Quattro partite decisive, una classifica che piange. Cambi all’orizzonte

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E’ stato un lunedì post-partita dai due volti, per l’ambiente viola. Tifosi e critica, tutti divisi tra il considerare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto dopo il pari di Milano. Sarà per il San Siro rossonero che aveva abituato bene (tre vittorie su tre negli ultimi anni), sarà perché la squadra di Inzaghi è sembrata tutto tranne quella incensata da molti come prima candidata al terzo posto; sarà perché la Fiorentina – con il minimo sforzo – è riuscita comunque a tornare a casa con un punto da Milano. Sarà, soprattutto, per il fatto di aver concesso metà partita agli avversari, e di portarsi a casa il rammarico di averla potuta anche vincere, la partita, una volta ottenuto il pareggio.
Ma tant’è, ieri – e oggi – molti sono rimasti delusi dopo il punto di Milano, contro una diretta concorrente per l’Europa. Il motivo, principalmente, è uno: guardando la classifica, la Fiorentina appare ancora lontana dal vero obiettivo – dichiarato da più fronti – che si chiama terzo posto. Certo, con una vittoria il Milan poteva scappare a +8, ma anche adesso Udinese e Samp restano a +6 dalla squadra di Montella, e gli stessi rossoneri a +5. Distanze non certo incolmabili, quando siamo solo all’ottava giornata, ma senz’altro la classifica in questo momento piange per i colori viola, praticamente mai in corsa per le prime posizioni da inizio stagione. Andamento altalenante, da fine agosto, per la banda di Montella; ed allora, con lucidità, possiamo anche dire che i punti persi non sono esattamente quelli di domenica sera, ma piuttosto quelli lasciati sfuggire in casa contro Lazio, Sassuolo e Genoa. Almeno 4/5 punti di deficit, rispetto a quanto seminato dai viola (al netto delle difficoltà e delle carenze che comunque si sono palesate), che avrebbero dato un volto totalmente diverso alla classifica attuale. Con il punto di San Siro che, ne siamo certi, avrebbe avuto tutto un altro sapore.

Ma è proprio guardando la classifica, ed il calendario, che il momento viola assume un valore notevole. Il turno infrasettimanale introduce a dieci giorni fondamentali, prima della sosta, per la stagione viola. Quattro partite che potranno dire molto in campionato ed Europa League. Riportare entusiasmo e cominciare a risalire con continuità, oppure continuare nel rendimento altalenante e persistere a navigare ancora nella mediocrità della classifica. Questi i due poli opposti all’interno dei quali emergerà un primo bilancio importante dell’annata gigliata.
Le sfide con Udinese (in casa) e Sampdoria (a Marassi) tra mercoledì e domenica rappresentano i primi banchi di prova: le due squadre, vere rivelazioni di questo primo scorcio di stagione, occupano al momento – a braccetto – proprio il terzo posto, sono due formazioni in salute e testeranno la tenuta psico-fisica di una squadra – la Fiorentina – che ancora non ha trovato una precisa fisionomia in questo campionato. Due partite chiave che porteranno poi alla gara contro il PAOK in Europa League – un successo (ma anche un pari) potrebbe chiudere definitivamente i giochi nel girone K – e soprattutto al big match del 9 novembre contro il Napoli. Altra squadra altalenante, sin qui, quella di Benitez, contestata a più riprese dai tifosi, che nell’ultimo turno ha trovato un sussulto importante con le sei reti rifilate al Verona. Sarà questo un altro scontro diretto per la Champions, un appuntamento da non fallire alle porte della sosta.

Dovrà metterci del suo, però, anche Vincenzo Montella, per cambiare un andamento troppo discontinuo dei suoi ragazzi in campo. Bisognerà dare nuova linfa al gioco viola, spesso lento e inconcludente nella trequarti avversaria. Magari trovando qualche variante (anche a livello tattico) rispetto alle ultime uscite. Le assenze davanti ci sono e restano pesanti, ma anche contro i rossoneri sono state solo due le conclusioni nello specchio, con il possesso palla risultato spesso sterile di fronte al muro avversario. E non è escluso che qualche cambiamento importante ci possa essere già domani sera contro l’Udinese: mancherà, infatti, oltre a Gonzalo Rodriguez (squalificato, al suo posto pronto Basanta) anche Mati Fernandez, giocatore che dal punto di vista tattico è risultato determinante per l’equilibrio di squadra come trequartista nel 4-3-1-2. Nel mezzo out anche Pizarro, ed allora Montella potrebbe modificare qualcosa nelle caratteristiche della sua squadra, inserendo ad esempio un Vargas apparso particolarmente in forma nelle ultime due uscite. Con El Loco si potrebbero sfruttare di più gli esterni in posizione offensiva, peculiarità della Viola dei primi due anni di Montella venuta meno nelle ultime prestazioni. Scalpitano poi anche Ilicic, Bernardeschi e pure Joaquin, giocatore che ha collezionato solo due gettoni in stagione ma che, con un ipotetico tridente, potrebbe essere rispolverato dal tecnico viola (da non escludere a priori anche il ritorno alla difesa a tre, nelle prossime sfide). Senza contare il rientro di Gomez, ieri tornato a lavorare a pieno regime con il gruppo: anche il tedesco andrà sfruttato a dovere, all’interno di uno stile di gioco che valorizzi l’impiego di una punta da area di rigore. Ci sarà molto turnover, insomma, così come avvenuto nelle ultime gare: non solo per dare fiato a chi ha speso di più, ma anche per trovare quei cambiamenti che possano dare una svolta in positivo nelle prossime partite.
Del resto, la classifica parla chiaro: 10 punti in 8 partite, penultimo attacco del campionato per reti fatte, undicesimo posto in graduatoria. Numeri che spingono la Fiorentina – e Montella – ad invertire la rotta già a partire da domani.

Autore: Marco Pecorini – Redazione Fiorentina.it