Reazione c’è stata, ora Udine tra rimpianti/velleità Champions e turnover ragionato

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Due mesi vissuti quasi in apnea, senza riuscire a riprendere fiato. Prima la batosta di Londra, poi quella di Roma, quindi le scorie dell’Olimpico con la consapevolezza progressiva che di calo puro generale si trattasse. Fino alla vittoria sul Sassuolo. Un successo (forse) scaccia-crisi, che ha ridato respiro ad un ambiente quasi soffocato dalle sette gare senza vittorie. E che può ridare fiducia in un finale di stagione ancora da giocare, con l’Europa ancora da conquistare. Con in mezzo il botta e (non) risposta tra Andrea Della Valle e Paulo Sousa tuttora in corso. Anche se, l’impressione, è che se ne parlerà dopo la gara con la Juve, forse ultimo spartiacque della lunga e frastagliata stagione viola.

E’ stata una settimana diversa, con tanta gente intorno a noi”, aveva detto Paulo Sousa prima della gara con il Sassuolo. Presenze continue e, in fin dei conti, importanti e forse determinanti, quelle di Mario Cognigni e Andrea Della Valle, in avvicinamento alla partita. La presenza e vicinanza della proprietà nel momento più difficile della stagione ha dato probabilmente la scossa ad un gruppo che non riusciva ad uscire dal tunnel. Tutto questo, vien da pensare, poteva esser fatto forse prima, già dopo l’1-4 dell’Olimpico, quando la Fiorentina si ritrovava a -3 dal terzo posto giallorosso con ancora dieci gare da giocare. Invece, sono arrivati i ben noti 3 punti in 4 gare, con la Roma che ha preso il largo.
E così, sono aumentati i rimpianti.
Perché per la Champions (e l’Europa in generale) sembra una corsa a chi va meno forte. Tutte le rivali, infatti, hanno avuto i loro periodi neri, e trovare un antidoto immediato avrebbe riportato subito in piena corsa i viola. Quella che sembrava una Roma inarrestabile, infatti, è nel frattempo inciampata in tre pareggi in quattro gare, il Napoli in due sconfitte in tre partite (e con la grana Higuain da gestire), l’Inter viaggia al solito ritmo singhiozzante. E i giallorossi, in più, hanno visto scoppiare un nuovo caso Totti, in aperta schermaglia con lo Spalletti che ha rigenerato un ambiente scoppiato.

Rimpianti… e velleità Champions. Già, perché in fin dei conti, a cinque giornate dalla fine, la matematica ancora non condanna i viola (Roma a +6), anche se pensare di recuperare i giallorossi diventa quasi utopia. “Dobbiamo crederci sempre, fino alla fine dobbiamo fare più punti possibili”, ha detto in uno slancio di ottimismo il ds Pradè. “Io cerco di mettere nella testa dei giocatori la voglia di migliorarsi continuamente per vincere le partite. Le aspettative, ad un certo punto, si sono alzate e ci hanno creato difficoltà emozionali. Spero che la vittoria col Sassuolo sia un passo per arrivare alla fine della stagione giocando sempre così”, ha glissato a domanda precisa Paulo Sousa, come spesso accade. Come a dire: testa bassa e lavorare, poi si vedrà. Già, perché in mezzo ai tantissimi rimpianti l’impressione è che sia innanzitutto la Fiorentina a dover confermare i progressi fatti sul piano mentale, al di là dei risultati delle altre. Intanto, l’obiettivo concreto, e importante, resta il quarto posto. Fondamentale, per organizzare il futuro e per ‘pareggiare’ anche il rendimento in campionato degli ultimi anni. Il quarto posto vorrebbe dire evitare i preliminari di luglio in Europa League… senza dover ‘tifare’ Juve nella finale di Coppa Italia contro il Milan.

Per questo il primo ostacolo, nella settimana tutta particolare che porta alla gara con la Juventus, si chiama Udinese. Mercoledì a Udine sarà un test vero, per valutare i progressi fatti dai viola… soprattutto dal punto di vista mentale. Se la Fiorentina confermerà quanto di buono fatto con il Sassuolo, con un pressing altissimo tornato ai livelli di inizio stagione (anche l’erroraccio di Consigli nasce dall’ennesima pressione a tutto campo di Kalinic) e verticalizzazioni molto più frequenti delle ultime gare. Certamente, il fatto di tornare subito in campo, di porsi subito un nuovo obiettivo all’orizzonte, potrebbe agevolare una squadra che aveva accusato un chiaro calo psicologico nelle ultime settimane. In questo senso, anche la reazione avuta con il Sassuolo è un segnale non da poco. Subire il pareggio neroverde, e poi cercare subito, e trovare, il gol del vantaggio con Ilicic, è segno di una squadra che si sta ritrovando. Che sta ritrovando consapevolezza della propria forza.

Test importante… e turnover ragionato. A Udine difficile che Sousa cambi in toto la sua squadra, proprio ora che si sta ritrovando. Anche proprio per far restare ‘in palla’ i giocatori migliori. Ma qualche pedina potrebbe rifiatare, almeno dal 1′. Rientrerà Astori dalla squalifica, al posto di uno tra Tomovic e Roncaglia, ma Gonzalo giocherà. Magari potrebbe essere la volta di Pasqual, al posto di Alonso, così come potrebbe tornare titolare Bernardeschi, e trovare spazio dall’inizio Zarate. Ma i vari Borja Valero, Vecino, anche Badelj se darà garanzie fisiche, più Kalinic, saranno ancora confermati. L’asse centrale, insomma, non cambierà molto.
La Fiorentina cerca conferme, la scossa è (forse) arrivata. Prima il campo, poi il futuro tecnico-societario.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it