Quanta sfortuna per Ilicic: ha preso il sesto palo della stagione

di Giampiero Masieri - La Nazione

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ILICIC ha un secondo lavoro, è il puntuale fornitore di una nota falegnameria. Sei pali già consegnati, compreso quello d’ieri. La Fiorentina non sa più dove guardare. Ha ragione, ma alzi bene gli occhi e si consoli, anzi di più, con Kalinic. Con lui c’è sempre speranza, magari dal novantesimo minuto in poi, ma sì, in poi. Avevano fatto bene i cinesi a tentare acquisti al Pitti Calcio. E’ stata molto lunga la trasferta, fino in Calabria, dove la Viola si presentava contro l’esordiente Football Club Crotone 1956 sul campo chiamato Ezio Scida, via Giovanni Paolo II semmai. Durante la settimana era stato un continuo discorrere e beninteso discutere su chi arriverà e di sicuro arriverà, al posto di Sousa. Non staremo qui, con i «sembra che», «pare», «si dice».Gli esperti di calcio mercato palleggiano con quei dubbi. E’ il loro compito.

QUI SARÀ meglio concentrarsi sulla partita. Le squadre si avviavano al pareggio e in quel caso non sarebbe giusto lamentarsi con un insofferente «uffa», per dirla alla svelta. Poi è successo quello a cui Kalinic ci ha abituati, il gol. Con un evviva lungo così al bravissimo Nikola. Due gol all’ultimo tuffo uguale sei punti. I cinesi diranno certamente parolacce nella loro lingua, ma Kalinic è della Fiorentina.