Quando troppo, quando nulla. Dalla farsa è finita al silenzio

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Quando farsi del male è di casa. E Firenze si spacca ancora una volta. Proprio nel momento meno indicato col Milan alle porte e l’inizio del campionato ormai arrivato. Il nodo Joaquin si è trasformato nel corso dei giorni in vero e proprio caso. E non solo perché chi lo incontra per strada o all’uscita dal centro sportivo se ne torna a casa incupito e rassegnato, ma anche perché ogni messaggio che lancia lo spagnolo stesso assume i toni di una vera e propria mannaia. E non saranno come i tic tac tic tac dell’agente di Salah e le umoristiche prese in giro sui social di Salah stesso, ma Firenze si sente tradita. Profilo umano di spessore, uomo spogliatoio e forte dal punto di vista tecnico Joaquin. Talmente forte dall’assumere le fattezze dell’insostituibile nonostante i suoi 34 anni. Ma la stima dei tifosi nei suoi confronti è drasticamente crollata nelle ultime ore.

L’agente dello spagnolo ha ricevuto mandato di trovargli squadra. Lui vuole tornare al Betis. Gli spagnoli lo vogliono, ma senza cacciare denaro contante. E la Fiorentina tace. In via ufficiosa la posizione è chiara: il contratto di Joaquin scade nel 2016, e resterà qua. Quella ufficiale è stata affidata a Vincenzo Guerini: “I Della Valle fanno rispettare i contratti”. Ma….Firenze si spacca. Tra chi accusa la società di aver gestito male la vicenda e chi ha già scaricato Joaquin stesso sollevando la proprietà da ogni tipo di responsabilità. Esercizio facile in una città dove a colazione si mangia pane e Fiorentina. Ma il tempismo, ancora una volta, evidenzia tutte le falle di un sistema che non riesce mai ad impedire che questo accada.  

 

Possibile che nessuno in viale Fanti si fosse reso conto di quanto la piazza gigliata fosse legata a questo calciatore? Una vicenda nella quale serve al più presto una posizione ufficiale. Di quelle da Andrea Della Valle, possibilmente non tramite comunicati, perché al momento Joaquin è nell’undici titolare di Fiorentina-Milan. Tempismo, appunto. Magari evitando di far esprimere quei concetti a Joaquin stesso nel post Chelsea-Fiorentina ed evitando la creazione di un caso.

Un po’ come quando alla vigilia di Fiorentina-Udinese il Presidente Operativo Mario Cognigni espose al pubblico linciaggio Montolivo con il suo “la farsa è finita” , o come quando alla vigilia di Parma-Fiorentina venne pubblicato quel comunicato su Neto che tanto fece infuriare lo spogliatoio viola visto il legame che si era venuto a creare col portiere brasiliano (Pizarro su tutti). Fino ad arrivare alle rassicurazioni sulla permanenza di Salah, con i 18 mesi di contratto sbandierati per settimane omettendo la scrittura privata della discordia, passando per la vicenda Montella fino ad arrivare alle dichiarazioni avventate di Rogg sul futuro di Gomez.

 

Quando troppo, quando male e quando nulla insomma. La comunicazione e le strategie viola continuano ad evidenziare qualche piccolo problema. E Firenze attende la fine dell’ennesimo caso estivo. Un’estate nella quale la vicenda Milinkovic-Savic è diventata quasi insignificante per il ripetersi continuo di casi e vicissitudini avverse. Un’estate da superare e buttarsi alle spalle definitivamente al più presto e dalla quale poter/dover imparare qualcosa per crescere ancora. E comunque vada a finire tra mercato e vicenda Joaquin, un’estate al termine della quale ringraziare chi con una prova di fede immensa continua a fare sacrifici ed avvelenarsi il fegato per la propria ragione di vita. Che non è il Betis, ma si chiama Fiorentina

Autore: Gianluca Bigiotti, Fiorentina.it