Ribery a Brescia da star, nello stadio di Baggio, Guardiola e Hagi

0



Il campione francese vuole trovare il terzo gol in trasferta, dopo gli acuti contro Atalanta e Milan. Nello stadio che ha accolto grandi stelle.

Dopo Baggio e Guardiola, al Rigamonti, lo stadio che ha applaudito 101 volte Roby-gol e che ha visto nascere un feeling, quello con Pep capace di andare oltre al tempo, arriva Ribery, il primo dei grandi avversari della Serie A di oggi a regalare le sue giocate. Cristiano Ronaldo, del resto, il 24 settembre non fu nemmeno convocato. Adesso, insomma, tocca a Franck riempire con le sue giocate il palcoscenico della neopromossa che ha vinto l’ultimo campionato di B. Così scrive Il Corriere dello Sport – Stadio.

SULLA SCIA DEI GRANDI. Sì, perché Baggio, che anche pochi giorni fa ha ricordato con affetto gli anni fiorentini, a Brescia c’è arrivato da svincolato esattamente come Franck in viola e non certo giovanissimo, restandoci dai 33 ai 37 anni, e regalando a tutti la gioia del miglior piazzamento in Serie A nella storia del club, ottavi. Pep, dal canto suo, dopo i 16 titoli di club vinti con il Barcellona, dopo esserci stato una prima volta in biancazzurro, c’è ritornato una seconda, nel gennaio 2003, ottenendo lo svincolo dalla Roma. Storie di campioni che nel club della provincia lombarda, lo stesso che aveva calcato pure Gheorghe Hagi, il Maradona dei Carpazi, hanno scritto le pagine più emozionanti della storia del calcio di casa nostra. Franck, in qualche modo, si è messo sulla scia dei suoi illustri predecessori. Ha scelto Firenze dopo aver vinto 24 titoli con la maglia del Bayern Monaco, con più titoli di Bundesliga di chiunque e ora è pronto a divertirsi davvero, specie con la nuova posizione che gli ha inventato Montella.

FRANCK SOUND. Gli oltre mille tifosi viola che partiranno (nonostante il giorno lavorativo) per Brescia sperano di dedicargli ancora quel “Franck Sound” diventato una sorta di hit del momento e nel mezzo sognano il suo terzo gol, lui che fin qui, con la maglia numero 7 viola sulle spalle, ha castigato gli avversari solo in trasferta. Lo ha fatto a Parma, contro l’Atalanta, e a San Siro col Milan, ricevendo per altro la standing ovation dello stadio. E ora, per l’appunto, c’è Brescia.