Rosa troppo ampia e pochi italiani. La Fiorentina deve invertire la rotta già da gennaio

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Il dato è balzato subito all’occhio: zero italiani in campo (tra titolari e subentranti) nella Fiorentina che ha vinto a Verona. Un numero che ha fatto discutere parte dei tifosi, scontenti che non sia sceso in campo nemmeno un italiano con la maglia viola al Bentegodi. Montella, sollecitato da noi in conferenza stampa, ha raccontato le sue ragioni: “Me ne sono accorto ieri (sabato, ndr), ma compreso Lezzerini avevo solo due italiani a disposizione”. Già, solo due, con Aquilani che è rimasto in panchina insieme al giovane terzo portiere. A Firenze ne era rimasto un altro abile e arruolabile (Lazzari), mentre quattro erano a casa infortunati (Rossi, Bernardeschi, Pasqual e Lupatelli). E’ certamente un caso che, in questo momento, gran parte degli italiani della rosa siano fermi ai box, ma il dato è comunque allarmante in un periodo nel quale si parla molto di una riforma del calcio italiano.

 

Al momento, infatti, la Fiorentina va in controtendenza rispetto a quelle che dovrebbero essere le linee guida della Figc per le prossime stagioni. In primo luogo il tetto dei 25 calciatori tesserabili per ogni squadra. La Fiorentina, in questo momento, ha 33 tesserati a livello di prima squadra (4 portieri, 9 difensori, 15 centrocampisti e 5 attaccanti). Un’enormità, che costringe Montella a fare le sostituzioni anche durante le partitelle in famiglia, per cercare di coinvolgere il maggior numero di calciatori. Abbassarne la quota sarà impresa ardua, con Pradè e Macia che ci proveranno già a gennaio anche e soprattutto per dare una picconata al monte ingaggi. Di questi 33, dicevamo, solo 7 sono italiani. Una percentuale esigua, che dovrà per forza salire a partire dalla prossima stagione. E non tanto perché lo ha chiesto il Ct Antonio Conte (che ovviamente vorrebbe vedere in campo la domenica molti più azzurrabili), ma perché in casa Fiorentina lo hanno chiesto Diego ed Andrea Della Valle. L’input arriva dall’alto, la Fiorentina deve tornare a parlare il più possibile italiano. Anche se, a parziale scusante per i dirigenti, ci sono alcune norme (soprattutto a livello fiscale) che rendono più facili ed economici i trasferimenti degli stranieri. Inoltre, a parità di livello, uno straniero costa meno di un italiano. E questo è un dato di fatto, con le società medio-piccole del nostro paese che per un giovane talento in erba richiedono cifre particolarmente esose per la cessione del cartellino.

 

Dalla prossima stagione, poi, assumeranno grande importanza quei giocatori cresciuti nel settore giovanile. E da questo punto di vista la Fiorentina non è messa male. Dovranno essere almeno 4 e fra questi rientrano Babacar e Bernardeschi, ma anche Matos Ryder, Piccini, Camporese e tutti gli altri giovani che, in questa stagione, si stanno facendo le ossa altrove. Sceglierne altri due da tenere in rosa, oltre ai gioielli che già ci sono quest’anno, sarà compito dell’allenatore. Infine, nelle prossime settimane, capiremo se davvero prenderà piede il progetto della ‘Squadra Riserve’, che nell’idea dell’Associazione Italiana Calciatori dovrebbe disputare un regolare campionato parallelo a quello delle prime squadre. E’ sempre stata una battaglia della Fiorentina, che spesso si è vista chiudere le porte in faccia. Adesso il progetto ha trovato terreno fertile in ambito nazionale e per la crescita dei giovani italiani potrebbe essere davvero un’ottima soluzione.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it