Rispetto sì, paura mai. Sono loro quelli forti, ma la Fiorentina…

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“Rispetto sì, paura mai”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase, così semplice, banale, ma allo stesso tempo così realistica? Sì perché la Fiorentina dovrà andare a Roma proprio con questo stato d’animo. Rispettoso di un avversario forte, che viene da sei vittorie consecutive, ma assolutamente senza timore. Del resto, se è vero che i giallorossi vengono da sei successi consecutivi, è altrettanto vero che la squadra di Paulo Sousa arriva da una striscia positiva di sette risultati utili: quattro vittorie (contro Torino, Carpi, Inter e Atalanta) e tre pareggi (contro Genoa, Bologna e Napoli). Dunque, la Fiorentina ha collezionato 15 punti nelle ultime sette sfide, mentre la Roma 18 (sempre nelle ultime sette partite, considerando che prima del filotto delle sei vittorie consecutive aveva perso contro la Juventus di Allegri). E quindi?, qualcuno ci chiederà. Che significa questo discorso, a parte il fatto che la Roma ha fatto 3 punti in più della Fiorentina negli ultimi sette turni? Beh, intanto significa che prima di giudicare lo strapotere giallorosso, sarebbe opportuno ricordare con quali avversari gli uomini di Spalletti hanno ottenuto una così importante scia positiva. Eccovi accontentati. Dunque, andando a ritroso nel tempo, la Roma ha vinto con Empoli, Palermo, Carpi, Sampdoria, Sassuolo (ma la squadra emiliana ha sbagliato un rigore con Berardi) e Frosinone. Mentre la Fiorentina, negli ultimi turni, ha affrontato anche squadre del calibro di Napoli e Inter. Questo senza considerare che le prime due gare del rinvigorito squadrone giallorosso dello Spalletti 2.0, hanno fruttato alla classifica 1 punto conquistato in casa contro il fanalino di cosa Verona, e una sconfitta contro la capolista Juventus. Contro una squadra ben organizzata, forte e ricca di campioni, beh, per la Roma è andata male.

La domanda, dunque, nasce spontanea: non sarà che la partita con la Fiorentina sia più determinante per la Roma che per la Fiorentina stessa? Del resto sono i giallorossi a giocare in casa. Sono sempre loro che sono partiti, all’inizio della stagione, con l’obiettivo di lottare per lo scudetto. E sono ancora loro che erano considerati il gruppo tecnicamente più forte d’Italia. Dunque, dopo le sei vittorie consecutive contro compagini cosiddette ‘provinciali’, ora la squadra di Spalletti deve dimostrare di saper battere anche un team di livello superiore, dotato di intelligenza tattica e doti tecniche illimitate. Un gruppo che si conosce quasi a memoria e che andrà in campo per vincere, per esprimere il proprio gioco, per provare ad imporsi, ma senza avere il patema d’animo di aver qualcosa da perdere. Perché ha ragione Paulo Sousa: “Sarà più decisiva per la Roma che per la Fiorentina – ha detto il tecnico portoghese –. Noi siamo gli intrusi nella parte alta della classifica, gli altri hanno il dovere di essere lì”. Non fa una piega. Sarà la Fiorentina il vero banco di prova per la Roma e non viceversa. E poi, anche dovesse andar male, il risultato non sarà ‘fatale’ per i viola, considerando il calendario che li aspetta da dopo il match dell’Olimpico (tra le big, dovrà affrontare solo la Juventus alla 35ª giornata, per giunta in casa). Anche dovessero uscire sconfitti, avrebbero modo e tempo di riprendere la Roma che, suo malgrado, dovrà affrontare avversari di livello e temibili (tra tutti l’Inter alla 30ª giornata, la Lazio alla 31ª e il Napoli alla 35ª). Alla luce dei fatti, si potrebbe quasi lanciare la sfida e provare ad ammettere che la Fiorentina ha a disposizione tre risultati su tre. Potrebbe dire di aver fatto un miracolo (in caso di vittoria), di aver portato a casa un ottimo risultato (in caso di pareggio) oppure di averci provato, ma tutto è ancora aperto (in caso di sconfitta). La sensazione, invece, è che la Roma ne abbia uno solo: o vincere o niente. E si sa, quando si è obbligati a fare qualcosa, non sempre il lavoro riesce bene. Morale della favola? Facile. Andare all’Olimpico tranquilli. Sereni. Consapevoli dei propri mezzi. E senza mai dare adito all’avversario di poter pensare che “noi abbiamo paura”. Ma de che? Direbbero proprio a Roma…

 

 

 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it