Rancori e dispetti del lungo addio: Mario Gomez vuole lo scontro

Matteo Magrini su La Repubblica Firenze

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gomez gol dinamo

Come riporta La Repubblica Firenze, avesse segnato con la regolarità con la quale attacca la Fiorentina, probabilmente, la storia recente del club viola avrebbe preso un’altra strada. Da Mario arriva un attacco dietro l’altro. L’ultimo, in ordine di tempo, martedì sera. «Sbagliai ad accettare l’offerta dei viola. Scelsi troppo in fretta e me ne pento». Con buona pace di quei tifosi che (dopo averlo accolto in 25 mila) lo hanno coccolato per due anni. Nonostante gli infortuni, i tempi di recupero biblici, e un rendimento disarmante. Ma perché questo rancore? Basta ricostruire le ultime tappe della vicenda.

Il prestito al Besiktas, i gol a valanga, la Nazionale riconquistata e una voglia sfrenata di tornare nel calcio che conta. Il punto sta proprio qui. Il club turco vorrebbe riscattarlo, ma lui non ne vuole sapere e (salvo sorprese) entro la fine del mese lo comunicherà ufficialmente. Ad oggi, quindi, l’ipotesi più probabile è che, al termine della stagione, Marione torni ad essere un giocatore della Fiorentina. Già. Ma per quanto? Per poco. Su questo (almeno) le parti sono d’accordo.

Il problema è trovare la formula giusta per dirsi addio. Gomez ha chiesto ai viola di essere liberato a parametro zero. «Non se ne parla», la risposta degli uomini dei Della Valle. Ed ecco spiegate le bordate di questi giorni. Il centravanti tedesco, tanto per capirsi, sta cercando di rompere. Con ogni mezzo possibile.

È stato fissato un appuntamento per i primi giorni di giugno, quando Uli Ferber (agente del calciatore) e Daniele Pradè (se sarà ancora lui il direttore sportivo) si metteranno attorno ad un tavolo alla ricerca di una soluzione. L’idea della Fiorentina, comunque, è quella di aspettare l’Europeo. Lo giocasse bene, segnando qualche gol, sarebbe più facile convincere qualcuno a farsi avanti per acquistarne il cartellino. Il Wolfsburg, ad esempio, ha già sondato il terreno. È l’ennesimo braccio di ferro. Con una differenza, rispetto al solito: l’obiettivo è lo stesso. Per Gomez, e per la società: salutarsi. Stavolta, per sempre.

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