Risposte da squadra e tifo. Gomez, esclusione che sa di addio. ADV e Montella…

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Si attendevano risposte a 360°, nel lunedì di campionato della Fiorentina. Dalla squadra, da Montella, dal tifo, dalla società. Nel giorno della dura presa di posizione della Curva Fiesole con comunicato che chiedeva le dimissioni del Presidente Cognigni. Messaggi (più o meno) chiari che sono arrivati, in varie direzioni.

In primis la squadra, che è tornata a vincere sul campo (3-0) dopo i fischi ed i cori di derisione di giovedì scorso. Atteggiamento giusto, propositivo, fin dai primi minuti, di fronte ad un Parma comunque non certo irresistibile viste le note vicende legate all’extra-campo (anche se i gialloblu avevano saputo togliere punti a tutte le prime della classe, compresi i viola all’andata). Gioco fluido, agevolato da una gara sbloccata grazie a due palle inattive. Un gruppo viola unito, con l’abbraccio tra giocatori e tecnico dopo il primo gol che evidenzia come lo spogliatoio abbia fatto scudo dopo le critiche piovute dall’esterno. “Le parole di Montella erano per difendere la squadra”, ha dichiarato Gonzalo. “Montella ci difende perché sa che diamo sempre il massimo, anche per lui”, ha ribadito Pasqual. Parola di due difensori, per una volta (e non accadeva da inizio aprile, in campionato) che la porta viola è rimasta imbattuta (anche se la fase difensiva è stata tutt’altro che perfetta).

Ma il campo ha detto anche altro. O meglio la panchina. Perchè l’esclusione di Gomez (la terza di fila, dopo Empoli e Siviglia) stavolta sa davvero di bocciatura definitiva. “Scelta tecnica”, il commento di allenatore e società. Ma ormai pare evidente come il binomio Montella-Gomez difficilmente andrà avanti insieme a Firenze… Con Gilardino (bravo, anche oggi) che intanto incalza il tedesco per i gol fatti in campionato: 3 (quasi 4, visto il gol annullato per fuorigioco dopo ottimo movimento in area) i gol in 12 gare per il Gila, 4 in 20 apparizioni per Gomez. Numeri che parlano quasi da soli, per chi è arrivato a Firenze con aspettative diametralmente opposte.

E poi le risposte dal Franchi: timidi applausi all’ingresso delle squadre, poi più convinti durante la partita e nelle ovazioni per Salah, Pizarro e Gonzalo, tre dei ‘delusi’ dai fischi assordanti di giovedì. Il pubblico viola è questo, l’amore per la maglia resta, sempre. Anche dopo batoste arrivate pochi giorni prima. Nessun fischio ulteriore, nessun coro ‘personalizzato’ dopo il comunicato della Fiesole. In attesa di sviluppi sul fronte societario e non solo.

A proposito, stavolta pronta la risposta di Andrea Della Valle. Chiamato direttamente in causa dai tifosi: la difesa (sì di circostanza, ma anche per legame e fiducia pluriennale) del Presidente Esecutivo Mario Cognigni, messo nel mirino dalla tifoseria. “Se si attacca Cognigni, si attacca i Della Valle”, con conseguente sentimento di “amarezza” in reazione al comunicato della Fiesole. E rapporto tra le parti tutto da valutare nelle prossime settimane. Ma resta il fatto che sarà proprio la proprietà, la famiglia Della Valle, a dover fare il prossimo passo, a dover delineare i tratti del prossimo futuro: rilanciare o ricominciare, andare avanti con Montella o cambiare ancora, a quel punto – forse – con ambizioni anche diverse. Le prossime saranno settimane decisive per il futuro viola, per un’estate caldissima per l’intero progetto Della Valle.

In cui un ruolo centrale gioca, inevitabilmente, la permanenza o meno di Vincenzo Montella. L’altro ingranaggio chiave della macchina viola. Promotore della filosofia ‘bel calcio’ varata tre anni fa con il nuovo ciclo, ma aperto eventualmente a cambiare prospettive di gioco. Purché le ambizioni restino inalterate e, anzi, vengano rilanciate. Perché se ad inizio stagione si parla apertamente di Champions League, poi la rosa deve essere adeguata. Perché per lottare sui tre fronti fino a giugno, senza pagare un calo nell’ultimo mese decisivo, ci vogliono determinati giocatori. Perché per fare il famoso ultimo passo, il salto di qualità, serve essere ‘davvero’ tutti uniti e pronti a creare un qualcosa che vada nel solito verso.
Tutte valutazioni che verranno fatte a quinto posto raggiunto, a fine campionato. Piazzamento che rappresenta la base fondamentale per costruire il futuro. Con o senza Montella. Ma, ad oggi, i termini sono nettamente cambiati, rispetto a qualche settimana fa. “La società sa da tempo ciò che penso”, ha detto Montella dopo il Siviglia. “Resto, fino a prova contraria”, ma anche “Se non c’è futuro sono pronto anche a farmi da parte, posso stare a casa”, dichiarazioni arrivate tra vigilia e post-Parma. Con Andrea Della Valle e Pradè che restano sulla stessa linea: niente è scritto, si va avanti solo se c’è piena condivisione di idee e prospettive future.

La vittoria sul Parma come tassello importante per arrivare al quinto posto e qualificarsi alla prossima Europa League. Ma il futuro viola è tutto da scrivere…

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it