Ranking Uefa, il sorpasso è anche un po’ viola

Di Leonardo Bardazzi - Corriere Fiorentino

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Come riporta il Corriere Fiorentino, fino a qualche mese fa, una notizia così, avrebbe fatto esultare i dirigenti della Fiorentina più di un gol segnato al 90’ contro la Juventus.

Dopo quest’ultimo turno di coppe europee, l’Italia (coefficiente 64,916) ha superato la Germania (63,998) nel ranking Uefa e adesso bracca l’Inghilterra (66,462) seconda alle spalle dell’irraggiungibile Spagna (92,855). Un fatto sostanziale, anzi fondamentale, nei campionati passati, ma ormai diventato secondario dopo la riforma Champions in vigore da questa stagione (l’Italia è tornata a poter schierare 4 squadre). Con il ranking attuale (non eravamo così in alto dal 2010), la Fiorentina degli anni di Montella avrebbe potuto giocare la Champions per due anni consecutivi. E i viola, intesi come club, avrebbero potuto aumentare il fatturato e mettere a bilancio (almeno) i 30 milioni annui garantiti dagli introiti della competizione più importante d’Europa.

Fosse andata così, l’autofinanziamento avrebbe avuto ben altre risorse su cui basarsi, Della Valle sarebbe ancora in tribuna e probabilmente Pioli avrebbe in mano una squadra più competitiva. Carpe diem , cogli l’attimo, scriveva Orazio. E forse, quell’attimo, la Fiorentina non l’ha saputo cogliere fino in fondo: i maggiori investimenti infatti (Gomez e Rossi tanto per fare esempi calzanti) sono arrivati proprio negli anni in cui, per andare in Champions, serviva arrivare almeno terzi.

A proposito di coppe però, restano i meriti acquisiti sul campo. Che fanno curriculum e inducono a sperare in un futuro viola ancora in giro per l’Europa. La Fiorentina infatti è tuttora la terza miglior squadra italiana per ranking Uefa e può essere considerata un fattore determinante per il sorpasso italiano sui tedeschi. I viola oggi hanno un coefficiente di 66,983 punti e sono ventunesimi nella classifica assoluta davanti a Roma, Lazio e Milan e, restando alle italiane, dietro soltanto a Juventus e Napoli, sempre protagoniste in queste stagioni di coppe (il ranking si calcola sulla base dei risultati ottenuti negli ultimi 5 anni).

C’è di più però. Perché nei 4 anni consecutivi in Europa League — nel secondo Mario Gomez e compagni arrivarono fino alla semifinale — i viola hanno conquistato ben 55 punti (quasi il 15% dell’intero bottino delle italiane, dati Violanews ), più della Roma (46) e molto di più di Lazio (29), Milan (25) e Inter (18). Dopo il flop dell’anno passato, in questa stagione invece la Fiorentina resterà al palo e dovrà accontentarsi delle briciole (1.200 punti) ottenute per il solo fatto di appartenere alla serie A. Un passato così però impone sacrifici per costruire un futuro altrettanto prestigioso. Perché è vero che la Fiorentina non vince dal lontano 2001 (era coppa Italia), ma è altrettanto vero che in questi anni è stata tra le pochissime italiane a non snobbare le coppe e a farsi applaudire da mezza Europa. Nonostante una squadra rinnovata e ancora acerba, l’obiettivo di quest’anno dunque non può che essere quel settimo posto che, coppa Italia permettendo, garantisce la qualificazione ai preliminari Uefa. Depauperare un patrimonio europeo così importante, sarebbe davvero un peccato.

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