Quattro anni dopo… Da Pizarro a Badelj, ‘cervelli indecisi’ in scadenza

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FIORENTINA-NAPOLI 29-04-2018. MILAN BADELJ SALUTA. SILPRESS/GALASSI SILVANO

Trattative, tira e molla, volontà del giocatore e prezzo dell’ingaggio. Da Daniele Pradè a Pantaleo Corvino, da Vincenzo Montella a Stefano Pioli. La Fiorentina del futuro da costruire, con un grande punto interrogativo sul ‘cervello‘. Sul metronomo della squadra, su chi dovrà essere il fulcro del gioco. Da David Pizarro a Milan Badelj, un cileno e poi un croato. La storia viola in qualche modo si ripete, a distanza di quattro anni.

Era l’estate 2014, Pizarro era reduce da due grandi stagioni con Vincenzo Montella. La Fiorentina che si affermava in Italia (sfiorando la Champions e perdendo la finale di Coppa Italia) e in Europa League, preparando una nuova stagione da attesa protagonista. A Moena, però, un grande punto interrogativo: “Sarà una Fiorentina con o senza David Pizarro?”. Chiaro che tutto sarebbe cambiato per Montella, nell’impostazione del proprio gioco e della propria squadra. Si facevano nomi di sostituti, registi ma anche mediani più incontristi. Addirittura il cileno, che aveva il contratto a scadenza giugno 2014, rimase svincolato per qualche giorno. La tentazione di tornare a giocare in Cile, la voglia però di continuare il percorso con Montella. Ecco che a metà luglio, dopo un lungo tira e molla, arrivò il rinnovo, e la Fiorentina ripartì con Pizarro in mezzo al campo.

Successe anche l’estate prima, nel 2013, quando al termine della prima stagione con Montella l’agente di Pizarro uscì all’improvviso: “David vuole cambiare squadra ed andare in una big”. Si era rilanciato, voleva tornare a giocare a livelli più alti, quelli che aveva calcato qualche anno prima con Manchester City, Roma e Inter. In quel caso il ruolo del Pek era ancora più centrale nella Fiorentina di Montella, e alla fine ci fu la fumata bianca.

Momenti diversi e anche cifre diverse in ballo (Pizarro guadagnava 700 mila euro), ma situazione simile con Milan Badelj. Contratto in scadenza tra poche settimane, un Mondiale alle porte e la voglia mai nascosta di giocare la Champions League. Del resto, chi in Nazionale gioca in mezzo a Modric, Rakitic e Kovacic qualche pensiero potrebbe farcelo. Forte, però, il legame con Firenze. Ancora più intenso dopo il dramma Astori: Badelj si è preso la fascia e la responsabilità di un ruolo da leader, per continuare il percorso sugli insegnamenti di Davide. Una spinta forte, dal cuore. E le carte in tavola sono cambiate.

Basterà per arrivare al rinnovo? La trattativa con la Fiorentina continua, ma le cifre circolate (1,3 milioni a stagione per tre anni, mini-ritocco dell’ingaggio rispetto al contratto attuale) probabilmente non rappresentano una grande opera di convincimento per un giocatore che piace a grandi club in Italia e all’estero. Pioli ci spera, del resto Badelj fu tra i pochi a voler rimanere un anno fa, quando la rivoluzione ebbe inizio. Confermarlo anche adesso vorrebbe dire ripartire da una bella certezza. Da un leader dentro e fuori dal campo.
Il punto interrogativo, però, resta. Ed incide pesantemente sulla costruzione della Fiorentina del 2018/2019.