessamento del menisco. Già dai primi giorni qualcuno parla di mesi di stop, per altri roba da poco. Allarmisti, e falsi. Così sono stati definiti coloro che iniziavano a parlare di problemi seri per Rossi, salvo poi trovare la ragione nei fatti. E quando qualcuno ha fatto questa domanda alla Fiorentina, chiedendo il perché di un report medico fasullo diramato a metà agosto la società viola si è limitata a parlare di Privacy. 

 

Dimenticandosi, ed il discorso è valido sia per Rossi che per Gomez, che si tratta comunque di due patrimoni non solo della Fiorentina, ma anche e soprattutto dei tifosi viola che vivono a pane e Fiorentina, che la mattina comprano i giornali, accendono e aggiornano con smania i siti internet, ascoltano le radio, guardano le trasmissioni tv per avere aggiornamenti sulle condizioni di Rossi e Gomez. Se qualcuno ha dei dubbi può tranquillamente avere accesso a dati di ascolto e visualizzazioni nei giorni e nei minuti dove erano previsti report medici su Pepito dagli Stati Uniti, dove si sono registrati picchi incredibili e raffiche di messaggi. Purtroppo, da quando Pepito è un giocatore viola è accaduto più volte, ed è accaduto lo stesso con Gomez.

 

Passando poi per l’uscita infelice dello stesso Mario Gomez che in una sorta di lettera aperta (non l’ultima di poche ore fa) si era scagliato contro ex medici che facevano diagnosi senza sapere le cose. Riferimento implicito a colui il quale tutti gli organi di informazione si erano e si continuano ad appellare quando ci sono infortuni in casa viola, senza fare nomi per avere opinioni e spiegazioni più specifiche. 

Insomma, comunicare è maledettamente difficile, ok. E quando i casi vengono creati in maniera infondata ha pure ragione la Fiorentina a trincerarsi dietro se stessa, altre volte, però, dovrebbe capire che è lei stessa a crearli. E quello legato ad Alberto Aquilani è solo l’ultimo, fino ad oggi. Speriamo l’ultimo anche da qui in avanti. Anche se il problema comunicazione, a Firenze, è sempre stato di casa. Intanto c’è l’Atalanta da battere, il treno Champions, montati a parte, non aspetta più. 

Autore: Redazione Fiorentina.it