Rosa ristretta (da Sousa): il cambio netto delle ultime 10 gare. Tra messaggi e progettazione

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    Sousa Palermo “Quello che abbiamo fatto fino ad ora ha aumentato le aspettative in tutti noi. La società sa benissimo le necessità della rosa, per competere a questi livelli. Per competere su questo livello abbiamo bisogno di nuove risorse”. Questo è stato solo l’ultimo dei messaggi di Paulo Sousa rivolto alla società a mezzo stampa. Concetto chiaro, ripetuto da settimane, ovvero da quando la Fiorentina si è riscoperta bellissima realtà di alta classifica, in lotta con le grandi d’Italia per traguardi insperati alla vigilia. E quando arrivi ad un passo dalla vetta al giro di boa, è segno indelebile che le qualità ci sono, non è certo casualità. Ma per continuare a stare lì, per ripetere un girone di andata quasi da record, bisogna intervenire sul mercato. “Soprattutto se hai meno soldi degli altri, devi pianificare e anticipare”, ha detto Sousa qualche giorno fa. Concetto ribadito da Pradè dopo la Lazio. Ma nei fatti, al 12 gennaio l’unico giocatore veramente vicino all’arrivo è Tino Costa, operazione low cost che pare più un’occasione per sopperire all’assenza forzata di Badelj che il grande sostituto del croato e di Vecino in mezzo al campo. Sousa, quasi scontato ripeterlo, si aspettava qualcosa di diverso, anche nei tempi. Soprattutto in difesa, dove la coperta è dichiaratamente corta (per detta di proprietà e dirigenza) già dalla scorsa estate.

    Coperta che è diventata corta, nel frattempo, un po’ in tutti i reparti. Una rosa che si è riscoperta più ristretta rispetto ad inizio stagione, alla luce del rendimento di alcuni giocatori che non riescono ad integrarsi nel gioco di Sousa. Dalla forza di un gruppo unito e completo, alla divisione netta tra titolarissimi e riserve. Il tutto, sostanzialmente, nelle ultime 10 gare. Dieci partite in cui è cambiato molto, dove la Fiorentina ha di fatto spremuto tanti giocatori, mentalmente e fisicamente, in appuntamenti delicati e talvolta decisivi. Dieci partite che hanno decretato sì il passaggio del turno in Europa League, ma anche l’eliminazione clamorosa dalla coppa Italia e qualche passo indietro in classifica in campionato. Analizzando il rendimento nelle ultime sette giornate di A, dalla gara contro l’Empoli dopo la sosta di novembre, la squadra di Sousa ha totalizzato 11 punti, perdendo 1 punto nei confronti dell’Inter, 5 punti nei confronti del Napoli e addirittura 10 punti nei confronti della Juventus. La Fiorentina dopo la 12.ma giornata era prima, alla 19.ma si è ritrovata quarta. Niente di catastrofico, ma comunque un calo evidente. Quattro sole vittorie nelle ultime 10 partite, con tre sconfitte e tre pareggi.

    Ma ultime dieci partite che, come detto, hanno sentenziato la divisione netta di “due livelli di giocatori”, come ha ripetuto Sousa più volte. In numeri, emerge come solo 13 giocatori abbiano superato i 300 minuti giocati sui 950 disponibili (recuperi compresi). E solo 12 hanno giocato più di 400 minuti. Astori non ha saltato neanche un minuto (950′ giocati), e anche Alonso (805′) e Vecino (854′) hanno giocato 10 partite su 10. Kalinic (750′), Borja Valero (795′), Badelj (766′), Bernardeschi (716′) e Gonzalo Rodriguez (855′) hanno saltato una sola gara. Ilicic ha riposato in due partite (497′), Tatarusanu le tre gare di coppa (665′), mentre Tomovic (561′) e Roncaglia (405′) si sono alternati come terzo di difesa. Pasqual (303′), invece, è l’unica ‘riserva’ che ha sforato il muro dei 300 minuti giocati. Gli altri nove giocatori utilizzati, invece, hanno accumulato tutti meno minutaggio. E con una percentuale tra minuti giocati e minuti a disposizione notevolmente diversa rispetto alle 16 partite precedenti.
    Suarez (ed è il caso più eclatante) nelle ultime 10 gare ha giocato 73′ (recuperi compresi), nelle 16 partite precedenti aveva invece giocato 606′ sui 1520′ a disposizione. Ovvero: 7,5% di minuti giocati rispetto ai minuti ‘giocabili’, a confronto con il 40% della prima metà di stagione. Mati Fernandez nelle ultime 10 partite ha giocato 214′ (22%), nelle prime 16 gare aveva giocato 607′ (40%); Giuseppe Rossi ha giocato appena 213′ nelle ultime 10 partite (22%), mentre era rimasto in campo 527′ (34%) fino a metà novembre; Babacar ha giocato 285′ dall’Empoli ad oggi (30%, solo una volta titolare in campionato), mentre aveva giocato 518′ (34%) fino a metà novembre; Kuba nelle prime 16 giornate ha giocato 606′ (40%), mentre nelle ultime 10 appena 88’… ma anche a causa dell’infortunio. Il problema, però, è che sommando il minutaggio del polacco, di Gilberto e di Rebic (tutte le alternative a destra, insomma) nelle ultime 10 partite, si arriva a 256′, con appena il 27% del minutaggio totale in tre giocatori.

    Questo, insomma, il bilancio di una rosa che Sousa ha ristretto nelle ultime 10 partite, tra chi dà garanzie e chi invece ha visto il campo con il lumicino. E anche la battuta post Lazio, su Alonso adattato forzatamente a destra e quel “Dipende” con risata, sulla possibilità di rivedere lo spagnolo in un ruolo non suo, va in questo senso. Segnali e messaggi, per una rosa che va adeguata alle alte aspettative della piazza.. ma in generale di tutto l’ambiente. Per una progettazione di mercato che, finora, non ha strappato troppi sorrisi a Sousa, nonostante un ottimismo e una fiducia che, va detto, continua a regnare tra le parti. Un esempio: l’obiettivo per la difesa da settembre era Lisandro Lopez, ma l’infortunio di Luisao e il mancato nero su bianco della trattativa già da tempo hanno rimescolato le carte, con il Benfica che gioca al rialzo (ma con i viola che continuano a spingere per accontentare l’allenatore su un suo pupillo). Per ora le alternative restano in ghiaccio, in attesa che il Benfica possa sbloccare il tutto (trovando anche il sostituto del difensore). Ma, nei fatti, ad oggi un difensore per il reparto arretrato di Sousa, che a Milano sarà privo anche di Gonzalo, non è arrivato. Arriverà a breve, insomma, solo Tino Costa, ma come ‘tampone’ all’infortunato Badelj. In mezzo, c’è da aspettarsi un’altra pedina (più) importante, soprattutto quando partirà Suarez. Mentre Sousa spinge per un colpo sulla destra (anche alla luce della brutta prestazione di Kuba con la Lazio) e in attacco, soprattutto se qualcosa dovesse muoversi tra Rossi e Babacar.

    Il mercato viola deve ancora entrare nel vivo, Sousa aspetta i primi acquisti da inserire negli ingranaggi della sua Fiorentina. La necessità “di avere più scelte” per rimanere competitivi ad altissimi livelli. Dopo aver chiuso un girone d’andata (quasi) da record con qualche scricchiolio, tra mini-contestazioni e frecciatine.