Romulo: Montella mi ha insegnato molto. Wolski diventerà un campione. Verona?..

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    Romulo Verona Fiorentina Lunga intervista della Gazzetta dello Sport al brasiliano Romulo, oggi al Verona ma sempre di proprietà della Fiorentina.

    Il terzino che per vivere comprava merci oltre frontiera sarà un direttore sportivo e acquisterà calciatori in mezzo mondo. Adesso, a metà della sua storia, Romulo Souza Orestes Caldeira è un centrocampista e con il calcio offre un futuro migliore alla famiglia che, si è capito, non è la più ricca del Brasile. Per la Gazzetta è tra i 20 migliori giocatori della A – a febbraio le pagelle contano, come a scuola – ma per la gente è Romulo e basta, quello che al Verona corre per tre. Al bar invece Romulo arriva con calma, prende un cappuccino e non lo beve. Parla, parla, parla e fa niente se il caffè si raffredda: anche nella sua vita il momento giusto sembrava non arrivare mai.
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    Figure chiave nel calcio?
    «In Italia mi ha portato Corvino. Da ragazzo compravo i libri di italiano e studiavo, non so perché ma sentivo che sarei arrivato qui. Poi c’è Montella, alla Fiorentina mi ha spiegato tante cose».
    Un esempio?
    «Io andavo sempre a prendere palla dai difensori, lui mi ha spiegato che dovevo inserirmi. Poi, la scorsa estate, mi ha detto che avrei giocato poco e mi ha consigliato di andare via. Piacevo a Chievo, Samp e Genoa ma ho scelto il Verona».
    E Mandorlini?
    «Urla tantissimo, più di tutti, ma è meraviglioso, mai visto un allenatore così vicino alla squadra. Io gli dico: “Mister, dobbiamo fare un po’ di possesso palla”. E lui: “Lascia che lo facciano gli altri, tu buttati dentro che fai gol”».
    Funziona: 5 gol e 8 assist, il migliore in A.
    «Mamma mia, pensate quanti sarebbero se Toni non avesse sbagliato tutti quei gol…».
    Allora è vero, Romulo è uno da scherzi in spogliatoio. Si possono raccontare?
    «Prendiamo in giro Marques perché ha le orecchie grandi e Rafael perché è un triangolo: spalle grosse grosse e gambe piccole».
    Futuro prossimo: il cartellino è della Fiorentina, è vero che ci sono trattative con Juve e Psg?
    «Sono voci, fanno piacere ma non ho parlato con nessuno. So che Sogliano e Pradè si stanno mettendo d’accordo, sono ottimista».
    E la nazionale?
    «Ho due passaporti ma mi farebbe più piacere giocare con l’Italia che con il Brasile. Però non ho mai sentito Prandelli».
    Futuro remoto: dove sarà Romulo tra vent’anni?
    «Basta profumi, vorrei fare il direttore sportivo. Oggi comprerei Wolski della Fiorentina, sarà un campione».
    Qual è la cosa più strana vista in questi anni di calcio?
    «Beh, quello che è successo tra Delio Rossi e Ljajic…».
    E il compagno più matto?
    «Il più divertente: Toni. Scherza con Iturbe, con tutti, anche con Mandorlini».