Rosa ampia, problemi e malumori: obiettivo sfoltire a gennaio. E il monte ingaggi…

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    Iakovenko - Moena“Rosa numerosa? E’ un disastro, dispiace perché anche in allenamento non si può giocare in più di 22. Si innescano dei malumori nello spogliatoio, naturali quando si è in troppi”. Questo il monito lanciato nella serata di ieri dal club manager Vincenzo Guerini, che parlando di mercato ha riportato alla luce un problema evidenziato da Vincenzo Montella già da questa estate. La rosa ampia, seppur necessaria per lottare in maniera competitiva sui tre fronte, porta in casa difficoltà evidenti di gestione dei calciatori negli allenamenti e nelle varie partite. Al momento, l’allenatore viola – con il suo numeroso staff – si ritrova a gestire la ‘bellezza’ di 32 giocatori, dei quali ben 7 non hanno mai visto il terreno di gioco nelle prime 13 gare stagionali. E allora serve equilibrio, avere sì una varietà di alternative in tutti i ruoli, ma al contempo non tenere in gruppo esuberi che – come accade spesso – possono minare l’armonia dell’ambiente con la volontà – pur lecita – di giocare qualche minuto. Come faceva riferimento Guerini, anche durante il singolo allenamento vanno in disparte almeno 10 giocatori, che forzatamente non possono rientrare in schemi o partitelle 11 contro 11.
    Aspetto messo in evidenza anche dallo stesso Montella, sia in estate a Moena, sia a stagione iniziata, quando parlando di Lazzari esternò il suo dispiacere per non poter coinvolgere con continuità il centrocampista negli schemi quotidiani in allenamento.

    Analizzando la rosa viola, i vari Hegazi, Octavio, El Hamdaoui, Iakovenko, più Rossi ed i due portieri Lezzerini e Lupatelli non hanno collezionato – per un motivo o per un altro – neanche un minuto in stagione, con Brillante e Lazzari (più Marin) che hanno racimolato meno di un’ora di gioco nei vari spezzoni in cui sono stati utilizzati. Emergono, insomma, tanti giocatori (infortunati a parte, evidentemente) che non rientrano o rientrano marginalmente nel progetto Fiorentina.

    A gennaio, dunque, si guarderà sì al mercato in entrata per cercare elementi precisi in grado di migliorare la squadra di Montella, ma priorità assoluta sarà sfoltire ancora la rosa gigliata. Anche perché, in questo senso, ritorna ‘a galla’ l’annoso problema del monte ingaggi. “Mercato di gennaio? Sarebbe meglio sfoltire la rosa per lavorare nel modo giusto. Se ci sarà bisogno di intervenire la proprietà non si tirerà indietro, questo lo posso garantire. Ma già in estate ci sono stati esborsi molto importanti, e a dicembre i Della Valle dovranno fare una ricapitalizzazione importante”, faceva riferimento Guerini. Obiettivo primario, dunque, la cessione dei giocatori non utili alla causa anche per riportare in termini accettabili il monte stipendi, che ad oggi è quantificato in circa 60 milioni lordi. Un tetto ingaggi che, con il rinnovo di Cuadrado, è salito rispetto al 2 settembre, e con le situazioni relative a Neto e Babacar è destinato ad alzarsi ancora.

    Ed allora diventa fondamentale piazzare i cosiddetti esuberi, quegli elementi che finora non hanno trovato spazio (e difficilmente lo troveranno, anche da gennaio in poi) e che ‘pesano’ soltanto sulle casse viola. El Hamdaoui e Iakovenko, ad esempio, costano insieme circa 3 milioni lordi alla Fiorentina, ed anche lo stesso Lazzari – che da gennaio, senza gare abbordabili di Europa League, potrebbe trovare ancora meno spazio – richiede un esborso di quasi 1,5 milioni lordi annui alla società viola. Ci sarà poi da fare una valutazione precisa su Joaquin, perché sarebbe quasi inutile tenere ancora ai margini un giocatore che percepisce 1,2 milioni netti (2,4 circa lordi) di stipendio e che avrebbe mercato, soprattutto all’estero (finora Joaquin ha giocato solo 3 partite, per un totale di 109′ in 10 giornate di campionato – ed è fuori dalla lista Uefa).

    Discorso generale, lo sfoltimento della rosa, per un doppio obiettivo: consegnare a Montella un gruppo numericamente più adeguato (e di conseguenza più facile da gestire) e al contempo alleggerire un monte ingaggi decisamente troppo alto. Per il mercato invernale la strada è tracciata.